internet va bene ma non diciamo bugie: i tempi musicali

Gaetano Natale

internet va bene ma non diciamo bugie: i tempi musicali

Messaggio da Gaetano Natale » mer 19 giu 2013, 11:52

Da qualche parte in INTERNET (nella stessa parte video della sincope di cui sopra) si dice che i tempi si dividono in semplici e composti e già qui ci sarebbe molto da ridire, ma lasciamo perdere per adesso. Andiamo al clamoroso, all’assoluta e colpevole ignoranza teorica (se fai il sarto va bene DIRE ANCHE MENZOGNE MUSICALI, ma se fai il musicista, specialmente se insegni, e allora va malissimo), a quello che io non posso tacere, per cui mi sento in dovere di mettere in guardia quante più persone possibili (specialmente neofiti della musica e quindi della teoria musicale). Le frasi di questo video da me “incriminate” sono due (ce ne sarebbero di più, ma per adesso non c’è spazio) e sono: 1) “I tempi semplici sono tali perché al denominatore presentano il numero 4, cioè la semiminima”. Ma questo è semplicemente assurdo, clamoroso, stucchevole, inaccettabile… Questa è una falsità enorme ! ! ! !Allora se io ho un 4/4 sto di fronte ad un tempo semplice; se invece ho un 4/2 non sto di fronte ad un tempo semplice? Se ho un 2/4 sto di fronte ad un tempo semplice; se invece ho un 2/2 o un 2/8 o un 2/16 ecc…non sto di fronte ad un tempo semplice??? E questo video dovrebbe girare per il mondo intero, grazie ad INTERNET??? E se questo non è un pericoloso virus, cos’è??? La verità è che il numero che stabilisce un tempo semplice o composto non è il denominatore ma il numeratore: se al numeratore, per esempio, ci sarà un 2, o un 4, o un 8 si avrà sempre un tempo semplice (2/4; 2/8; 2/16; 4/4; 4/8; 4/16; 8/4; 8/8; ecc…).
Seconda frase incriminata: “in un 4/4 l’unità di misura è la semiminima”. Detto da un professionista, questa cosa è semplicemente pazzesca. Lo sanno anche i miei allievi del primo anno di solfeggio che frequentano la V elementare che l’unità di misura di un 4/4 è la semibreve, semplicemente perché con il concetto di “unità di misura” si intende quella figura musicale il cui valore rappresenta l’intero valore della misura. In un 4/4 la semiminima si definisce “unità di divisione” (o “unità di battito” o “unità di movimento”). Ma come si fa??? Ci sono anche i bambini (i neofiti) che ci ascoltano !?!?!! E questa cosa dovrebbe girare per il mondo intero??? Ditemi se questo non è un virus che in questo momento sta circolando per il mondo???
chiedo conferma, o meno, da parte dei colleghi e appassionati del forum…
P.S. Anche se so che qualcuno mi potrebbe accusare di fare pubblicità becera (io ritengo proporre un'esperienza umana che si proietta verso la verità, e di solito, questo tipo di proiezione si può solo confutare, magari con una bella discussione), riporto alcune definizioni sui tempi musicali tratte dal mio libro di Teoria Musicale.
I tempi musicali si distinguono in REGOLARI e IRREGOLARI.
I tempi REGOLARI sono quelli che mantengono sempre lo stesso raggruppamento di battiti all’interno di ciascuna battuta della composizione.
I tempi IRREGOLARI sono tempi che raggruppano in modo asimmetrico i battiti all’interno di una battuta o più battute consecutive e risultano formati dall’unione di un tempo pari con un tempo dispari.
La classificazione dei tempi regolari può avvenire in base alla DIVISIONE o in base alla SUDDIVISIONE della battuta.
In base alla DIVISIONE i tempi possono essere PARI o DISPARI, cioè i battiti (o movimenti) di una misura possono esprimere un incedere binario o ternario.
In base alla SUDDIVISIONE i tempi possono essere SEMPLICI o COMPOSTI, cioè gli accenti di un singolo battito possono esprimere un incedere binario o ternario.
….e poi continua tutto un po’ più dettagliamente….
E quindi abbiamo finalmente svelato l’arcano sui tempi semplici e composti che nella stragrande maggioranza dei metodi italiani di teoria non viene trattata o, nel caso migliore, viene trattato in modo equivoco. Pertanto, quando si dice che i tempi si distinguono in semplici e composti, secondo me, non si dice una cosa esatta, nel senso che si dice una cosa semplicemente incompleta da cui scaturisce inevitabilmente, soprattutto nell’allievo che apprende, un senso di equivocità (cosa che, per esempio, è successa a me a suo tempo). Fatemi sapere……. Grazie ! ! ! !

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Re: INTERNET VA BENE MA NON DICIAMO BUGIE: I TEMPI MUSICALI

Messaggio da merlinobissau » mer 19 giu 2013, 14:00

Su internet c'è di tutto, il problema è sapere distinguere tra quello che va bene e le cavolate.
Il problema si aggrava quando ci si rivolge ai neofiti ( in qualsiasi campo ) che non sono in condizione di valutare la bontà dell'informazione, per cui a mio parere è sempre da preferire un buon maestro ad una "rete" le cui maglie sono spesso sfaldate.
:bye:
Giuseppe

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Re: INTERNET VA BENE MA NON DICIAMO BUGIE: I TEMPI MUSICALI

Messaggio da Gerardo50 » mer 19 giu 2013, 15:11

Ciao Natale trovo molto interessante questo argomento. Non intervengo certamente per l'argomento in quanto non ne sono in grado e tra l'altro quando vedo/sento qualcosa che parla di matematica mi si drizzano i capelli. A scuola in matematica ero un gran scopiazzatore tanto ormai a 63 anni non rischio nulla a dirlo. :mrgreen:
Comunque mi hai fatto venire in mente un mio topic ( qui su questo forum ) dove affrontavo proprio l'argomento internet e dove mi chiedevo fino a che punto bisogna fidarsi. A quanto vedo i miei dubbi allora erano quasi fondati!! In effetti oggi con internet si possono fare tante cose e nessuno lo nega, ma, c'è un ma: secondo me per apprendere ciò che giustamente hai scritto, alla fin fine secondo me la persona in carne ed ossa resterà sempre insostituibile. Non di certo si diventa chitarrista o ingegnere con internet.............Sarò all'antica ma oggi con tutte queste diavolerie bisogna sempre andare con i piedi di piombo. Comunque è molto interessante ciò che hai scritto.
Gerardo

Gaetano Natale

Re: INTERNET VA BENE MA NON DICIAMO BUGIE: I TEMPI MUSICALI

Messaggio da Gaetano Natale » mer 19 giu 2013, 22:07

Ringrazio gli amici che mi hanno risposto. Purtroppo il mio topic vuole combattere due fronti uno più ciclopico dell'altro (ce la farò???ce la faremo???Mmmmaahhhh...).
Da un lato vuole assolutamente mettere in guardia le persone in generale (compreso Grillo) che credono in INTERNET come se fosse oro colato: sembra che tutto ciò che viene dalla rete abbia una marcia in più per essere "condivisa". Non è così ! ! !Ma qui il discorso sarebbe troppo lungo, è meglio fermarsi.
Quindi stabiliamo subito che, grazie ad INTERNET può apparire sul nostro schermo un video in cui si vede un professionista della musica, per giunta riconosciuto dalla collettività ed anche menzionato da più parti compreso il nostro forum, che dice le cose che ho riportato nei post precedenti (che l'unità di misura di un 4/4 è la semiminima, che i tempi semplici si riconoscono dal numero 4 presente al denominatore quindi 2/4/; 3/4; 4/4) e qui la tematica è chiara e l'avete già sottolineata nei vostri interventi, cioè si tratta del rapporto tra il singolo e INTERNET. Argomento "ciclopico".
L'altro fronte che vuole combattere questo topic riguarda l'ignoranza (direi superficialità) abbastanza diffusa nei musicisti di professione in quanto ad ambito teorico-musicale (si può anche capire che il musicista si vota all'esecuzione e non alla codificazione teorica di ciò che suona. E' vero, ma a tutto c'è un limite, specialmente se il musicista in questione ha collegamenti con l'universo didattico e qui, certamente, non si può fare a meno dell' elemento teorico).
Se uno domanda a 10 musicisti come si possono distinguere i tempi musicali, la prima risposta che arriva è che i tempi possono essere semplici o composti, la qual cosa è la stessa di quello che si dice nel video incriminato; se uno rivolge la stessa domanda a 100 musicisti, probabilmente il 90,95 per cento di essi risponderà allo stesso modo; in uno dei libri di teoria musicale più usati della Campania si recita: "CLASSIFICAZIONE DEI TEMPI - Comunemente i tempi vengono distinti in semplici e composti". La stragrande maggioranza dei metodi di teoria di mia conoscenza (circa una quindicina) si esprime allo stesso modo di cui sopra.
Bene questa notizia, come accennavo prima, da un certo punto di vista, è falsa nel senso che non è completa, poiché, dire che un tempo è semplice o composto significa considerare questo stesso tempo dal punto di vista della suddivisione della sua battuta (a suddivisione binaria corrisponde un tempo semplice, a suddivisione ternaria corrisponde un tempo composto), quindi da un punto di vista parziale rispetto al generale concetto stesso di tempo, il quale prevede anche una parte divisionale della battuta.
E chi glielo va a dire all’allievo di teoria musicale che quando si è detto “semplice” o “composto” si è parlato solo di una parte del concetto di tempo e che quindi la definizione è una metà della intera definizione, poichè la stessa definizione non ha mai preso in considerazione l’altra parte del concetto generale, cioè la divisione???? Ed ecco che la regola che ho espresso nel mio già citato libro di teoria musicale “Nuovo Corso di Teoria Musicale” e che ho riportato nell’altro post segna un momento di chiarezza intellettuale rispetto al passato, una linea di demarcazione tra il vecchio che spesso è retaggio di una riflessione distratta e ambigua, direi equivoca e il nuovo che chiede a gran voce una più puntuale e più attenta intelligibilità teorica. Ecco, combattere questo passato così “ingombrante” è sicuramente argomento ma anche impresa “ciclopica”.
P.S. Vi ringrazio ed in particolare, ringrazio di cuore l’amico Gerardo50 per le belle parole che ha usato nei miei confronti. Un abbraccio a tutti.

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