Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

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Felix
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Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

Messaggio da Felix » lun 07 apr 2014, 15:31

Quando, un po’ di tempo fa, lessi sui giornali (ma anche in un post di Alma Steiner nella apposita sezione di questo forum) che Leo Brouwer sarebbe venuto a Latina, in fondo una città di secondaria importanza, per una conferenza e una ‘master class’ di chitarra, pensai che si trattasse di uno scherzo.

Verso la fine degli anni ’70 cominciavo a studiare chitarra presso il Centro Romano di Notaro, e fra i soliti semplici brani didattici di Giuliani, Carcassi e Carulli, ogni tanto capitava qualcuno degli Estudios Sencillos che apportava una ventata di modernità al repertorio ottocentesco un po’ stantio adatto a noi principianti.
Nelle sale da concerto già si poteva ascoltare la Espiral Eterna, ipnotica e inquietante, e altri brani di Brouwer, brani che all’inizio ci lasciavano un po’ perplessi per le loro dissonanze, per certe sollecitazioni a strappo quasi violente delle corde ma che, ad un ascolto attento, rivelavano sonorità e armonie nascoste che affascinavano in modo istintivo, magari anche non capendone bene il senso; non per niente questi pezzi venivano eseguiti in tutto il mondo dai più importanti chitarristi.
Poi si scopriva che Leo Brouwer era un giovanotto cubano, almeno giovanotto sembrava, dagli strani lineamenti spigolosi, magro, occhialuto e zazzeruto che, oltre a comporre ed eseguire musica per chitarra, sapeva suonare tanti altri strumenti, era in grado di spaziare con disinvoltura da Bach alla musica del folclore cubano. Era stato chiamato a dirigere orchestre di rilevanza internazionale, gli venivano commissionate colonne sonore per film importanti, componeva per chitarra sola, per chitarra e orchestra, trascriveva le opere dei musicisti classici. Insomma, anche in quegli anni lontani, non gli mancava niente musicalmente parlando.

Ne è passato di tempo e Brouwer, pur avendo interrotto da anni la sua carriera concertistica come chitarrista a causa di un incidente che gli ha lesionato un tendine della mano, ha continuato a dirigere e a comporre ed è entrato a universale riconoscimento nella storia della Musica con la M maiuscola. E’ membro onorario dell’UNESCO e ricopre molti incarichi importanti in tante nazioni. Nei negozi specializzati ci sono intere sezioni dedicate alle sue partiture e i mostri sacri della chitarra, Williams, Bream, Grondona, ecc. continuano a includere nel loro repertorio migliore la musica di Brouwer.

Con tali premesse, quando ho realizzato che questo mito vivente sarebbe venuto davvero in carne ed ossa presso il conservatorio di Latina, a pochi chilometri da casa mia, non ho davvero voluto lasciarmi sfuggire l’occasione. Avrei pagato anche una cifra elevata, invece l’ingresso era gratuito.
Mi sono recato presso l’auditorium con una certa apprensione e già mi aspettavo la calca davanti all’ingresso, sedie tutte occupate, nel migliore dei casi solo qualche posto nelle ultime file, magari solo posti in piedi; invece la sala era semivuota e così è rimasta.
Sulle sedie della prima fila figurava il cartello ‘Riservato’; forse si aspettavano autorità della politica e della cultura cittadina (e l’evento secondo me ne avrebbe ben giustificata la presenza), ma i cartelli sono rimasti al loro posto e le sedie vuote.
Credevo che almeno tutti i ragazzi e i docenti del conservatorio, non solo i chitarristi, potessero (anzi dovessero) essere interessati alla conferenza, dato che il Personaggio ha un rilievo talmente generale nella cultura musicale contemporanea da trascendere il particolare strumento.

Dalle foto antiche e recenti di Brouwer, in cui appare sempre assorto e accigliato, mi ero fatto l’idea di un tipo introverso, schivo, serioso, una specie di mistico, magari con un certo sussiego derivato dal successo raggiunto. Invece, a noi che abbiamo avuto la fortuna di vederlo e ascoltarlo, è apparsa una persona estremamente affabile, con molto senso dello humor, pronta alla battuta e alla autoironia, un carattere propenso a ridere fragorosamente assieme ai sui uditori. Questo nonostante i 75 anni suonati e i postumi di una brutta influenza che si manifestavano con frequenti e violenti attacchi di tosse.

La proiezione di due documentari d’epoca ha illustrato la carriera di Brouwer, poi Brouwer in persona ha preso la parola. Nel suo strano, ma simpaticissimo linguaggio, mezzo italiano e mezzo ispano-cubano inframmezzato da citazioni in chissà quali altre lingue, ha raccontato come é nata e come si è evoluta la sua sensibilità nel mondo della musica e, in un certo senso, ha esposto la sua filosofia di vita artistica e umana. Concetti profondi, non soltanto dal punto di vista musicale. Ha parlato di numeri di Fibonacci, di sezione aurea, per affermare come certi criteri matematici, trasposti in musica, diventino anche criteri estetici.

Successivamente Brouwer si è reso disponibile per rispondere alle domande dei presenti. Le domande sono state poche in verità e io stesso, che avrei avuto vagoni di curiosità da soddisfare, mi sono limitato a chiedere solo un paio di cose e poi ho desistito per non apparire accentratore.
A completamento della serata alcuni studenti del conservatorio hanno eseguito i brani più noti di Brouwer alla presenza dell’Autore. Penso sia stato un onore che non capita a molti. Devo dire che i ragazzi sono stati tutti molto bravi e maturi con queste opere non certo banali.

Nelle due giornate successive ho partecipato alla master class in qualità di uditore. Anche in questa occasione gli allievi, provenienti da diverse parti d’Italia, sono stati tutti di livello eccellente. Brower non si è risparmiato con nessuno; ogni allievo è stato ascoltato con attenzione, lodato per gli aspetti positivi, incoraggiato e indirizzato con garbo per gli aspetti da migliorare.
In tutte e due le giornate del master i tempi previsti sono stati abbondantemente superati dall’entusiasmo prorompente di Brouwer, nonostante fosse evidente che subiva ancora pesantemente le sofferenze post-influenzali. Chiunque altro non avrebbe visto l’ora per concludere al più presto e ritirarsi a letto dopo aver preso l’aspirina.
Sono convinto che per ciascuno di questi ragazzi, qualsiasi possa essere la loro carriera futura, l’esperienza della master class con Leo Brouwer resterà impressa per sempre nei ricordi.

Io personalmente mi limito a credere che le persone che, pur avendone avuta la possibilità, si sono lasciate sfuggire questa occasione culturale forse irripetibile, hanno perso molto.

Uhhh quanto ho scritto! Chiedo scusa a chi è riuscito a leggermi fino in fondo

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Rolando
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Re: Leo Brouwer

Messaggio da Rolando » lun 07 apr 2014, 16:07

Felix non c'è assolutamente niente di cui scusarsi, a mio avviso quello che dici è corretto, potendo avrei partecipato anche io (solo come spettatore ed amatore della chitarra). Ci sono dei momenti ed occasioni che possono condizionare un'intera esistenza sia musicale e non solo, fare incontri giusti nei momenti chiave della vita sono colpi di fortuna che capitano poche volte "Carpe Diem"

ciao :bye:

andreasordano

Re: Leo Brouwer

Messaggio da andreasordano » lun 07 apr 2014, 19:00

Innanzitutto ti ringrazio (penso a nome di tutti i miei compagni che hanno suonato venerdì sera, me compreso) per i complimenti. :merci:

Avere Brouwer a Latina, nel nostro conservatorio penso sia stato un evento memorabile. Tuttavia non potrei definirlo unico, in quanto è già la terza volta che viene a Latina. Mi dispiace tu non l'abbia mai saputo :D

Purtroppo mi sento di dover dire che tutto ciò che hai detto è la pura verità. L'evento è stato, ahinoi, quasi ignorato o addirittura denigrato. Mi è toccato discutare con "saccenti" esperti di musica, sia compositori che strumentisti, che hanno sottovalutato e non considerato un evento simile o che addirittura nemmeno conoscevano Leo Brouwer.

Personalmente è la seconda volta che incontro il M° Brouwer e devo dire che rispetto al 2009 l'ho trovato consumato, stanco, spento... Penso sia proprio l'ultima volta che ritorni in terra italica. Inutile dire che questa esperienza me la porterò nel cuore finchè campo: la racconterò ai miei figli, ai miei futuri colleghi, a tutte le persone che incontrerò. Il M°Brouwer ogni volta che appare in pubblico è in grado di dare non solo lezioni di musica, ma anche lezioni di vita, di umiltà. E' una grandissima persona, veramente, e mi dispiace molto per chi non ha potuto o voluto partecipare. :chaud:

doge

Re: Leo Brouwer

Messaggio da doge » lun 07 apr 2014, 20:12

Peccato .... un grandissimo musicista ignorato ,è una cosa imperdonabile. doge

hoplart

Re: Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

Messaggio da hoplart » mar 08 apr 2014, 12:11

Buongiorno a tutti.

Mi spiace constatare che nel post di Felix siano state omesse informazioni importanti e pertanto, per rispetto dell'enorme e coraggioso lavoro dell'Associazione HoplArt, mi sembra doverosa qualche integrazione/precisazione.

1 - Leo Brouwer è tornato a Latina per la quarta volta (2008, 2010, 2012 e 2014), sempre (anche quest'anno), su invito di Adriana Tessier (direttore artistico prima dell'Associazione Suoni Nuovi e poi, dal 2013, dell'Associazione HoplArt di Latina) e sempre nel disinteresse delle istituzioni locali. Quest'anno il Conservatorio di Latina ha potuto usufruire di una "collaborazione" con Leo Brouwer iniziata da Adriana Tessier già nel 2005 con la pubblicazione della traduzione italiana del volume Gajes del Oficio e poi proseguita nel tempo.

2 - La presenza di Leo Brouwer nel Conservatorio di Latina, quest'anno, ha assunto un significato storico perché simboleggia un'apertura all'esterno da parte di un'istituzione che prima non aveva reagito a tali sollecitazioni. L'evento del 4 aprile è stato organizzato dal Conservatorio in modo maldestro, è vero ed è tristissimo, ma è anche il simbolo di un importante passo in avanti verso il tanto auspicato miglioramento.

3 - Senza le risorse (umane ed economiche) di HoplArt, la tolleranza e la pazienza INFINITE di Adriana Tessier (che ha curato preliminarmente il raccordo tra il Conservatorio e il M° Brouwer) e, soprattutto, senza lo spessore artistico e umano di Leo Brouwer, la città e gli studenti non avrebbero avuto l'opportunità di entrare in relazione con una realtà di così grande significato artistico.
Che poi questa opportunità non sia stata colta (gli studenti del Conservatorio potevano accedere a spese di HoplArt alle master class del 5 e 6 aprile, ma, tranne uno, sono stati i grandi assenti delle due giornate) è un vero peccato in quanto sintomo di altre problematiche, gravi, che vanno ben oltre la musica.

Vorrei spiegare che quando si organizzano eventi si mettono in moto energie di ogni tipo ed è facile cedere al disfattismo, è facilissimo restare delusi ed è inevitabile arrabbiarsi molto. Ma sono cose che non è possibile permettersi. Per fronteggiare la stupidità, gli approfittatori di turno, le chiusure di chi rema contro, oltre a tutte le problematiche organizzative ed economiche, bisogna essere molto motivati. La motivazione viene sostenuta dal "semplice" grazie dei partecipanti, dal riconoscimento e dal rispetto del lavoro che si svolge. Viene uccisa da chi si appropria dell'impegno altrui e lo utilizza per la propria gloria.

In molti ci hanno ringraziato, senza sfarzo o fuochi d'artificio. Abbiamo fatto il pieno di cose belle, di semplicità e sincerità. Abbiamo fatto il pieno di arte e di contenuti preziosi. E' importante per continuare. Sul sito di Hoplart pubblicheremo presto un articolo sui due giorni di Master Class. Non ci interessa esibirci e non troverete le foto del cibo condiviso con Brouwer o quelle di noi organizzatori abbracciati a lui come vecchi amici ma piuttosto la testimonianza di quanto il Maestro ha ancora una volta donato all'arte e alla nostra città.

Infine: il Maestro Brouwer ha energia da vendere. Era molto provato da una tosse che però è già molto migliorata. Sarà presto in piena forma e tornerà di certo a Latina. Impegniamoci tutti e impariamo dal suo esempio, come uomo, artista e professionista.

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Felix
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Re: Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

Messaggio da Felix » mer 09 apr 2014, 18:49

Ho scritto il mio intervento d’impulso, anche dilungandomi, solo per esprimere le emozioni derivate dall’esperienza che ho potuto fare.
Avrei dovuto citare espressamente l’Associazione HoplArt di Adriana Tessier che ha promosso questo evento eccezionale. Non l’ho fatto e me ne scuso. Ma non intendevo certo sminuire il lavoro, sicuramente enorme, che c’è stato a monte.
Forse è subentrata una sorta di pudore che mi avrebbe fatto sentire di parte, dato che seguo con entusiasmo e coinvolgimento l’attività della l’Associazione HoplArt nella città di Latina.
Pensavo comunque che, dal mio apprezzamento per quello che è stato realizzato nei tre giorni di presenza del M° Brouwer a Latina, risultasse implicito il riconoscimento e il ringraziamento per chi ha consentito che questo si realizzasse, anche senza fare nomi.
Il rammarico per una affluenza di pubblico inadeguata, proprio in un contesto che avrebbe dovuto recepire al meglio questa straordinaria opportunità, mi sembra condiviso. Ma questo non dipende sicuramente da chi ha organizzato l’evento.
Mi fa piacere che Leo Brouwer sia ritornato in forma. Vengo a sapere che il Maestro è stato altre volte a Latina; questo mi fa sperare che possa ritornare presto ancora fra di noi.
A parte queste considerazioni, come minimo il presente thread è stato un’occasione per l’Associazione HoplArt di affacciarsi su questo blog, presentarsi a una platea vasta di chitarristi, ed esprimere il proprio punto di vista.

hoplart

Re: Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

Messaggio da hoplart » mer 09 apr 2014, 21:29

Ciao Felix,

il punto non è certo quello che ciascuno pensa e inoltre il tuo mi è sembrato un intervento oggettivo.
Sono certissima che non lo hai fatto di proposito :D ma, citando solo il Conservatorio, chi legge arriva facilmente a determinate conclusioni.
Sai bene, proprio perché ci conosci, che non cerchiamo la visibilità; ma al tempo stesso non possiamo permettere che il nostro lavoro (lungo e difficile) venga attribuito ad altri. Sarebbe come arare un terreno, scegliere dei semi, piantarli e curarli con amore e pazienza e poi veder arrivare qualcuno che si prende il frutto. Succede spesso, purtroppo, e questo è il motivo per cui è necessario chiarire: HoplArt ha invitato il M° Brouwer per tenere due giorni di master class il 5 e 6 aprile e grazie a questo il Conservatorio ha potuto organizzare la giornata del 4. Semplice e chiaro.

Alla prossima occasione ;)

dacryon
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Re: Leo Brouwer al Conservatorio di Latina

Messaggio da dacryon » gio 17 apr 2014, 17:18

Grazie Felix per la bella testimonianza, ti ho letto con piacere ed interesse


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