Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

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FilippoG

Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

Messaggio da FilippoG » mer 20 lug 2005, 23:00

Trovata per caso in un negozio di musica in quel di Firenze, questa cassetta è stata una fonte preziosa di approfondimento sulla scuola Segoviana, sia mio che di chi l'ha vista. Vediamo se riesco a riportare le considerazioni più interessanti di Segovia su alcuni brani di repertorio.

Il primo allievo della masterclass era Aldo Minnella che portava il Primo Movimento del Primo Concerto in Re di Mario Castelnuovo-Tedesco.
Qui spiega l'importanza del contrasto ritmo-cantabilità; in certe parti (come l'inizio) il ritmo metronomico è la cosa più importante da tenere, accellerare o rallentare in quei punti farebbe cadere la struttura del brano. Altresì ci sono dei momenti cantabili che devono essere resi con portamenti espressivi (giocati comunque all'interno del ritmo, ricordiamoci che siamo in un concerto con orchestra), ad esempio quelle scale di terzine di ottavi. Qui è interessante veder Segovia che si arrabbia fortemente perché Minnella non faceva il portamento dall'accordo alla prima nota della scala.

Dopo altri allievi arriva una certa Beth-El Zedeck con la Chaconne di Johann Sebastian Bach.
Qui le osservazioni più interessanti sono state rivolte agli accordi del tema, l'allieva li stoppava (involontariamente) per passare a quello dopo, Segovia spiega l'importanza di cercar di passare il più velocemente possibile da un'accordo all'altro, per non far cadere la modulazione. Nella prima variazione invece fa notare una voce nel mezzo agli accordi che deve essere ben cantata e spiccare fra l'armonia.
Una bella aggiunta per chi si dovesse cimentare nella trascrizione del grande vecchio, è un'accordo posto nella veloce scala che sfocia nell'arpeggio (se ascoltate una sua registrazione vi accorgete dove lo mette), Mi - Sib - Re - Sol con il barré al settimo tasto.

Un piccolo segreto è stato dato nella Giga della Suite dedicata a Weiss da Ponce (l'allievo era un certo Barbera), dove nelle scale, il La basso invece di prenderlo a vuoto, suonarlo sulla sesta corda perché "...il suono risulta meno fastidioso...".

Ultima osservazione che mi sento di fare è stata sulla lezione impartita al giovane Oscar Ghiglia che suonava la Sonata K.11 di Scarlatti.
Secondo Segovia suonata troppo rapida, diceva che i pianisti la suonano rapida, quindi di andare più lento e di cantare le giuste voci. Interessante è stata la sua spiegazione sul ritmo della sonata che è il ritmo di Tonadilla spagnola, da mantenere vivo lungo il corso del brano.


Spero di aver detto qualcosa di utile, certo non è come vederlo, ma comunque non è male. :D

ciccio_matera

Messaggio da ciccio_matera » gio 21 lug 2005, 08:29

cel'hai su pc?...

cmq utile, anche se le farò non penso a breve

FilippoG

Messaggio da FilippoG » gio 21 lug 2005, 08:41

Eh no, è una videocassetta :? anzi sono due

rossano

Messaggio da rossano » lun 03 ott 2005, 14:53

chi sa dove si trovano le video cassette dei master class di Segovia ( Santiago de Compostela o Accademia Chigiana di Siena ) ? E' vero che sono in commercio DVD che riproducono quei video? Grazie per l'aiuto

Giomaselli

Messaggio da Giomaselli » lun 03 ott 2005, 18:09

io ne ho una che mi regalò un signore anziano,non so nemmeno dove l'avesse registrata...bellissima.
ma mi sa prorpio che sia quella che dici Celibdache.
che bello!
a me il pprimo pensiero è stato:mamma mia quanto si è sviluppata la chitarra!
il secondo: mamma mia che fascino che aveva quest'uomo (Segovia)
il terzo:mamma mia come suonava bene Ghiglia...

bel post
Celibdache!
purtroppo non ho modo di acquisirlo sul pc ma andrebbe fatto perchè la cassetta è davvero vecchia...
uff.
ciao

FilippoG

Messaggio da FilippoG » lun 03 ott 2005, 18:16

Il terzo io ho detto il contrario :) ahah però son rimasto colpito dalla Zecdec

Giomaselli

Messaggio da Giomaselli » lun 03 ott 2005, 18:26

anche a me piaceva lei però in quel ghiglia così giovane (e magro :shock: ) vedi già una personalità incredibile..non trovi? a parte tutto considera il momento storico...
ciao
Gio

FilippoG

Messaggio da FilippoG » lun 03 ott 2005, 18:41

"...Quikly, the pianist plays quikly, but guitarist..."
ahahah mitico Segovia :)

Samu

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 19

Messaggio da Samu » gio 06 ott 2005, 11:48

Celibidache ha scritto
Trovata per caso in un negozio di musica in quel di Firenze
Scusami visto che sono di prato.....potresti diri dov'è e come si chiama questo negozio?

Fabio

Messaggio da Fabio » gio 06 ott 2005, 12:54

nel sito di guitarsalon (california) da 2 mesi circa vendono i quattro dvd delle master class di santiago de compostela. sono in formato NTSC ma non dovrebbero esserci problemi con i nostri lettori dvd.

il tempo impiegato per la spedizione è di circa una settimana; così mi hanno risposto a seguito di una mia richiesta via email.

io me li regalerò al massimo per Natale.

ciao
fabio

http://www.guitarsalon.com/store.php?te ... ols_page=3

tiziano51

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 19

Messaggio da tiziano51 » dom 13 mag 2007, 08:58

FilippoG ha scritto:Trovata per caso in un negozio di musica in quel di Firenze, questa cassetta è stata una fonte preziosa di approfondimento sulla scuola Segoviana, sia mio che di chi l'ha vista. Vediamo se riesco a riportare le considerazioni più interessanti di Segovia su alcuni brani di repertorio.

Il primo allievo della masterclass era Aldo Minnella che portava il Primo Movimento del Primo Concerto in Re di Mario Castelnuovo-Tedesco.
Qui spiega l'importanza del contrasto ritmo-cantabilità; in certe parti (come l'inizio) il ritmo metronomico è la cosa più importante da tenere, accellerare o rallentare in quei punti farebbe cadere la struttura del brano. Altresì ci sono dei momenti cantabili che devono essere resi con portamenti espressivi (giocati comunque all'interno del ritmo, ricordiamoci che siamo in un concerto con orchestra), ad esempio quelle scale di terzine di ottavi. Qui è interessante veder Segovia che si arrabbia fortemente perché Minnella non faceva il portamento dall'accordo alla prima nota della scala.

Dopo altri allievi arriva una certa Beth-El Zedeck con la Chaconne di Johann Sebastian Bach.
Qui le osservazioni più interessanti sono state rivolte agli accordi del tema, l'allieva li stoppava (involontariamente) per passare a quello dopo, Segovia spiega l'importanza di cercar di passare il più velocemente possibile da un'accordo all'altro, per non far cadere la modulazione. Nella prima variazione invece fa notare una voce nel mezzo agli accordi che deve essere ben cantata e spiccare fra l'armonia.
Una bella aggiunta per chi si dovesse cimentare nella trascrizione del grande vecchio, è un'accordo posto nella veloce scala che sfocia nell'arpeggio (se ascoltate una sua registrazione vi accorgete dove lo mette), Mi - Sib - Re - Sol con il barré al settimo tasto.

Un piccolo segreto è stato dato nella Giga della Suite dedicata a Weiss da Ponce (l'allievo era un certo Barbera), dove nelle scale, il La basso invece di prenderlo a vuoto, suonarlo sulla sesta corda perché "...il suono risulta meno fastidioso...".

Ultima osservazione che mi sento di fare è stata sulla lezione impartita al giovane Oscar Ghiglia che suonava la Sonata K.11 di Scarlatti.
Secondo Segovia suonata troppo rapida, diceva che i pianisti la suonano rapida, quindi di andare più lento e di cantare le giuste voci. Interessante è stata la sua spiegazione sul ritmo della sonata che è il ritmo di Tonadilla spagnola, da mantenere vivo lungo il corso del brano.


Spero di aver detto qualcosa di utile, certo non è come vederlo, ma comunque non è male. :D

Se qualcuno vuole vedere in parte i filmati di queste cassette, può andare su you tube, battere nella ricerca "segovia masterclass" ....

pierluigimassimo

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

Messaggio da pierluigimassimo » ven 04 gen 2008, 09:15

se scaricate ed installate youripper (free) potete scaricare qualsiasi video da youtube e sfruttarlo per vedere gli "altri" come suonano o semplicemente per gustarveli

pifro

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

Messaggio da pifro » mer 30 apr 2008, 17:10

FilippoG ha scritto:Trovata per caso in un negozio di musica in quel di Firenze, questa cassetta è stata una fonte preziosa di approfondimento sulla scuola Segoviana, sia mio che di chi l'ha vista. Vediamo se riesco a riportare le considerazioni più interessanti di Segovia su alcuni brani di repertorio.

Il primo allievo della masterclass era Aldo Minnella che portava il Primo Movimento del Primo Concerto in Re di Mario Castelnuovo-Tedesco.
Qui spiega l'importanza del contrasto ritmo-cantabilità; in certe parti (come l'inizio) il ritmo metronomico è la cosa più importante da tenere, accellerare o rallentare in quei punti farebbe cadere la struttura del brano. Altresì ci sono dei momenti cantabili che devono essere resi con portamenti espressivi (giocati comunque all'interno del ritmo, ricordiamoci che siamo in un concerto con orchestra), ad esempio quelle scale di terzine di ottavi. Qui è interessante veder Segovia che si arrabbia fortemente perché Minnella non faceva il portamento dall'accordo alla prima nota della scala.

Dopo altri allievi arriva una certa Beth-El Zedeck con la Chaconne di Johann Sebastian Bach.
Qui le osservazioni più interessanti sono state rivolte agli accordi del tema, l'allieva li stoppava (involontariamente) per passare a quello dopo, Segovia spiega l'importanza di cercar di passare il più velocemente possibile da un'accordo all'altro, per non far cadere la modulazione. Nella prima variazione invece fa notare una voce nel mezzo agli accordi che deve essere ben cantata e spiccare fra l'armonia.
Una bella aggiunta per chi si dovesse cimentare nella trascrizione del grande vecchio, è un'accordo posto nella veloce scala che sfocia nell'arpeggio (se ascoltate una sua registrazione vi accorgete dove lo mette), Mi - Sib - Re - Sol con il barré al settimo tasto.

Un piccolo segreto è stato dato nella Giga della Suite dedicata a Weiss da Ponce (l'allievo era un certo Barbera), dove nelle scale, il La basso invece di prenderlo a vuoto, suonarlo sulla sesta corda perché "...il suono risulta meno fastidioso...".

Ultima osservazione che mi sento di fare è stata sulla lezione impartita al giovane Oscar Ghiglia che suonava la Sonata K.11 di Scarlatti.
Secondo Segovia suonata troppo rapida, diceva che i pianisti la suonano rapida, quindi di andare più lento e di cantare le giuste voci. Interessante è stata la sua spiegazione sul ritmo della sonata che è il ritmo di Tonadilla spagnola, da mantenere vivo lungo il corso del brano.


Spero di aver detto qualcosa di utile, certo non è come vederlo, ma comunque non è male. :D
Ho visto qualche stralcio del master di cui molto bene riferisci e devo dire che oltre la grande sapienza musicale dell'Immenso Maestro si intuisce una grande umanita,senza nessuna affetazione.E' attento a non urtare i ragazzi e la grande severità musicale che cerca di trasmettere è solo figlia della sua immensa arte ed è tesa ad aiutare e a nient'altro.

Ernesto Sol

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

Messaggio da Ernesto Sol » dom 25 mag 2008, 07:57

Senza ombro di dubio, quella masterclass e veramente meravigliosa. Segovia ha parole preziose per tutti i musicisti, ed e sempre una grande motivazione.

Mauro Storti

Re: Andres Segovia, masterclass a Santiago di Compostela, 1966

Messaggio da Mauro Storti » mer 03 dic 2008, 09:12

I video di cui si parla sono del 1965 (ero iscritto al corso) e 1966. Intervengo solo per correggere alcune "storpiature" dei nomi:
1° Aldo Minella (una sola n) 1965 e 66, frequentatore assiduo, come Oscar Ghiglia, dei corsi segoviani.
2° Brigitte Zaczek (nipote di Luise Walker) 1966, che suona la Ciaccona già conosciuta a Siena nel 1964 con Alirio Diaz.
3° Barbara Polaschek (Apolide) la bionda vincitrice del Concorso Internazionale di Radio France della quale nonsi sa ora più nulla.
A parte Minella, certi nomi sono in realtà di difficile pronuncia e pertanto poco chiari quando Segovia li pronuncia!

Un saluto!
Mauro Storti

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