Ne restera' uno solo - gioco

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velabianca

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Messaggio da velabianca » ven 02 giu 2006, 21:30

Giuliani 95 (+1)
Sor 8 (-1)


Velabianca

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » ven 02 giu 2006, 23:32

Giuliani 96 (+1)
Sor 7 (-1)

magic guitar

Angelo Barricelli

Messaggio da Angelo Barricelli » ven 02 giu 2006, 23:41

Giuliani 97 (+1)
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CarloFiorini
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Messaggio da CarloFiorini » sab 03 giu 2006, 06:46

Giuliani 96 (-1)
Sor 7 (+1)

Da domani penseremo ad altro...

Renoir

Messaggio da Renoir » sab 03 giu 2006, 07:31

Giuliani 97 (+1)
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velabianca

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Messaggio da velabianca » sab 03 giu 2006, 09:17

Giuliani 98 (+1)
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Velabianca

musico

Messaggio da musico » sab 03 giu 2006, 09:27

Giuliani 99 (+1)
Sor 4 (-1)

Ferdinando, purtroppo, non giungerà a sera e di lui ci resterà soltanto la testimonianza delle sue opere.

M.

grigio_viandante

Messaggio da grigio_viandante » sab 03 giu 2006, 09:41

Giuliani 100 (+1)
Sor 3 (-1)
mi glorio di aver dato a Maurone il centesimo punto!

Klimt

Messaggio da Klimt » sab 03 giu 2006, 10:00

Giuliani 101 (+1)
Sor 2 (-1)

... iniziamo a prepare il nuovo? Villa Lobos, Ponce, Barrios e gli altri sono ansiosi di sfidarsi... 8)

abelardo norkis

Messaggio da abelardo norkis » sab 03 giu 2006, 10:15

Giuliani 102 (+1)
Sor 1 (-1)

Capo d'Astro

Messaggio da Capo d'Astro » sab 03 giu 2006, 10:52

Giuliani 103 (+1)
Sor 0 (-1)

Essendo, credo, uno dei piu' "intensi" estimatori della musica di Sor mi autorizzo a chiudergli gli occhi.

platero

Messaggio da platero » sab 03 giu 2006, 12:27

IL gioco è finito. Giuliani, Mauro ha vinto.
Cinquantatré pagine per un topic non sono poche: esperimento da ripetere.
Magari, confrontandoci sugli autori del Novecento.
Passo la palla a chi vorrà.

Fabio Rizza

Messaggio da Fabio Rizza » sab 03 giu 2006, 12:27

Signore,
essendo un abbonato al vostro Mensile di Chitarra e vedendo il modo deciso con il quale promette di essere condotto, mi sono messo a scrivervi un paio di righe riguardanti Fernando Sor, l'eccellente chitarrista e compositore, confidando che le mie umili osservazioni concernenti la chitarra e i lavori di quell'eminente Maestro possano forse dimostrarsi meritevoli di pubblicazione sul vostro ammirevole periodico. È un fatto che sino all'arrivo di Sor in questo paese, circa quindici o sedici anni fa, la chitarra era qui assai poco conosciuta e l'impressione che egli fece durante la sua prima esibizione nella Argyll Rooms, dove io ero presente, fu tale che mai verrà cancellata dalla mia memoria; fu allo stesso tempo magica e sorprendente; nessuno avrebbe mai creduto che tali effetti potessero essere prodotti sulla chitarra! Ci fu infatti una specie di risata contenuta quando egli si presentò innanzi al pubblico e che comunque presto si tramutò nella più illimitata ammirazione quando egli iniziò a manifestare il suo talento. A quell'epoca non mancavano a Londra persone che affermassero di insegnare la chitarra; e so che alcuni di quei chitarristi-ciarlatani erano là "per deridere, ma sono rimasti a pregare!"
Avrei solo desiderato di aver avuto il piacere di sentire Giuliani suonare per potere in tal modo compiere un giusto paragone tra lui e Sor; ma se, come mi pare di capire, il suono di Giuliani era più potente di quello di Sor, le composizioni del secondo eseguite dal primo avrebbero poco o niente da desiderare per raggiungere la perfezione per quanto riguarda questo strumento. Conosco bene le voluminose produzioni di Giuliani e ho debitamente imparato ad apprezzarle; eppure credo che non sarò considerato prevenuto se dico che le belle composizioni di Sor hanno toccato e ispirato la mia anima più di ogni altra. Non c'è quindi da meravigliarsi se queste sono diventate l'oggetto prescelto per il mio studio personale; e se di Giuliani si dice che "deve essere considerato l'inventore di un nuovo modo di suonare", mi sarà forse permesso di dire che dovremmo considerare Sor come l'inventore di un nuovo modo di comporre. Lasciatemi attirare la vostra attenzione, ad esempio, sula sua deliziosa fantasia opera 7; il largo introduttivo, in Do minore, con la sua emozionante combinazione di accordi (anche se piuttosto tirata per le lunghe) ricca di eleganza e di bellezza dall'inizio alla fine, conduce al tenero e fluttuante tema in Do maggiore e alle sue variazioni; tutte queste bellezze devono essere estremamente gradite all'esperto così come devono affascinare ogni sincero ammiratore della chitarra! Permettetemi in particolare di attirare la vostra attenzione sulle variazioni 1, 4, e 7 e chiedere se tale musica non merita di essere studiata. Confido Signor Direttore che se alcuni estratti di questa splendida fantasia verranno presentati in uno dei vostri prossimi numeri, non solo saranno i benvenuti dagli amanti dello strumento, ma forse faranno anche un gran bene agli appartenenti ad una certa categoria di Marsie che pretendono, nelle loro pubblicità, di insegnare la chitarra in "Sei lezioni!" e così con le loro false affermazioni contaminano le menti inesperte con l'idea che la chitarra sia adatta soltanto all'accompagnamento. La loro affermazione non deve sorprendere poiché essendo evidentemente ignari delle possibilità dello strumento, non possono certo essere capaci di insegnare ciò che loro stessi non capiscono. I loro allievi da "Sei lezioni" rimangono quindi per sempre su una gamba sola, mentre l'altra si alza per incamminarsi nel vestibolo che conduce al santuario della chitarra, ma sono impediti dai loro esimi maestri dall'avventurarsi oltre per paura che sia maestro che allievo possano rompersi il collo. Se tali allievi avessero mai l'occasione di ascoltare un esecutore superiore suonare la chitarra e possedessero forse il gusto e il criterio per poterlo apprezzare (ciò che non ci si può aspettare dai loro maestri), esclamerebbero sicuramente, "È possibile! Non avevamo idea che la chitarra fosse capace di effetti così brillanti".
Ma la chitarra, come strumento classico, sarebbe andata distrutta per sempre se avesse avuto la sfortuna di dipendere dalla mercè di questi ciarlatani. Penso veramente, e non sarebbe una cattiva idea, che bisognerebbe fondare un college, dove gli allievi (di tutti gli strumenti) andrebbero sottoposti ad appropriati esami, come i chirurghi, per dimostrare che sono capaci prima che sia permesso loro di esercitare; tale regolamento metterebbe presto al bando questi pretendenti ed impostori (questa gentaglia dalle "Sei lezioni") e lascerebbero così libero il campo a chi, senza presunzione, basa il suo merito esclusivamente sul proprio talento e i propri risultati.
Confido comunque, Signo Direttore, che la vostra preziosa rivista contribuirà in modo sostanziale ad innalzare la chitarra nella stima di coloro le cui idee hanno fino ad oggi sofferto a causa dell'erronea rappresentazione da parte di spregevoli ciarlatani, e che lo strumento in questione otterrà universalmente il favore che giustamente merita.
Con deferenza vostro,
N

(The Giulianad n. 3, 1833 ca.)

Agostino

Messaggio da Agostino » sab 03 giu 2006, 14:02

quale migliore omaggio al grande Sor, grazie Fabio :!:

Denis

Re: Ne restera' uno solo - gioco

Messaggio da Denis » ven 22 mag 2009, 13:33

Che gioco stupido e di cattivissimo gusto

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