Solfeggio per dummies

Pasquale Mamone

Solfeggio per dummies

Messaggio da Pasquale Mamone » sab 27 lug 2013, 14:31

Buon caldo a tutti.

A settembre/ottobre inizierò la scuola di chitarra. Il maestro che ho contattato mi ha consigliato un testo di introduzione, avvertendomi di non meravigliarmi se è impostato come se dovesse rivolgersi a bambini. Per me va benissimo, visto che nei confronti della musica io sono pressoché analfabeta.

Si pone naturalmente il problema del solfeggio, che non è trattato nel testo che ho preso. Ho letto sul forum che c'è chi preferisce fare da autodidatta e c'è anche chi dice che il solfeggio non serve. Sarà, ma mi chiedo come farei, senza solfeggiare, a leggere correttamente uno spartito.

Quindi vorrei cominciare a leggere qualcosa. In casa ho dei libri di Pozzoli, ma sfortunatamente..... sono l'appendice al III° corso! :shock:
Ma se io non so neanche di cosa si tratta... Sarebbe come se appena presa la patente volessi fare la Targa Florio!

E' vero che il miglior consiglio sarebbe quello che viene dal Maestro, ma in attesa di cominciare vorrei informarmi. Il problema è che io sono come quei bambini che dopo un mese di prima elementare leggono "mamma" col ditino passato sotto le singole lettere: in questo modo riesco a rendermi conto di che nota si tratta (rigorosamente in chiave di Sol, non vi dico che cosa è successo alla temperatura del mio sangue quando ho scaricato da internet degli spartiti per principianti: erano in chiave di Fa! :( ). Mi serve quindi un testo di introduzione al solfeggio per analfabeti.

Domanda: esistono testi del genere?

Grazie e scusate lo sproloquio: è il caldo :wink:

merlinobissau
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Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da merlinobissau » sab 27 lug 2013, 16:18

Chiedi al tuo maestro come intende insegnarti il solfeggio e se per caso dovesse rimandarti al faidate cambialo senza perdere tempo.
Ciao
Giuseppe

Pasquale Mamone

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Pasquale Mamone » sab 27 lug 2013, 20:36

merlinobissau ha scritto:Chiedi al tuo maestro come intende insegnarti il solfeggio e se per caso dovesse rimandarti al faidate cambialo senza perdere tempo.
Ciao
Giuseppe
Ciao e grazie per la risposta. In effetti credo che dovrò parlare col maestro, che fra parentesi è Senio Diaz.

Credo che abbia un approccio adatto anche ai principianti, nonostante il livello.

Gaetano Natale

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Gaetano Natale » sab 27 lug 2013, 22:13

pgft ha scritto:Buon caldo a tutti.

A settembre/ottobre inizierò la scuola di chitarra. Il maestro che ho contattato mi ha consigliato un testo di introduzione, avvertendomi di non meravigliarmi se è impostato come se dovesse rivolgersi a bambini. Per me va benissimo, visto che nei confronti della musica io sono pressoché analfabeta.

Si pone naturalmente il problema del solfeggio, che non è trattato nel testo che ho preso. Ho letto sul forum che c'è chi preferisce fare da autodidatta e c'è anche chi dice che il solfeggio non serve. Sarà, ma mi chiedo come farei, senza solfeggiare, a leggere correttamente uno spartito.

Quindi vorrei cominciare a leggere qualcosa. In casa ho dei libri di Pozzoli, ma sfortunatamente..... sono l'appendice al III° corso! :shock:
Ma se io non so neanche di cosa si tratta... Sarebbe come se appena presa la patente volessi fare la Targa Florio!

E' vero che il miglior consiglio sarebbe quello che viene dal Maestro, ma in attesa di cominciare vorrei informarmi. Il problema è che io sono come quei bambini che dopo un mese di prima elementare leggono "mamma" col ditino passato sotto le singole lettere: in questo modo riesco a rendermi conto di che nota si tratta (rigorosamente in chiave di Sol, non vi dico che cosa è successo alla temperatura del mio sangue quando ho scaricato da internet degli spartiti per principianti: erano in chiave di Fa! :( ). Mi serve quindi un testo di introduzione al solfeggio per analfabeti.

Domanda: esistono testi del genere?

Grazie e scusate lo sproloquio: è il caldo :wink:
Ciao pgft, io ce l’avrei una risposta seria, ma la stessa può suscitare le ire di qualcuno, magari anche le tue; tutto questo perché parlerò semplicemente di qualcosa che mi appartiene. Ma diceva Gesù (anche Marx e Freud, in verità) che la verità rende liberi; quindi, per il mio profondo senso di libertà, ti dico quella che è la mia verità, ben sapendo che, come tutte le verità, può essere confutata (e noi siamo qui per questo, per confrontare le nostre idee. Solo così si assicura la crescita della propria persona) ad ogni piè sospinto.
Veniamo a noi. Io ti consiglierei (ripeto, al di là di essere parte in causa) di corredarti del mio libro di teoria “Nuovo Corso di Teoria Musicale” ed. EDITRICE BLUE, e del mio primo volume di solfeggio “Corso Pratico di Solfeggio vol.1” ed. BERBEN. Direi che non ti potrebbe capitare nulla di meglio rispetto a questa “armatura” di base, per il semplice motivo che tu non sei un “bambino” come hai asserito prima, per giunta i libri che circolano per i conservatori d’Italia sono, quelli sì, dei bambini cioè assenti, più o meno, di un procedimento scientifico-didattico. Quindi, nel tuo caso, ci si trova davanti ad una persona adulta, da un punto di vista delle possibilità cognitive, che non si troverebbe a suo agio con metodi “bambini” cioè con una valenza “scientifica” discutibile o molto discutibile. Ed ecco che la tua condizione personale chiede un “minimo corredo” che riesca a trattare, però, tutto ciò che occorre sapere (partendo quindi dalle cose più semplici a quelle più complicate) con un fare “adulto”; cioè, attraverso un approccio razionale-scientifico che trova la sua migliore applicazione in un “fare concreto”, quindi senza sbavature didattiche e quindi senza perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo. Questo è il mio “vero” consiglio da darti, dopo di che ci si può solo confrontare. Fammi sapere. Ciao.
P.S. In base alla mia esperienza, c’è un solo "corredo" che può competere con tutto quello che ho detto ed è il trittico di Carlo Delfrati “Il pensiero musicale” vol. 1-2-3 (solo i 3 volumi insieme, però, reggerebbero il confronto). Ma a tal proposito ci sono 2 controindicazioni: 1) costano il triplo del “corredo” che ho proposto io; 2) sono molto più dispersivi con il rischio di una reale "perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo”.

pippowitz
Messaggi: 2152
Iscritto il: mar 19 lug 2011, 11:06

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da pippowitz » dom 28 lug 2013, 11:14

Se inizi le lezioni di chitarra a settembre e sei un principiante tieni presente che per suonare uno strumento bisogna creare automatismi motori che ci mettono un po' a funzionare. Quindi hai davanti a te un primo periodo di studio dello strumento durante il quale sarai impegnato ad imparare a tastare le corde con la sinistra e a metterle in vibrazione con la destra nel modo migliore, e durante il quale non avrai particolari necessità di lettura musicale: all'inizio basterà saper leggere quelle poche note che userai. Perciò avrai tempo di studiare la teoria musicale e la lettura mentre si affineranno le capacità motorie necessarie per suonare. Quindi non mi preoccuperei troppo. Se nel frattempo vuoi portarti avanti con lo studio benissimo, ma non fartene un problema.
Una cosa che ti consiglio è cercare una buona corale polifonica e cantarci regolarmente mentre studierai chitarra. Utilissimo per il potenziamento dell'orecchio musicale, melodico e armonico, ci si esercita a leggere, ad andare a tempo, si impara ad ascoltare, a seguire un direttore (ai chitarristi non capita spesso di doverlo fare, ma qualche volta sì) a capire un testo musicale e tante altre cose. Porta via un po' di tempo ma i benefici sono notevoli, anche se non si vedono subito. E poi è divertente. Aiuta a diventare musicisti, che è poi lo scopo del suonare uno strumento.

Gaetano Natale

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Gaetano Natale » dom 28 lug 2013, 13:19

pippowitz ha scritto:Se inizi le lezioni di chitarra a settembre e sei un principiante tieni presente che per suonare uno strumento bisogna creare automatismi motori che ci mettono un po' a funzionare. Quindi hai davanti a te un primo periodo di studio dello strumento durante il quale sarai impegnato ad imparare a tastare le corde con la sinistra e a metterle in vibrazione con la destra nel modo migliore, e durante il quale non avrai particolari necessità di lettura musicale: all'inizio basterà saper leggere quelle poche note che userai. Perciò avrai tempo di studiare la teoria musicale e la lettura mentre si affineranno le capacità motorie necessarie per suonare. Quindi non mi preoccuperei troppo. Se nel frattempo vuoi portarti avanti con lo studio benissimo, ma non fartene un problema.
Una cosa che ti consiglio è cercare una buona corale polifonica e cantarci regolarmente mentre studierai chitarra. Utilissimo per il potenziamento dell'orecchio musicale, melodico e armonico, ci si esercita a leggere, ad andare a tempo, si impara ad ascoltare, a seguire un direttore (ai chitarristi non capita spesso di doverlo fare, ma qualche volta sì) a capire un testo musicale e tante altre cose. Porta via un po' di tempo ma i benefici sono notevoli, anche se non si vedono subito. E poi è divertente. Aiuta a diventare musicisti, che è poi lo scopo del suonare uno strumento.
Ciao pippowitz, mi permetto di dissentire dal tuo post che trovo pieno di contraddizioni. Per non dilungarmi, cito la più clamorosa. Che figura ci fa uno che studia musica (capirei la casalinga) e non capisce niente dello spartito che gli hanno dato in sezione, visto che non conosce nè un po' di teoria musicale e nè tanto meno un po' solfeggio? Nelle corali c'è gente che non conosce la musica, ma magari c'ha una bella voce (spero per lui che non abbia problemi di voce, sennò va a finire che è partito per studiare la chitarra e si ritrova a studiare canto), ma per uno che studia musica e, nel nostro caso, chitarra, mi sembra poco entusiasmante per questo cantante del coro fare la figura dell'ignorante. Io gli consiglio di non dirlo nemmeno in corale che è uno studente di musica, se non conosce almeno il minimo per leggere uno spartito, sarà sicuramente meno imbarazzante per lui. Inoltre, se ho capito bene il topic, lui una volta contattato il suo maestro non avrà più un problema, quindi chiedeva cosa fare fino a settembre, cioè fino al suo incontro col maestro. E tu dove la trovi una corale nel mese di agosto, magari a pochi passi da casa?????? Tutto questo mi sembra un attimino fuori tema, amico mio, mi dispiace. La richiesta del topic mi sembra chiarissima. "...Sarà, ma mi chiedo come farei, senza solfeggiare, a leggere correttamente uno spartito...". "...Quindi vorrei cominciare a leggere qualcosa..." "...ma in attesa di cominciare vorrei informarmi...". P.S. Io, nel mio post precedente, avevo dato solo il mio consiglio spassionato, ma ove mai ci fosse qualche dubbio sul mio "libero pensiero", non ho nessuna difficoltà ad ammettere che i 3 volumi di Carlo Delfrati da me citati funzionano alla grande (come ho già precisato), declinando così ogni benchè lontana idea di "conflitto di interesse" da parte mia. In ogni caso, Buona Domenica e a presto ! ! ! !

Pasquale Mamone

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Pasquale Mamone » dom 28 lug 2013, 14:06

Gaetano Natale ha scritto:
pgft ha scritto:Buon caldo a tutti.

A settembre/ottobre inizierò la scuola di chitarra. Il maestro che ho contattato mi ha consigliato un testo di introduzione, avvertendomi di non meravigliarmi se è impostato come se dovesse rivolgersi a bambini. Per me va benissimo, visto che nei confronti della musica io sono pressoché analfabeta.

Si pone naturalmente il problema del solfeggio, che non è trattato nel testo che ho preso. Ho letto sul forum che c'è chi preferisce fare da autodidatta e c'è anche chi dice che il solfeggio non serve. Sarà, ma mi chiedo come farei, senza solfeggiare, a leggere correttamente uno spartito.

Quindi vorrei cominciare a leggere qualcosa. In casa ho dei libri di Pozzoli, ma sfortunatamente..... sono l'appendice al III° corso! :shock:
Ma se io non so neanche di cosa si tratta... Sarebbe come se appena presa la patente volessi fare la Targa Florio!

E' vero che il miglior consiglio sarebbe quello che viene dal Maestro, ma in attesa di cominciare vorrei informarmi. Il problema è che io sono come quei bambini che dopo un mese di prima elementare leggono "mamma" col ditino passato sotto le singole lettere: in questo modo riesco a rendermi conto di che nota si tratta (rigorosamente in chiave di Sol, non vi dico che cosa è successo alla temperatura del mio sangue quando ho scaricato da internet degli spartiti per principianti: erano in chiave di Fa! :( ). Mi serve quindi un testo di introduzione al solfeggio per analfabeti.

Domanda: esistono testi del genere?

Grazie e scusate lo sproloquio: è il caldo :wink:
Ciao pgft, io ce l’avrei una risposta seria, ma la stessa può suscitare le ire di qualcuno, magari anche le tue; tutto questo perché parlerò semplicemente di qualcosa che mi appartiene. Ma diceva Gesù (anche Marx e Freud, in verità) che la verità rende liberi; quindi, per il mio profondo senso di libertà, ti dico quella che è la mia verità, ben sapendo che, come tutte le verità, può essere confutata (e noi siamo qui per questo, per confrontare le nostre idee. Solo così si assicura la crescita della propria persona) ad ogni piè sospinto.
Veniamo a noi. Io ti consiglierei (ripeto, al di là di essere parte in causa) di corredarti del mio libro di teoria “Nuovo Corso di Teoria Musicale” ed. EDITRICE BLUE, e del mio primo volume di solfeggio “Corso Pratico di Solfeggio vol.1” ed. BERBEN. Direi che non ti potrebbe capitare nulla di meglio rispetto a questa “armatura” di base, per il semplice motivo che tu non sei un “bambino” come hai asserito prima, per giunta i libri che circolano per i conservatori d’Italia sono, quelli sì, dei bambini cioè assenti, più o meno, di un procedimento scientifico-didattico. Quindi, nel tuo caso, ci si trova davanti ad una persona adulta, da un punto di vista delle possibilità cognitive, che non si troverebbe a suo agio con metodi “bambini” cioè con una valenza “scientifica” discutibile o molto discutibile. Ed ecco che la tua condizione personale chiede un “minimo corredo” che riesca a trattare, però, tutto ciò che occorre sapere (partendo quindi dalle cose più semplici a quelle più complicate) con un fare “adulto”; cioè, attraverso un approccio razionale-scientifico che trova la sua migliore applicazione in un “fare concreto”, quindi senza sbavature didattiche e quindi senza perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo. Questo è il mio “vero” consiglio da darti, dopo di che ci si può solo confrontare. Fammi sapere. Ciao.
P.S. In base alla mia esperienza, c’è un solo "corredo" che può competere con tutto quello che ho detto ed è il trittico di Carlo Delfrati “Il pensiero musicale” vol. 1-2-3 (solo i 3 volumi insieme, però, reggerebbero il confronto). Ma a tal proposito ci sono 2 controindicazioni: 1) costano il triplo del “corredo” che ho proposto io; 2) sono molto più dispersivi con il rischio di una reale "perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo”.
Ciao Gaetano e grazie per la risposta. Fra l'altro, ho appena chiesto all'amministratore del forum il cambio di nick da pgft a Pasquale Mamone, che è il mio nome. E veniamo a noi.

Il mio post aveva lo scopo di ottenere un consiglio su come presentarmi al mio futuro Maestro (Senio Diaz) non completamente digiuno.
Su suo consiglio ho acquistato un libro ("La chitarra volante") con l'avvertenza di non preoccuparmi se l'impostazione è per bambini, in quanto è il metodo che il Maestro Diaz usa sia per bambini che per adulti. Quindi, ubi maior...

Forse però ho dato un'impressione sbagliata. Io ho cominciato a suonare la chitarra ben 46 anni fa (ne avevo 14 e adesso ne ho 60). Durante la giovinezza ho fatto anche parte di quelli che all'epoca si chiamavano complessini, ho anche suonato il basso (forse perchè ero il meno bravo del gruppo... :D ) e sono arrivato persino a suonare la traccia di basso di un pezzo dei Beatles a mio parere molto difficile (parlo di "Hey bulldog").

Poi ho abbandonato per molto tempo, mi sono quindi avvicinato alla cosiddetta canzone d'autore (De Andrè, Guccini, Bertoli), musica che mi piace ancora. Circa quindici anni fa ho seguito un corso di musica alla Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia di Roma, ma con modesti risultati per via della mia scarsa applicazione. In particolare mi annoiavo mortalmente a solfeggiare, eseguire dettati musicali e via discorrendo. E ho commesso un grave errore.

Adesso, più vecchio e spero più saggio, voglio riprendere in mano la chitarra, ben sapendo che non diventerò mai un vero chitarrista. Ma mi piacerebbe migliorare.
Quali sono i miei problemi: se provo a leggere un pentagramma (mi limito alla chiave di sol e a due soli tempi, 4/4 e 3/4, e mi terrorizzano le alterazioni in chiave perchè non sono capace di abbinare l'alterazione alla nota), riconosco facendo la conta col ditino di quale nota si sta parlando, riesco a indovinare la durata (semiminima, croma, semicroma).... e mi fermo lì. Diventa notte fonda quando devo individuare sulla tastiera la posizione corrispondente alla nota che è scritta sul pentagramma. In più, come ho detto, il riconoscimento della nota non è automatico.

Quanto alla tecnica (ho smesso di mangiarmi le unghie della mano destra... :oops: ), sono veramente di basso livello: riesco ad arpeggiare, ho un certo senso del tempo, ma mi rendo conto che la strada è lunga. Ciò che mi manca è l'esercizio, quindi come prima cosa ho deciso di impiegare questi mesi d'estate facendo almeno due ore giornaliere di chitarra. Fortunatamente ho conservato alcuni spartiti, fra cui uno molto semplice, che mi furono dati quindici anni fa. Uno di questi è semplicissimo (quasi quasi lo riesco a fare persino io... :D ) e lo userò per esercitarmi.

Tu mi dirai: ma tu non leggi la musica! Giusto, ma la tablatura a che serve? :wink: Lo spartito è tablato, guardo contemporaneamente sia il pentagramma per sapere che durata ha la nota, e sia l'intavolatura per sapere dove devo mettere le dita (mi verranno gli occhi storti... :mrgreen: ) e vado per la mia strada.

A che serve la mia domanda? Ti rispondo con un'altra domanda: è pensabile studiare musica senza studiare solfeggio? Io penso di no, e stavo cercando un testo che però sia adatto a gente come me. Se trovo scritto "intervallo di quarta in chiave di Sol minore" (quella che ha in chiave un Fa diesis: probabilmente è una fesseria, ma l'ho scritta per dare un'idea) mi si ghiaccia il sangue nelle vene e probabilmente mollo tutto.

Tutto qua. Comunque sei stato molto gentile, e non so se susciterai le ire di qualcuno. Le mie no di certo, anzi ti sono molto grato.

Antonio Sciortino

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 28 lug 2013, 14:15

Molte tablature portano anche i segni di durata, non occorre diventare ciechi, basta seguire l'intavolatura e basta. Per amor del vero, io non leggevo musica da tempo, però seguendo il corso d01 ho ripreso a leggere ed ho sviluppato nuove abilità. Ho adoperato le tab per anni, occorre saperle leggere se fai musica moderna perché molti brani sono disponibili solo su tab, a me non piace molto perché non ti costringe a ragionare sul brano, ad verificarne la tonalità, non ti obbliga a personalizzare le posizioni e in ultima analisi ti trasforma in un lettore midi o in un piano meccanico. E spesso non contiene le durate e le pause, per cui ti costringe ad ascolti ripetuti che mi annoiano e fanno passare la voglia. Preferisco gli spartiti, qualche volta corredati da tablature se occorre, come in brani scritti con accordature "strane", che ti obbligherebbero a perdere troppo tempo. Tempo che spesso non ho per ragioni lavorative e familiari. Spartito tutta la vita, sperando di non far insogere nessuno, stavolta. :)

Pasquale Mamone

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Pasquale Mamone » dom 28 lug 2013, 14:31

Antonio Sciortino ha scritto:Molte tablature portano anche i segni di durata, non occorre diventare ciechi, basta seguire l'intavolatura e basta. Per amor del vero, io non leggevo musica da tempo, però seguendo il corso d01 ho ripreso a leggere ed ho sviluppato nuove abilità. Ho adoperato le tab per anni, occorre saperle leggere se fai musica moderna perché molti brani sono disponibili solo su tab, a me non piace molto perché non ti costringe a ragionare sul brano, ad verificarne la tonalità, non ti obbliga a personalizzare le posizioni e in ultima analisi ti trasforma in un lettore midi o in un piano meccanico. E spesso non contiene le durate e le pause, per cui ti costringe ad ascolti ripetuti che mi annoiano e fanno passare la voglia. Preferisco gli spartiti, qualche volta corredati da tablature se occorre, come in brani scritti con accordature "strane", che ti obbligherebbero a perdere troppo tempo. Tempo che spesso non ho per ragioni lavorative e familiari. Spartito tutta la vita, sperando di non far insogere nessuno, stavolta. :)
Infatti. Sibelius nelle tablature riporta anche la durata. Fra parentesi, sto provando disperatamente ad acquistarlo ma il sito della Avid mi blocca la carta di credito. Non è che mia moglie ha fatto spese? :mrgreen:

massimo banchio

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da massimo banchio » dom 28 lug 2013, 15:10

Scusate se mi intrometto!Ma non sararebbe più semplice che si iscrivesse ad una scuola musicale seria e cominciare gli studi musicali di" solfeggio e chitarra parallelamente come penso abbiano fatto un po tutti" Non perderebbe tempo ed avrebbe sicuramente dei risultati soddisfacenti !Il rischio di studiare su metodi senza adeguati maestri è a mio avviso una cosa non molto producente, il solfeggio è una cosa complicata che va studiata in modo certosino , quando si parla di metodi basici va bene ma quando si iniziano a fare le cose sul serio metodi come Ciriaco , se non hai dei maestri che ti spiegano il punto il doppio punto e cose più complicate.....la vedo assai dura!Va bene andare a lezione di chitarra da Diaz , ma se non si ha idea di cosa sia il solfeggio la vedo difficile!Queste sono solo mie opignoni!Comunque ti auguro tutto il bene di questo mondo, è spero che penserai a quello che ti ho detto! io ho iniziato con il Pratella, poi tutti i Pozzoli il citato Ciriaco sia in un verso che al contrario senza tutti gli esercizzi che si inventava il mio maniacale insegnante! comunque mi è servito per diplomarmi in chitarra classica!Tu non penso che hai questa intenzione ma chi ben comincia è a metà dell"opera. la tablatura hai sempre tempo ad impararla! impara bene il solfeggio,poi vedrai come ti divertirai con Diaz! :D :D un saluto da Max"el mielito"

Pasquale Mamone

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Pasquale Mamone » dom 28 lug 2013, 15:42

massimo banchio ha scritto:Ma non sararebbe più semplice che si iscrivesse ad una scuola musicale seria
Ma è quello che farò a settembre. Ho contattato il Maestro Diaz e cominceremo proprio dalle basi. Mi sarebbe piaciuto presentarmi in modo diverso da quell'incompetente che purtroppo sono.

P.S. Visto che sei di Torino, provo a rischiare: Forza Juve!!!

massimo banchio

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da massimo banchio » dom 28 lug 2013, 16:12

Forza juve sempre!Scusami ma allora avevo capito male io!Se è così non vedo il problema.Ricordati solo di una cosa che il solfeggio non è altro che pura matematica, non vi è nulla di complicato esiste già tutto,tutto è scritto sta a te sviscerarlo il più possibile!in una battuta del valore di una semiminima c"è tutto il solfeggio di questo mondo ! la misura è sempre quella ma si possono inserire all"interno una molteplicità di valori ritmici che comunque ti portano sempre alla semiminima!Questo ora ti sembrerà paradossale ma un giorno ti ricorderai di questo e ti ricorderai di Max "el mielito"Nel flamenco il compas è fondamentale e nel semplice battito di piede esiste un mondo tutto da scoprire, decine e decine di variazioni ritmiche ma che poi si riduce solo e sempre in un semplice battito di piede! Il solfeggio come senso ritmico dovresti fartelo piacere in fin dei conti è sempre un mondo nuovo!Vai alla scoperta in modo sereno. :bye: :D Max "el mielito"

Gaetano Natale

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Gaetano Natale » dom 28 lug 2013, 17:38

pgft ha scritto:
Gaetano Natale ha scritto:
pgft ha scritto:Buon caldo a tutti.

A settembre/ottobre inizierò la scuola di chitarra. Il maestro che ho contattato mi ha consigliato un testo di introduzione, avvertendomi di non meravigliarmi se è impostato come se dovesse rivolgersi a bambini. Per me va benissimo, visto che nei confronti della musica io sono pressoché analfabeta.

Si pone naturalmente il problema del solfeggio, che non è trattato nel testo che ho preso. Ho letto sul forum che c'è chi preferisce fare da autodidatta e c'è anche chi dice che il solfeggio non serve. Sarà, ma mi chiedo come farei, senza solfeggiare, a leggere correttamente uno spartito.

Quindi vorrei cominciare a leggere qualcosa. In casa ho dei libri di Pozzoli, ma sfortunatamente..... sono l'appendice al III° corso! :shock:
Ma se io non so neanche di cosa si tratta... Sarebbe come se appena presa la patente volessi fare la Targa Florio!

E' vero che il miglior consiglio sarebbe quello che viene dal Maestro, ma in attesa di cominciare vorrei informarmi. Il problema è che io sono come quei bambini che dopo un mese di prima elementare leggono "mamma" col ditino passato sotto le singole lettere: in questo modo riesco a rendermi conto di che nota si tratta (rigorosamente in chiave di Sol, non vi dico che cosa è successo alla temperatura del mio sangue quando ho scaricato da internet degli spartiti per principianti: erano in chiave di Fa! :( ). Mi serve quindi un testo di introduzione al solfeggio per analfabeti.

Domanda: esistono testi del genere?

Grazie e scusate lo sproloquio: è il caldo :wink:
Ciao pgft, io ce l’avrei una risposta seria, ma la stessa può suscitare le ire di qualcuno, magari anche le tue; tutto questo perché parlerò semplicemente di qualcosa che mi appartiene. Ma diceva Gesù (anche Marx e Freud, in verità) che la verità rende liberi; quindi, per il mio profondo senso di libertà, ti dico quella che è la mia verità, ben sapendo che, come tutte le verità, può essere confutata (e noi siamo qui per questo, per confrontare le nostre idee. Solo così si assicura la crescita della propria persona) ad ogni piè sospinto.
Veniamo a noi. Io ti consiglierei (ripeto, al di là di essere parte in causa) di corredarti del mio libro di teoria “Nuovo Corso di Teoria Musicale” ed. EDITRICE BLUE, e del mio primo volume di solfeggio “Corso Pratico di Solfeggio vol.1” ed. BERBEN. Direi che non ti potrebbe capitare nulla di meglio rispetto a questa “armatura” di base, per il semplice motivo che tu non sei un “bambino” come hai asserito prima, per giunta i libri che circolano per i conservatori d’Italia sono, quelli sì, dei bambini cioè assenti, più o meno, di un procedimento scientifico-didattico. Quindi, nel tuo caso, ci si trova davanti ad una persona adulta, da un punto di vista delle possibilità cognitive, che non si troverebbe a suo agio con metodi “bambini” cioè con una valenza “scientifica” discutibile o molto discutibile. Ed ecco che la tua condizione personale chiede un “minimo corredo” che riesca a trattare, però, tutto ciò che occorre sapere (partendo quindi dalle cose più semplici a quelle più complicate) con un fare “adulto”; cioè, attraverso un approccio razionale-scientifico che trova la sua migliore applicazione in un “fare concreto”, quindi senza sbavature didattiche e quindi senza perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo. Questo è il mio “vero” consiglio da darti, dopo di che ci si può solo confrontare. Fammi sapere. Ciao.
P.S. In base alla mia esperienza, c’è un solo "corredo" che può competere con tutto quello che ho detto ed è il trittico di Carlo Delfrati “Il pensiero musicale” vol. 1-2-3 (solo i 3 volumi insieme, però, reggerebbero il confronto). Ma a tal proposito ci sono 2 controindicazioni: 1) costano il triplo del “corredo” che ho proposto io; 2) sono molto più dispersivi con il rischio di una reale "perdita di tempo ed energie da parte dell’allievo”.
Ciao Gaetano e grazie per la risposta. Fra l'altro, ho appena chiesto all'amministratore del forum il cambio di nick da pgft a Pasquale Mamone, che è il mio nome. E veniamo a noi.

Il mio post aveva lo scopo di ottenere un consiglio su come presentarmi al mio futuro Maestro (Senio Diaz) non completamente digiuno.
Su suo consiglio ho acquistato un libro ("La chitarra volante") con l'avvertenza di non preoccuparmi se l'impostazione è per bambini, in quanto è il metodo che il Maestro Diaz usa sia per bambini che per adulti. Quindi, ubi maior...

Forse però ho dato un'impressione sbagliata. Io ho cominciato a suonare la chitarra ben 46 anni fa (ne avevo 14 e adesso ne ho 60). Durante la giovinezza ho fatto anche parte di quelli che all'epoca si chiamavano complessini, ho anche suonato il basso (forse perchè ero il meno bravo del gruppo... :D ) e sono arrivato persino a suonare la traccia di basso di un pezzo dei Beatles a mio parere molto difficile (parlo di "Hey bulldog").

Poi ho abbandonato per molto tempo, mi sono quindi avvicinato alla cosiddetta canzone d'autore (De Andrè, Guccini, Bertoli), musica che mi piace ancora. Circa quindici anni fa ho seguito un corso di musica alla Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia di Roma, ma con modesti risultati per via della mia scarsa applicazione. In particolare mi annoiavo mortalmente a solfeggiare, eseguire dettati musicali e via discorrendo. E ho commesso un grave errore.

Adesso, più vecchio e spero più saggio, voglio riprendere in mano la chitarra, ben sapendo che non diventerò mai un vero chitarrista. Ma mi piacerebbe migliorare.
Quali sono i miei problemi: se provo a leggere un pentagramma (mi limito alla chiave di sol e a due soli tempi, 4/4 e 3/4, e mi terrorizzano le alterazioni in chiave perchè non sono capace di abbinare l'alterazione alla nota), riconosco facendo la conta col ditino di quale nota si sta parlando, riesco a indovinare la durata (semiminima, croma, semicroma).... e mi fermo lì. Diventa notte fonda quando devo individuare sulla tastiera la posizione corrispondente alla nota che è scritta sul pentagramma. In più, come ho detto, il riconoscimento della nota non è automatico.

Quanto alla tecnica (ho smesso di mangiarmi le unghie della mano destra... :oops: ), sono veramente di basso livello: riesco ad arpeggiare, ho un certo senso del tempo, ma mi rendo conto che la strada è lunga. Ciò che mi manca è l'esercizio, quindi come prima cosa ho deciso di impiegare questi mesi d'estate facendo almeno due ore giornaliere di chitarra. Fortunatamente ho conservato alcuni spartiti, fra cui uno molto semplice, che mi furono dati quindici anni fa. Uno di questi è semplicissimo (quasi quasi lo riesco a fare persino io... :D ) e lo userò per esercitarmi.

Tu mi dirai: ma tu non leggi la musica! Giusto, ma la tablatura a che serve? :wink: Lo spartito è tablato, guardo contemporaneamente sia il pentagramma per sapere che durata ha la nota, e sia l'intavolatura per sapere dove devo mettere le dita (mi verranno gli occhi storti... :mrgreen: ) e vado per la mia strada.

A che serve la mia domanda? Ti rispondo con un'altra domanda: è pensabile studiare musica senza studiare solfeggio? Io penso di no, e stavo cercando un testo che però sia adatto a gente come me. Se trovo scritto "intervallo di quarta in chiave di Sol minore" (quella che ha in chiave un Fa diesis: probabilmente è una fesseria, ma l'ho scritta per dare un'idea) mi si ghiaccia il sangue nelle vene e probabilmente mollo tutto.

Tutto qua. Comunque sei stato molto gentile, e non so se susciterai le ire di qualcuno. Le mie no di certo, anzi ti sono molto grato.
Pasquale grazie per le tue parole, sono contento della tua risposta perchè è un chiaro segno di apertura, per esempio la sostituzione al nome e cognome vero e proprio. Mi fa molto piacere tutto ciò. Addentrandosi bene nella tua storia, si scoprono cose particolari che vanno approfondite almeno oggi. Dalla tua età io scopro che apparteniamo alla stessa esperienza storica di apprendistato...io ho 53 anni, quindi...siamo lì. Bene, io quegli anni me li ricordo benissimo perchè all'età di 16 anni (1975 circa) avevo anche io il "complessino" e mi ricordo che mi tiravo giù, grazie ad uno stereo della selezione che era di proprietà del bassista del gruppo (il padre faceva il finanziere, io non potevo permettermelo quello stereo, mia madre diceva di no perchè eravamo troppo poveri) assoli del chitarrista dei Deep Purple, del chitarrista dei Grand Funk, di Santana ed altri, tutto rigorosamente ad orecchio, figurati se a quell'epoca c'erano le tabulature: ricordo che spesso ero costretto a scendere a 16 giri per indovinare meglio i salti di note. Ho vissuto tutto questo periodo dal '73 circa al 1980 con la convinzione, che era quella di tutti noi compreso te, probabilmente; nella convinzione che quelle cose che facevo io erano belle, erano brutte, erano facili, erano difficili, piacevano ai miei amici, non piacevano, ma non era la musica perchè la musica, quella vera si poteva studiare ed eseguire solo in conservatorio: quella era la musica; se sapevi fare quella musica allora sapevi suonare, infatti per sbandierare al mondo che eri un musicista dovevi avere un diploma di strumento rilasciato da un conservatorio italiano. Ma quando nel 1980 ho messo piede in conservatorio, ho capito subito che le cose non stavano così e fino al diploma ed anche oltre non ho potuto fare altro che accettare passivamente ciò che mi veniva dall'alto. Ora, col senno di poi e con la competenza tecnico-musicale che mi ritrovo, dico che era tutta una gran puttanata e lo dimostra meravigliosamente l'andazzo che stanno prendendo, anzi hanno già preso, le vicende di conservatorio degli ultimi anni, dove il conservatorio finalmente riconosce dignità artistica al rock, al pop, al jazz oltre al classico, chiaramente. Tutto questo per dirti che allora, per una sorta di naturale autoreferenzialità, si era portati a dire da parte della classe insegnanti (complice il riconoscimento ufficiale dello stato) che la musica jazz, rock, popolare ed altro non era una musica colta e quindi era una musica "povera" e per questo non all'altezza di essere studiata; di conseguenza anche noi allievi ce ne venivamo su con queste idee. Ed infatti io il jazz, il rock, e il popolare me lo sono, semplicemente e quasi di nascosto, studiato da solo. Adesso dopo 30 anni si muove qualcosa in conservatorio, ma io queste cose le dicevo 30 anni fa quando studiavo contrabbasso al conservatorio di Napoli. Tornando a noi, quando dici che non sai fare niente non si capisce se intendi che non hai mai suonato, e non mi sembra che sia questo il caso, o credi che tutte le cose che già sai fare sulla chitarra siano inutili solo perchè non sono "classiche"? Capirai che, visto ciò che si è detto, secondo me, ti sottovaluti, semplicemente perchè tu sai fare quello che sai fare e nessuno al mondo te lo può togliere, neanche un maestro di conservatorio, soprattutto un maestro di conservatorio. In quei tempi un'altra cosa ignobile non degna di un saggio insegnamento musicale era il solfeggio, e a quanto pare anche tu come me e tutti gli altri c'hai rimesso le penne (della voglia di fare…), solo che io non ho mai più smesso di fare musica e alla fine ho scritto dei libri che contrastano assolutamente con quei metodi "classici" creando così un itinerario alternativo nel quale siano recuperati sia dignità scolastica che risorse personali: ed ecco che ho scritto sia i libri di solfeggio che quello di teoria musicale. Siccome nel subforum solfeggio ci sono un sacco di interventi miei sull'argomento, ti invito a dare uno sguardo per avere un'idea delle mie posizioni teoriche al riguardo. Riscrivere tutto qui sarebbe troppo lungo, immagino. Spero di essere stato ulteriormente di aiuto e grazie a te per ascolto. Ciao Pasquale…..

massimo banchio

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da massimo banchio » dom 28 lug 2013, 19:37

Be... anchio ho 52 anni è condivido quello che ha scritto il maestro Natale! comunque ad un diploma di chitarra non bisogna sputarci sopra! se penso a tutti i sacrifici che ho dovuto fare ! comunque avevo postato un argomento un po di tempo fa sulla musica a 360 gradi e mi pare che qui ci caschi a fagiuolo!Jazz, roch, blues, classica flamenco ecc.... non fanno altro che arricchire il musicista! 4 giorni fa sono andato ad una festa spagnola,invitato da una mia amica , ha due figlie che fanno le turniste in orchestre sinfoniche, ed alla festa hanno invitato Lamberti contrabbassista dell"orchestra sinfonica della rai , c"era anche il figlio che suona il violoncello in orchestra, mi hanno invitato a tocar flamenco ,quando ho iniziato ha suonare loro senza tanti problemi hanno iniziato ad improvvisare, poi è successo il contrario abbiamo inventato sul momento pezzi che non sapevamo neanche noi cosa fossero. Morale della favola abbiamo suonato circa 75 minuti senza spartiti tutta improvvisazione, alla festa c"era parecchia gente e ha apprezzato molto!Ora sono stato invitato da loro a fare dei concerti di questo genere.Questo solo per dire che aver suonato roch, jazz, e altro fa si che puoi veramente divertirti alla grande, e anche gente che suona in orchestra sinfonica diretta dai più grandi direttori d"orchestra aspettano con ansia questi momenti per evadere dalla solita routine! quindi mai fare di un erba un fascio! Tutto quello che si studia va bene ,arricchisce, il problema e come si studia,questo vale anche per il solfeggio. :D :bye: olà da max "el mielito"

Gaetano Natale

Re: Solfeggio per dummies

Messaggio da Gaetano Natale » dom 28 lug 2013, 22:26

massimo banchio ha scritto:Be... anchio ho 52 anni è condivido quello che ha scritto il maestro Natale! comunque ad un diploma di chitarra non bisogna sputarci sopra! se penso a tutti i sacrifici che ho dovuto fare ! comunque avevo postato un argomento un po di tempo fa sulla musica a 360 gradi e mi pare che qui ci caschi a fagiuolo!Jazz, roch, blues, classica flamenco ecc.... non fanno altro che arricchire il musicista! 4 giorni fa sono andato ad una festa spagnola,invitato da una mia amica , ha due figlie che fanno le turniste in orchestre sinfoniche, ed alla festa hanno invitato Lamberti contrabbassista dell"orchestra sinfonica della rai , c"era anche il figlio che suona il violoncello in orchestra, mi hanno invitato a tocar flamenco ,quando ho iniziato ha suonare loro senza tanti problemi hanno iniziato ad improvvisare, poi è successo il contrario abbiamo inventato sul momento pezzi che non sapevamo neanche noi cosa fossero. Morale della favola abbiamo suonato circa 75 minuti senza spartiti tutta improvvisazione, alla festa c"era parecchia gente e ha apprezzato molto!Ora sono stato invitato da loro a fare dei concerti di questo genere.Questo solo per dire che aver suonato roch, jazz, e altro fa si che puoi veramente divertirti alla grande, e anche gente che suona in orchestra sinfonica diretta dai più grandi direttori d"orchestra aspettano con ansia questi momenti per evadere dalla solita routine! quindi mai fare di un erba un fascio! Tutto quello che si studia va bene ,arricchisce, il problema e come si studia,questo vale anche per il solfeggio. :D :bye: olà da max "el mielito"
Grazie Massimo per il sostegno, condivido totalmente il tuo post. A proposito del solfeggio io gliel'avevo suggerito all'amico Pasquale ciò che secondo me val la pena di considerare in quanto metodi non improvvisati e di una certa valenza "scientifica". Buona notte a tutti e a presto ! ! ! ! ! !

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