Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Gaetano Natale

Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da Gaetano Natale » dom 07 lug 2013, 10:55

Ancora una volta bisogna mettersi in guardia con “you tube” o INTERNET in generale. Ancora una volta cito delle notizie che arrivano dallo stesso video che ho già citato in passato e che trova consensi un po’ dappertutto, compreso il nostro forum. Questa volta si tratta di “gruppi di figure irregolari”. Dal video si riceve la seguente notizia: “La terzina è un gruppo irregolare e come tale può essere o sovrabbondante o insufficiente”. Io penso che qualsiasi allievo di lingua italiana, dato il costrutto linguistico usato, consideri quei due aggettivi “sovrabbondante” e “insufficiente” in riferimento alla parola “terzina” e non in riferimento a “gruppo irregolare”, in tal caso, nella mente dell’allievo si crea un clamoroso falso in quanto la “terzina” non può essere sovrabbondante o insufficiente, ma può essere solo ed esclusivamente “sovrabbondante”.
Seconda follia teorica: “un gruppo irregolare è sovrabbondante quando le note che compongono questo gruppo irregolare è maggiore dell’unità della misura del tempo in cui ci troviamo….”.
A parte il fatto che sfido chiunque a capire cosa significa questa frase visto che c’è qualche evidente difficoltà grammaticale nell’espressione linguistica, ma il problema vero è che c’è un falso inaccettabile: la causa secondo la quale si esprime il concetto di “gruppo di figure irregolari” (non sono le note - come si dice in questo passaggio video ma spesso anche altrove, nei vari libri di teoria musicale - a formare un gruppo irregolare, ma sono le figure, dato che solo queste ultime, e non le note, esprimono un valore quantitativo che determina o meno una irregolarità quantitativa come quella che esprimono per esempio i “gruppi irregolari”) è rappresentata dal rapporto tra il “gruppo” e l’accento o tra il “gruppo” e il movimento (nel mio libro di teoria parlo di battito al posto di movimento); cioè si considera il rapporto tra il “gruppo” e la divisone o suddivisione della battuta, mai entra in gioco la quantità totale della battuta e quando il “gruppo” copre il valore dell’intera battuta è sempre riconducibile al rapporto con le varie divisioni della battuta stessa. Una terzina di minime in un 4/4 non si rapporta al valore totale della battuta ma al valore delle 4 divisioni della battuta stessa: sembra la stessa cosa ma non lo è; infatti se la stessa terzina appartenesse ad un 6/4 si svilupperebbe sempre in 4 quarti lasciando fuori gli altri due quarti. Quindi il valore di un “gruppo irregolare” si considera sempre in rapporto all’unità di suddivisione o in rapporto alla singola o varie unità di divisione di una battuta: NON SI CONSIDERA MAI IL “GRUPPO” IN RAPPORTO ALL’UNITÀ DI MISURA, così come succede nel video. Attenti ragazzi…Attenti ! ! ! ! P.S. Almeno cerchiamo di non favorire la divulgazione di queste notizie, per il bene dell’umanità……..

sesquio

Re: Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da sesquio » lun 08 lug 2013, 17:17

Grazie Gaetano,
considero le tue correzioni e precisazioni molto esplicative
e utili per coloro che amano approfondire gli argomenti,
la teoria musicale in particolare soffre di alcune inesattezze
che si riscontrano anche in alcuni libri, e nell'insegnamento.
La rete internet, alimentandosi del contributo di tutti,
non è esente da questo tipo di problemi,
e poi resto convinto del fatto che quelli che "sanno",
difficilmente si mettono ad insegnare.
Grazie, continuo a leggerti...,
sesquio

Gaetano Natale

Re: Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da Gaetano Natale » lun 08 lug 2013, 21:18

sesquio ha scritto:Grazie Gaetano,
considero le tue correzioni e precisazioni molto esplicative
e utili per coloro che amano approfondire gli argomenti,
la teoria musicale in particolare soffre di alcune inesattezze
che si riscontrano anche in alcuni libri, e nell'insegnamento.
La rete internet, alimentandosi del contributo di tutti,
non è esente da questo tipo di problemi,
e poi resto convinto del fatto che quelli che "sanno",
difficilmente si mettono ad insegnare.
Grazie, continuo a leggerti...,
sesquio
Grazie sesquio per la partecipazione, sono daccordissimo con quello che dici, infatti, per "pulire" un poco il mondo teorico musicale (almeno quello italiano) da alcune inesattezze (per usare una tua espressione) c'ho scritto un intero libro di teoria.
Con la recente nascita di questo mio lavoro non mi sono posto, certo, l’obiettivo di divulgare il valore di una semibreve o di una minima (per quanto anche in questo caso ho dimostrato che non è tutto scontatissimo come sembra), bensì ho cercato a tutti i costi "di liberare i principi primi della conoscenza...dagli inganni delle parole" (G. Berkeley "Introduzione ai principi della conoscenza umana"); cito questo passaggio di George Berkeley perché l’ho usato (quasi per intero) nella "digressione 3" del libro intitolata "La legatura proibita", dove si parla di un'ennesima incongruenza squisitamente linguistica che è ennesima testimonianza di un generale atteggiamento teorico semplicemente "distratto". Allo scopo di un chiarimento più specifico, faccio un esempio per tutti. Nella stragrande maggioranza dei libri di teoria si parla del nostro sistema temperato come se fosse l’unico sistema musicale usato da sempre dagli uomini e si atteggia il libro di turno a questo alone teorico: la dimostrazione di ciò è data, per esempio dalla classica domanda d’esame “che cos’è un semitono”? Questa domanda (che mi auguro appartenga solo ad una vecchia scuola di teoria), così com’è, non ha senso perché presupporrebbe un unico sistema musicale in cui si contempli il concetto di semitono in quanto unico nel tempo. Sappiamo bene che non è così, infatti il semitono della nostra epoca “temperata” misura 100 cents ed è la perfetta metà del tono che misura, appunto, 200 cents e quindi si dice anche che il semitono è la più piccola distanza tra due suoni. Ma nel sistema zarliniano (in vigore circa 500 anni fa) le cose non stavano così, infatti il semitono, facendo parte di un’altra tipologia di procedimento “teorico”, prima di tutto, risultava distinguersi in semitono maggiore (pari a 112 cents) e semitono minore (pari a 71 cents), quindi il Do diesis di oggi ha un’altra valenza rispetto al Do diesis del primo seicento, è un’altra nota in pratica. Ma la cosa più importante è che dall’epoca pitagorica a quella zarliniana le cose stavano in un altro modo ancora, in quanto il procedimento teorico dal quale si partiva (grazie a Pitagora) era diverso sia da quello zarliniano che da quello temperato. Per non parlare delle altre culture del pianeta che dividono l’ottava in tutt’altri modi. Non potendo dilungarmi molto, concludo dicendo che il sistema temperato è proprio quello meno “vero”, di “plastica”, fatto apposta in laboratorio, quindi è quello meno naturale di tutti (però è quello più pratico ed efficace per certi aspetti): classico prodotto della civiltà occidentale, classico prodotto di una razionalità scientifico-tecnologica….Alla luce di tutto quello che si è detto, come si fa ad avere il coraggio di domandare all’esame di teoria musicale del semitono come se quello “temperato” fosse quello giusto e gli altri no senza neanche specificare il minimo indispensabile? D’altronde, se tutte queste cose non si sanno o non si vogliono sapere come si potrebbe mai pensare di formulare la domanda giusta? La domanda giusta, comunque, dovrebbe essere “che cos’è il semitono nel sistema temperato? Oppure, che cos’è il semitono nei tre sistemi musicali succedutisi negli ultimi tremila anni di storia della musica occidentale? Nel mio libro “Nuovo Corso di Teoria Musicale” queste cose sono trattate in un modo abbastanza approfondito (per quanto lo possa consentire un approccio forzatamente sintetico di una parentesi “digressiva”) nella Digressione 9 dal titolo “Quale scala?”
P.S. Io non conosco nessun libro di teoria musicale che tratti con giusta dignità questo argomento della genesi del nostro sistema teorico musicale: quello temperato equabile. Grazie a te, a presto ! ! ! !

Gaetano Natale

Re: Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da Gaetano Natale » lun 08 lug 2013, 21:35

sesquio ha scritto:Grazie Gaetano,
considero le tue correzioni e precisazioni molto esplicative
e utili per coloro che amano approfondire gli argomenti,
la teoria musicale in particolare soffre di alcune inesattezze
che si riscontrano anche in alcuni libri, e nell'insegnamento.
La rete internet, alimentandosi del contributo di tutti,
non è esente da questo tipo di problemi,
e poi resto convinto del fatto che quelli che "sanno",
difficilmente si mettono ad insegnare.
Grazie, continuo a leggerti...,
sesquio
Sulla seconda parte della tua risposta, invece, ho qualche perplessità. Io non so quanto so (sicuramente so meno di Socrate che diceva di non sapere), ma una cosa è certa: io adoro insegnare. Ciao.....

sesquio

Re: Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da sesquio » mar 09 lug 2013, 14:00

Hai ragione la parte finale della mia risposta
si presta a delle ambiguità,
non era mia intenzione denigrare coloro che insegnano,
ma volevo esprimere solo una mia personale convinzione:
quelli che hanno un sapere frutto di autentico studio sono in percentuale
pochi rispetto a tutti quelli che insegnano.
Il mondo della musica è così vasto, se lo si percorre nel tempo
e nelle varie latitudini come tu hai giustamente sottolineato,
per cui avere un orizzonte sufficientemente ampio è indispensabile.
Penso, ad esempio, che per i chitarristi sia un arricchimento
(ri)scoprire la musica antica e i vari temperamenti,
il liuto e gli altri strumenti ad accordatura non fissa,
e seguire il percorso che ci ha portato ad alcune scelte
teoriche e pratiche...
un saluto,
sesquio

Tom Savini

Re: Internet va bene ma non diciamo bugie: la terzina

Messaggio da Tom Savini » mer 29 gen 2014, 14:56

Hai ragione: spesso le considerazioni di teoria musicale su internet non sono precisissime.

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