A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Curci

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Echi

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Echi » dom 05 gen 2014, 11:31

Non ho (ancora) il libro, ma un pensiero su questa affermazione vorrei esprimerlo:
Non vedo relazione tra i lavori di un Gallinotti e quelli di un Fabbricatore.

Fino alla prima metà del 1800 tutti in Europa facevano piú o meno lo stesso tipo di chitarra, con una o due barre trasversali prima della buca. Il repertorio disponibile e adatto a questo tipo di chitarra è noto.
Gli Italiani, che quanto a cultura e genio all'epoca non erano secondi a nessuno, hanno prodotto una scuola e liutai importantissimi per lo viluppo della chitarra.
Poi c'è che la ricchezza (fisica e culturale) si è spostata da Napoli e dall'Italia al centro-Europa (e noi siamo inesorabilmente "declinati" come nazione; vedo grandi singoli, non grandi scuole).
Senza addentrarmi rilevo che a Vienna di Stauffer era un posto musicalmente notevole e favorevolmente ricco per la crescita di liutai importanti.
A farla breve, ogni capitale Europea aveva la sua richiesta di chitarre importanti il suo campione: Stauffer a Vienna, Panormo a Londra, Lacote a Parigi, Scherzer a San Pietroburgo.

Succede che in Spagna il modello si differenzia da tutto il resto e in un ventennio prende le forme della chitarra moderna. Peraltro questo avviene tanto a corte (Gonzales, Arias) quanto è particolarmente in periferia (in Andalucia in particolar modo).
Siamo a che Torres imprime alla chitarra la sua forma moderna, che è molto lontana da quella della scuola europea e che si impone ovunque semplicemente perché piace di più.
Lascio da parte la questione del diverso carattere della chitarra spagnola (più profonda e dinamica rispetto al modello viennese) perché all'epoca la chitarra era uno strumento solista destinata ad ambienti piccoli.

Tutto questo per dire che i liutai in Europa hanno pian piano preso a costruire in stile spagnolo, rinunciando a fare quel che facevano prima.
Gallinotti copia uno schema costruttivo spagnolo prima da Simplicio e poi da Hauser. A suo modo, essendo Gallinotti, ma comunque costruendo in maniera molto distante dalla scuola dell'800 italiana.
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Carmine Nobile
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Carmine Nobile » dom 05 gen 2014, 12:11

@Campan grazie per la "breve" citazione, dovrò accattarmi il libro per sapere come va a finire. :)
Comunque non capisco la contrapposizione tra la liuteria italiana e quella iberica, sembra che Gilardino voglia a tutti i costi negare il primato agli spagnoli di essere gli inventori della chitarra moderna. Eppure ci va spesso in Spagna, lo sa che li la chitarra (diciamo classica) ha una grande tradizione e una diffusione che nella nostra penisola purtroppo non c'è.
Forse è questo il deficit culturale di cui parla...?

Campan

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Campan » dom 05 gen 2014, 12:58

nucho2000 ha scritto:
Comunque non capisco la contrapposizione tra la liuteria italiana e quella iberica, sembra che Gilardino voglia a tutti i costi negare il primato agli spagnoli di essere gli inventori della chitarra moderna. Eppure ci va spesso in Spagna, lo sa che li la chitarra (diciamo classica) ha una grande tradizione e una diffusione che nella nostra penisola purtroppo non c'è.
Forse è questo il deficit culturale di cui parla...?
Mettendo per un attimo da parte le boutade tra lo scherzoso e il provocatorio, credo che qui nessuno (compreso Gilardino) metta in discussione la paternità iberica della chitarra classica moderna e l'esperienza fondante (e ancora fondamentale) di Torres, anche per la liuteria italiana primonovecentesca: è altrettanto indubbio, però, che la linea evolutiva della nostra ricerca, la quale presentava certamente aspetti estetico-acustici originali e autonomi, a un certo punto (dall'adozione nel '37 dell'Hauser che tanto deluse Mozzani e poi, ancor più, della Ramirez III negli anni '60 da parte di Segovia) abbia trovato dinanzi a sé condizionamenti 'culturali' così consolidati e vincoli di mercato tali da risultare praticamente insuperabili. Io stesso sono in possesso di uno strumento che è la prova vivente di questa 'schizofrenia' in cui era precipitata la nostra migliore liuteria: una Mario Filippini del 1974 dalle dimensioni 'jumbo' di una super Ramirez (diapason 664, altezza fasce 11,5... un chitarrone, insomma) ma con il piano armonico sprovvisto di catene, sostenuto soltanto da barre trasversali come era nella antica tradizione (che Echi ha così efficacemente ricordato)... :roll:
:bye:

flavio

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da flavio » dom 05 gen 2014, 13:20

pippowitz ha scritto:Un libro molto divertente ...
A me non sembra che Gilardino pensi alle Hauser e Ramirez come a delle ciofeche, ci mancherebbe
E tra l'altro nel libro cita chitarristi italiani che hanno impiegato chitarre di liuteria italiana; in altre parole non vedo tutte 'ste tonnellate di m......

Campan

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Campan » dom 05 gen 2014, 14:31

Campan ha scritto:Io stesso sono in possesso di uno strumento che è la prova vivente di questa 'schizofrenia' in cui era precipitata la nostra migliore liuteria: una Mario Filippini del 1974 dalle dimensioni 'jumbo' di una super Ramirez (diapason 664, altezza fasce 11,5... un chitarrone, insomma) ma con il piano armonico sprovvisto di catene, sostenuto soltanto da barre trasversali come era nella antica tradizione (che Echi ha così efficacemente ricordato)... :roll:
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Carmine Nobile
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Carmine Nobile » dom 05 gen 2014, 16:05

Beh, con questo A. Gilardino sembra fugare ogni dubbio, ripeto io il libro non l'ho letto, l'argomento del thread mi è parso interessante e, da come se ne parlava, ho inteso che ci fosse una contrapposizione.
Questo non è, tanto meglio.
L'aspetto che più mi interessava era il perché, il processo evolutivo della chitarra sia andato in direzione iberica. Ma, a questo punto, dovrò necessariamente comprarmi il libro.
Per rincuorare il Mº Gilardino gli direi che: anche un siffatto dibattito presso una corte dei miracoli come questa può portare qualche lettore in più al suo libro.

pippowitz
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da pippowitz » dom 05 gen 2014, 16:32

Preciso meglio il mio pensiero: Gilardino nel suo libro (che ho letto...) non sostiene affatto che le Ramirez e le Hauser siano strumenti disprezzabili, anche se leggendo bene traspaiono alcune critiche che lui fa a questi strumenti. Critiche personali e legittime, ci mancherebbe. Il mio scrivere "quelle ciofeche eccetera" era solo una bonaria esagerazione.
Il punto è un altro, e cioè il dipingere i chitarristi degli anni settanta, praticamente tutti tranne un paio di eccezioni (tra le quali lo stesso Angelo Gilardino, naturalmente), come una massa di sprovveduti. Se può essere vero che alcuni seguissero le mode è anche vero che le orecchie ce le avevano tutti e se moltissimi grandi chitarristi dell'epoca scelsero Hauser e Ramirez invece di Mozzani, Gallinotti o Piretti avranno avuto le loro ragioni, magari contestabili, ma non si può dipingerli tutti come degli ingenui un po' stupidotti pronti a sperperare soldi comprando Ramirez e Hauser senza saper valutare i pregi della liuteria italiana. Mi sembra una tesi un po' ardita.
Gilardino poi racconta, a pagina 66 del libro di cui stiamo discorrendo, che andò a Madrid nel 1973 a prendersi una Ramirez, e trovo divertente che si giustifichi raccontandoci che "esserne privi, a quell'epoca equivaleva, in ambito chitarristico, al vivere alla macchia". Mi sarebbe stato molto più simpatico se avesse ammesso francamente di aver seguito anche lui la tendenza del momento, senza cercare puerili giustificazioni, indegne della suo intelligenza. Ma naturalmente quel che passasse per la testa del Nostro in quel giorno del lontano 1973 non lo possiamo sapere, per cui dovrei credergli sulla parola quando ci racconta che ci andò spinto dalla paura di essere emarginato. Posso anche farlo, ma faccio un po' fatica.
Ogni tanto mi capita di pensare che ci siano due tipi di persone: quelli che quando gli chiedi "Che ore sono?" guardano l'orologio e ti dicono quel che leggono sul quadrante, e altri che invece guardano l'ora ma prima di rispondere pensano "Ma a questo qui adesso, che ora mi conviene dirgli?" E sono anche queste cose divertenti, basta non prenderle troppo sul serio... :lol: :lol: :lol: :lol:
Ultima modifica di pippowitz il dom 05 gen 2014, 17:50, modificato 1 volta in totale.

Antonio Sciortino

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 05 gen 2014, 16:43

"corte dei miracoli" :shock: :shock: :shock:

pippowitz
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da pippowitz » dom 05 gen 2014, 16:49

Antonio Sciortino ha scritto:"corte dei miracoli" :shock: :shock: :shock:
vabbè dài, cercare di sminuire gli interlocutori è talmente un mezzuccio che non vale nemmeno la pena di replicare...

Antonio Sciortino

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 05 gen 2014, 16:56

pippowitz ha scritto:
Antonio Sciortino ha scritto:"corte dei miracoli" :shock: :shock: :shock:
vabbè dài, cercare di sminuire gli interlocutori è talmente un mezzuccio che non vale nemmeno la pena di replicare...
Non pongo in dubbio, ma se per avventura litigo con un francese non è che vado a dire stupidaggini del tipo: "in quella sporca nazione di mangiarane e sciovinisti si complotta contro il sottoscritto". Mi sembra di pessimo gusto e ingiusta, questa uscita. Volevo dire solo questo, prescindendo dalle ragioni che riguardano, giustamente, solo chi discute.

Massimo Banchio

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Massimo Banchio » dom 05 gen 2014, 17:05

Da " dopo aver spalato m...a sui chitarristi anni 70 ec......."Non voglio , ma potrei fare una sfilza di nomi di chitarristi degli anni 70 e 80 da brivido.Ma forse i troppo giovani non capirebbero.Gilardino di Vercelli se fosse ancora tra di noi potrebbe confermare , ed anche Giorgio Signorile potrebbe ricordare quegli anni!.Quegli anni 70ed 80 era un periodo molto fiorente per la chitarra.Mi ricordo che vi era difficoltà a scegliere quale concerto andare ad ascoltare, senza neanche fare troppi chilometri.Chitarristi come Marco da Santis ,Luigi locatto, stefano Grondona . Davide Ficco, Alberto Cogo, La Certosa , Briasco. Massimo Laura ,Mario Bricca , senza contare quelli che hanno fatto la storia che in quell"epoca erano quasi di casa.Ricordo un concerto al Tempio valdese di Torre Pellice ho ascoltato Alirio Diaz. al Regio di Torino Yepes e Nicanor Zabaleta , senza contare le decine di concerti a torino di Oscar Ghiglia.Ogni settimana mi ricordo che io ed un mio caro amico anche lui appassionato di chitarra andavamo a questi concerti.Tutti in territorio Piemontese a pochi KM da casa.Oggi è tabula rasa!!!! Per ascoltare un concerto di chitarra classica di buon livello bisogna pregare la divina provvidenza o Dio che faccia un miracolo.Ho non c"è più gente in giro brava da fare un bel concerto come allora , o la cultura si è spenta o non vi è più passione per questo strumento da parte degli organizzatori di eventi. Qui a Pinerolo abbiamo uno splendido teatro , ma non ricordo in dieci anni di aver mai e poi mai aver assistito ad un concerto di chitarra classica senza neanche avere la presunzione di chiedere un nome di prestigio! Chitarrissima di Saluzzo è un ottimo esempio, patria di Signorile, peccato che sia solo una volta all"anno. Ricordo che gli anni 70 e 80 almeno qui dalle mie parti era un prolifilare di concerti di alto livello chitarristico! ora il nulla. Holà da Max :bye: :D
Ultima modifica di Massimo Banchio il dom 05 gen 2014, 17:16, modificato 1 volta in totale.

pippowitz
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da pippowitz » dom 05 gen 2014, 17:14

Massimo Banchio ha scritto:Da " dopo aver spalato m...a sui chitarristi anni 70 ec......."Non voglio , ma potrei fare una sfilza di nomi di chitarristi degli anni 70 da brivido.Ma forse i troppo giovani non capirebbero.Gilardino di Vercelli se fosse ancora tra di noi potrebbe confermare.Quegli anni 70ed 80 era un periodo molto fiorente per la chitarra.Mi ricordo che vi era difficoltà a scegliere quale concerto andare ad ascoltare, senza neanche fare troppi chilometri.Chitarristi come Marco da Santis ,Luigi locatto, Stefano Grondona . Davide Ficco, Alberto Cogo, La Certosa , Briasco. Massimo Laura ,Mario Bricca , senza contare quelli che hanno fatto la storia che in quell"epoca erano quasi di casa.Ricordo un concerto al Tempio valdese di Torre Pellice ho ascoltato Alirio Diaz. al Regio di Torino Yepes e Nicanor Zabaleta , senza contare le decine di concerti a torino di Oscar Ghiglia...
Per l'appunto. Moltissimi di loro suonavano all'epoca Ramirez, Hauser, Romanillos, Fleta... Tutti scemi?

Massimo Banchio

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Massimo Banchio » dom 05 gen 2014, 17:28

pippowitz ha scritto:
Massimo Banchio ha scritto:Da " dopo aver spalato m...a sui chitarristi anni 70 ec......."Non voglio , ma potrei fare una sfilza di nomi di chitarristi degli anni 70 da brivido.Ma forse i troppo giovani non capirebbero.Gilardino di Vercelli se fosse ancora tra di noi potrebbe confermare.Quegli anni 70ed 80 era un periodo molto fiorente per la chitarra.Mi ricordo che vi era difficoltà a scegliere quale concerto andare ad ascoltare, senza neanche fare troppi chilometri.Chitarristi come Marco da Santis ,Luigi locatto, Stefano Grondona . Davide Ficco, Alberto Cogo, La Certosa , Briasco. Massimo Laura ,Mario Bricca , senza contare quelli che hanno fatto la storia che in quell"epoca erano quasi di casa.Ricordo un concerto al Tempio valdese di Torre Pellice ho ascoltato Alirio Diaz. al Regio di Torino Yepes e Nicanor Zabaleta , senza contare le decine di concerti a torino di Oscar Ghiglia...
Per l'appunto. Moltissimi di loro suonavano all'epoca Ramirez, Hauser, Romanillos, Fleta... Tutti scemi?
Ti dirò di più, dimentichiamo la scuola Giapponese! Khono ,Sakurai e Kunjaru! Sto correndo dietro ha un mio amico che ha una Kunjaru anno 75 che non usa più da anni, non vuole vendermela.Per questa chitarra che me la prestata per una settimana per provarla, stravedo :roll: !!! Speriamo che si decida a vendermela.Comunque questi strumenti in mano a questi chitarristi che ho citato erano e sono fantastiche! Holà da Max :bye: :D

Campan

Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Campan » dom 05 gen 2014, 18:09

Massimo Banchio ha scritto: Sto correndo dietro ha un mio amico che ha una Kunjaru anno 75 che non usa più da anni, non vuole vendermela.Per questa chitarra che me la prestata per una settimana per provarla, stravedo :roll: !!! Speriamo che si decida a vendermela.
Tu vendimi la tua Ramirez, poi vedi che la Kunjaru arriva come per magia... :lol: :lol: :lol:
Scherzo Max, un abbraccio :bye:

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Alma Steiner
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Re: A.Gilardino-M.Grimaldi," -Il legno che canta" -, Edizioni Cu

Messaggio da Alma Steiner » dom 05 gen 2014, 18:43

Guy_Woodhouse ha scritto:Alla gravità delle falsità espresse qui sopra, rispondo con le parole del diretto interessato:
Abbiamo cancellato il messaggio riportato da Guy_Woodhouse perché presumiamo si tratti di un dialogo privato e non abbiamo i mezzi per sapere se il M° Gilardino (non iscritto al forum) ha dato l'assenso a rendere pubbliche le sue considerazioni, alcune delle quali, purtroppo, offensive per il forum e i suoi frequentatori.
Oltretutto questo comportamento (riportare cioè messaggi esterni e di esterni) è scorretto nei confronti dello stesso M° Gilardino o di eventuali altre persone.
A questo proposito ricordiamo, come sempre, che i messaggi che gli iscritti al forum ritengono offensivi e/o contrari al regolamento possono essere segnalati per i provvedimenti del caso.
:::===(o| )

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