Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

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Massimo Di Coste
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Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Massimo Di Coste » mer 05 mar 2014, 05:55

Cari amici, con piacere posto questo sunto del concerto del nostro Giacomo Palazzesi (per il forum Guy_Woodhouse) organizzato dall'Associazione Musicale Chitarra In a Roma presso la bella chiesa di Sant'Eligio nella giornata di sabato 1 marzo.
Spero sia di vostro gradimento!!! :okok: :bye:


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Ultima modifica di Massimo Di Coste il mar 18 mar 2014, 13:00, modificato 4 volte in totale.
Signore dammi il sole nelle fredde giornate d'inverno, l'ombra nei caldi giorni d'estate, e una chitarra.....
(preghiera andalusa)

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Gabriele Curciotti
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Gabriele Curciotti » mer 05 mar 2014, 09:26

BUON ASCOLTO A TUTTI! :-) :bye:

LUCA.P
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da LUCA.P » mer 05 mar 2014, 20:06

Veramente eccellente, anche l'acustica e' ottima. Ringrazio !

oiram91
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da oiram91 » mer 05 mar 2014, 21:16

:applauso: bravo!!! anche l'audio è ottimo!!! :okok: si potrebbe sapere i titoli dei brani suonati? grazie!!!

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Gabriele Curciotti
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Gabriele Curciotti » mer 05 mar 2014, 21:48

oiram91 ha scritto::applauso: bravo!!! anche l'audio è ottimo!!! :okok: si potrebbe sapere i titoli dei brani suonati? grazie!!!
qua trovi tutto!

http://chitarrain.com/i-concerti-al-s-e ... palazzesi/

Franco.I
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Franco.I » mer 05 mar 2014, 21:57

Eccellente Giacomo .Veramente splendido. Grazie!!

mito3D

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da mito3D » gio 06 mar 2014, 18:32

Prima di qualunque altra considerazione su dettagli vari, si impone una riflessione: quando è evidente, come in questo caso, uno studio meticoloso, una ricerca timbrica profonda, delle interpretazioni personali, allora il risultato fa onore alla chitarra classica, oltrechè naturalmente all'interprete.
Bravi gli organizzatori ma soprattutto Giacomo per un concerto che deve essere stato ancora più avvincente dal vivo. Senz'altro più interessante di equivoci crossover o di grotteschi piagnistei sulla chitarra classica che deve aprirsi ad altri generi musicali.

Grazie per la condivisione e grandi auguri a Giacomo per la sua attività di concertista

:bye:

Giuseppe Gasparini

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Giuseppe Gasparini » gio 06 mar 2014, 18:59

mito3D ha scritto:Prima di qualunque altra considerazione su dettagli vari, si impone una riflessione: quando è evidente, come in questo caso, uno studio meticoloso, una ricerca timbrica profonda, delle interpretazioni personali, allora il risultato fa onore alla chitarra classica, oltrechè naturalmente all'interprete.
Bravi gli organizzatori ma soprattutto Giacomo per un concerto che deve essere stato ancora più avvincente dal vivo. Senz'altro più interessante di equivoci crossover o di grotteschi piagnistei sulla chitarra classica che deve aprirsi ad altri generi musicali.

Grazie per la condivisione e grandi auguri a Giacomo per la sua attività di concertista

:bye:
Condivido quello che ha scritto mito3D :bravo: :bravo: :bye:

Milonga del Ángel
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Località: Cremona

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Milonga del Ángel » ven 07 mar 2014, 09:05

Bel suono, Giacomo.
La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi[...]
- José Saramago -

Guy_Woodhouse

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Guy_Woodhouse » ven 07 mar 2014, 13:09

Grazie a tutti per i complimenti. Porto a casa anche gli auguri per l'attività futura: ci vogliono tutti.
Mi onora il commento di mito3D, non solo perché lusinghiero, ma perché individua le ragioni che muovono la mia attività. Ho anche scoperto che il mio mondo estetico e morale è legato ad un tempo che probabilmente non esiste più, che è quello dei primi decenni del '900. Ne ho preso atto, nell'impossibilità di non poter essere altro, senza troppi patemi: scegliendo anche un repertorio nel quale muovermi con onestà intellettuale: suono come sono, e probabilmente suono quello che sono (prendo anche atto di tutte le responsabilità che ne conseguono, e i rischi del mostrarsi pienamente a nudo - e quindi inermi).
Ho avuto - per non pochi mesi - il dubbio grande sul fatto che potesse essere eticamente ingiusto svincolarsi in maniera così evidente dalla contemporaneità (e non è detto - comunque - che una visione estetica come quella che permea il mio modo di intere la musica non possa affrontare, in un modo che ancora devo capire, la contemporaneità). «Cette musique n'est pas ancienne, puisque moi, je la joue», diceva serenamente Scott Ross, parlando di un repertorio ben più antico: sono d'accordo con lui: non si può - al di là di quello che si suona, e da come lo si suona - essere fuori dal proprio tempo: in questo spero di rappresentare un'urgenza - che oggi percepisco, e questa sì, estremamente attuale - di uscire da alcuni binari musicali tracciati nei pochi decenni "post-segoviani" passati.
Grazie ancora,
g.

ste333
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da ste333 » sab 08 mar 2014, 00:09

:bravo: complimenti per la tua maestria. Apprezzo, non da adesso, anche le tue riflessioni, ma ti sarei grato se tu potessi meglio circostanziare la frase
Guy_Woodhouse ha scritto:un'urgenza - che oggi percepisco, e questa sì, estremamente attuale - di uscire da alcuni binari musicali tracciati nei pochi decenni "post-segoviani" passati.
g.
se, ovviamente, ti interessa approfondirne i contenuti
Stefano

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Magic Guitar
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Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Magic Guitar » sab 08 mar 2014, 00:39

Mamma mia quanto sei bravo !!! Complimenti !!! Sono senza parole !!

:bye:
Ferdinando Bonapace

doge

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da doge » sab 15 mar 2014, 15:16

finalmente un concertista d'altri tempi ,molto interessante. complimenti un suono di una raffinatezza unica. Giacomo hai sempre suonato con questa postura ? sembra la postura da flamenco tradizionale vedi "Sabicas" . saluti doge

Guy_Woodhouse

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Guy_Woodhouse » dom 16 mar 2014, 02:16

Per prima cosa ancora grazie. Tento di seguito delle risposte.
ste333 ha scritto::bravo: complimenti per la tua maestria. Apprezzo, non da adesso, anche le tue riflessioni, ma ti sarei grato se tu potessi meglio circostanziare la frase
Guy_Woodhouse ha scritto:un'urgenza - che oggi percepisco, e questa sì, estremamente attuale - di uscire da alcuni binari musicali tracciati nei pochi decenni "post-segoviani" passati.
g.
se, ovviamente, ti interessa approfondirne i contenuti
Stefano
ovviamente mi interessa approfondire. A mio avviso, quelli da cui uscire, sono i binari di una certa standardizzazione, generata da un complesso stato di concause e di cui solo possiamo fare ipotesi: la necessità (sacrosanta) di un perfezionamento tecnico, la necessità di un volume maggiore, la necessità di essere fedeli alla pulizia di un disco, e molto altro. Ecco, a mio avviso, la ricerca è per definizione una questione estremamente personale, che si rispecchia anche all'evoluzione umana di chi la compie: umanamente nessun essere sano di mente pretenderebbe di essere "tutto" quello che si vorrebbe che fosse (o che vorrebbe la società, o il datore di lavoro, o la famiglia, o la moglie, o i genitori o i figli), così da un interprete mi pare insensato pretendere una serie di qualità, tutte contemporaneamente presenti, e che nella loro compresenza non potranno che generare una "correttezza" generale di un'esecuzione. Ecco, io penso che un concerto sia un momento molto più alto, e da cui sarebbe limitante pretendere semplicemente la "correttezza": forse sarò io che, ad ogni modo, non sarei in grado comunque di restituirla, non lo nego, quella peraltro affatto facile "correttezza"; ad ogni modo, penso che sia molto più interessante mostrare la propria personalità musicale, con tutti i pregi, e limitando al massimo i danni dei propri difetti: ma nel farlo cercare di assicurarsi di non appiattire le proprie qualità, o le proprie unicità.
doge ha scritto:finalmente un concertista d'altri tempi ,molto interessante. complimenti un suono di una raffinatezza unica. Giacomo hai sempre suonato con questa postura ? sembra la postura da flamenco tradizionale vedi "Sabicas" . saluti doge
No, non ho suonato sempre con questa postura, all'inizio ero molto dritto con la schiena e la mia postura era molto convenzionale. Mi sono accorto col tempo, e paradossalmente cercando una postura il più naturale (ci sarebbe da aprire una grande parentesi su ciò che si intende con questa definizione) possibile, che quella che adotto ora, è molto meno stressante per il mio corpo sia durante l'esecuzione, che non, e che soprattutto è il modo in cui riesco, meglio che in altre posizioni, a conciliare il gesto con l'idea: senza creare schizofreniche contrapposizioni tra tensioni (o non tensioni) musicali, e corporee.

Spero di essermi un po' spiegato, è veramente difficile parlare di queste cose che sono frutto di conclusioni che hanno più a che vedere con l'intuito (o con una consapevolezza che è il frutto di molti fattori, non tutti perfettamente coscienti) che l'analisi, e che quindi diventa poi difficili razionalizzare per scriverle.

Buona notte.

Mimmo Scaminante

Re: Sintesi del concerto di G. Palazzesi a Roma

Messaggio da Mimmo Scaminante » dom 16 mar 2014, 08:39

Guy_Woodhouse ha scritto:Grazie a tutti per i complimenti. Porto a casa anche gli auguri per l'attività futura: ci vogliono tutti.
Mi onora il commento di mito3D, non solo perché lusinghiero, ma perché individua le ragioni che muovono la mia attività. Ho anche scoperto che il mio mondo estetico e morale è legato ad un tempo che probabilmente non esiste più, che è quello dei primi decenni del '900. Ne ho preso atto, nell'impossibilità di non poter essere altro, senza troppi patemi: scegliendo anche un repertorio nel quale muovermi con onestà intellettuale: suono come sono, e probabilmente suono quello che sono (prendo anche atto di tutte le responsabilità che ne conseguono, e i rischi del mostrarsi pienamente a nudo - e quindi inermi).
Ho avuto - per non pochi mesi - il dubbio grande sul fatto che potesse essere eticamente ingiusto svincolarsi in maniera così evidente dalla contemporaneità (e non è detto - comunque - che una visione estetica come quella che permea il mio modo di intere la musica non possa affrontare, in un modo che ancora devo capire, la contemporaneità). «Cette musique n'est pas ancienne, puisque moi, je la joue», diceva serenamente Scott Ross, parlando di un repertorio ben più antico: sono d'accordo con lui: non si può - al di là di quello che si suona, e da come lo si suona - essere fuori dal proprio tempo: in questo spero di rappresentare un'urgenza - che oggi percepisco, e questa sì, estremamente attuale - di uscire da alcuni binari musicali tracciati nei pochi decenni "post-segoviani" passati.
Grazie ancora,
g.
Condivido quanto da te scritto. Complimenti per le tue splendide esecuzioni.

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