Segovia e le trascrizioni

Luogo pubblico dei chitarristi classici.
FilippoG

Segovia e le trascrizioni

Messaggio da FilippoG » gio 07 lug 2005, 11:53

Stavo leggendo alcune cose su di un saggio musicale, dove ritrovo le solite negative considerazioni sul modo di suonare di Segovia e soprattutto sulle sue trascrizioni; considerate "antifilologiche", "snaturanti" etc etc. quando tre pagine prima parlava meravigliosamente del Bach-Busoni.
Quindi mi è venuto l'impulso di scrivere, a torto o a ragione, una mia considerazione sulle trascrizioni di Segovia, spezzandone una lancia a favore.

Un paragone che mi fa esprimere più chiaramente quello che penso è fra il trascrittore di musica e il traduttore di poesie.
Lo amo pensare così.
Tradurre una poesia da una lingua ad un'altra (mettiamo dall'inglese all'italiano), lo si può fare in due modi.
Traducendo il significato letterale, così siamo sicuri di leggere le parole originali usate dal poeta oppure, modificandone il testo (ma non il senso, attenzione) e dargli la musicalità della poesia originale; traducendo così l'idea.

Prendo ad esempio l'ormai esasperante caso della Ciaccona di Bach.
Le trascrizioni di oggi, si possono collocare nel primo modo di tradurre un teso, ovvero viene presa la partitura per violino e riarrangiata sulla chitarra, "...quanto più possibile in prima posizione dato che questo tipo di repertorio deve essere fatto di suoni asciutti e risonanze..." ( :? riporto una frase di una prefazione letta ieri); così da suonare un brano per violino, sulla chitarra.
Prendiamo quella di Segovia, dove rinforza delle note, aggiunge interi accordi o i fantomatici bassi di RE; si tratta sempre di un brano per violino oppure così è diventato un vero e proprio brano per chitarra? (che tra l'altro non è ciò che Bach faceva?). Non so se l'avete mai vista suonare al violino; quando la studiavo ho chiesto ad un mio amici violinista di suonarmela 2 o 3 volte in modo da poter carpire qualcosa dalle movenze imposte da Bach e pensare che la trascrizione Segovia le riproduce quasi tutte.

Un caso dello stesso Bach, sulle trascrizioni, è quello della Suite B.W.V.995 per liuto e quella della B.W.V.1011 per violoncello, non si sa quale sia stata scritta per prima e quale la trascrizione, ma di entrambe esiste il manoscritto autografo.
Eppure nessuna delle due è uguale all'altra, ma entrambe sembrano state scritte per lo strumento destinato; ciò fa capire che quando Bach "si trascriveva" non lo faceva per suonare un brano per uno strumento su di un'altro, ma lo faceva diventare per lo strumento.


Forse non ho detto nulla di nuovo, ma almeno ho espresso il mio pensiero sulla questione :o

Unole

Messaggio da Unole » ven 08 lug 2005, 13:22

Dipende da compositore a compositore... Io trovo imbarazzante suonare sulla chitarra i pezzi di Cesar Frank, organista... Ve lo vedete Elmuth Walka che suona Adelita o la Alborada di Tarrega? Bach va bene nelle composizioni violinistiche, violoncellistiche o liutistiche sulla chitarra, ma non suonate da Segovia. Egli rende le composizioni bachiane pezzi romantici, rendendo una Giga (guardate anche Froberger), per esempio, un pezzo di Torroba, Crespo o Ponce. Ottime le trascrizioni di Albeniz e Granados, Malats e altri, ma per esempio Chopin é insuonabile e non rende come sul pianoforte... Sicuramente le trascrizioni sul pianoforte, come quelle di Listz e Busoni, sono più efficaci e rendono maggiormente, su uno strumento che con Rachmaninoff (Cadenza del I movimento del III concerto in Re minore op.30 suonato da Ashkenazy) riesce a suonare 8, 9, 10 note per accordo insieme... sulla chitarra no. Ma possediamo una cantabilità maggiore, un tocco più personale e una qualità e varietà timbrica alquanto elevata.

Magic Guitar

Re: Segovia e le trascrizioni

Messaggio da Magic Guitar » lun 05 set 2005, 13:51

Celibidache ha scritto: Prendo ad esempio l'ormai esasperante caso della Ciaccona di Bach.
Le trascrizioni di oggi, si possono collocare nel primo modo di tradurre un teso, ovvero viene presa la partitura per violino e riarrangiata sulla chitarra, "...quanto più possibile in prima posizione dato che questo tipo di repertorio deve essere fatto di suoni asciutti e risonanze..." ( :? riporto una frase di una prefazione letta ieri); così da suonare un brano per violino, sulla chitarra.
Prendiamo quella di Segovia, dove rinforza delle note, aggiunge interi accordi o i fantomatici bassi di RE; si tratta sempre di un brano per violino oppure così è diventato un vero e proprio brano per chitarra? (che tra l'altro non è ciò che Bach faceva?). Non so se l'avete mai vista suonare al violino; quando la studiavo ho chiesto ad un mio amici violinista di suonarmela 2 o 3 volte in modo da poter carpire qualcosa dalle movenze imposte da Bach e pensare che la trascrizione Segovia le riproduce quasi tutte.
:o
Caro Celibidache

non ho capito bene se apprezzi la trascrizione di Segovia della Ciaccona oppure no.

Per quanto mi riguarda, dopo aver sentito anch'io diverse interpretazioni di violinisti (Uto Ughi dal vivo in primis), sono arrivato alla conclusione che la versione per chitarra (trascritta da Segovia - non ne conosco altre) è quella che mi piace di più. Non sto a fare considerazioni su teorie, Bach che cosa avrebbe fatto, è opportuno trascrivere per chitarra composizioni scritte per altri strumenti ecc. ecc. "A pelle", quello che mi sono sentito dentro nell'ascoltare i violinisti, e l'interpretazione di Segovia, (lascio stare la mia perchè non regge al confronto), va sicuramente alla versione chitarristica. Mi dà un'idea di pienezza, di completezza, di corposità che non c'è nella versione per violino o violoncello.

Non so cosa ne pensi. Mi piacerebbe avere un tuo parere

Ciao

Magic Guitar

Magic Guitar

Re: Segovia e le trascrizioni

Messaggio da Magic Guitar » lun 05 set 2005, 13:55

Celibidache ha scritto:Un paragone che mi fa esprimere più chiaramente quello che penso è fra il trascrittore di musica e il traduttore di poesie.
Lo amo pensare così.
Tradurre una poesia da una lingua ad un'altra (mettiamo dall'inglese all'italiano), lo si può fare in due modi.
Traducendo il significato letterale, così siamo sicuri di leggere le parole originali usate dal poeta oppure, modificandone il testo (ma non il senso, attenzione) e dargli la musicalità della poesia originale; traducendo così l'idea.
:o
In effetti è come tradurre, come dici letteralmente ogni parola o tradurla in in italiano in versi senza ovviamente alterarne il senso ed il contenuto, in sostanza l'anima

FilippoG

Messaggio da FilippoG » lun 05 set 2005, 14:11

Mi piace, per Segovia.
Tutti i chitarristi se la prendono con Segovia per il suo stile tardo-romantico, non considerando che all'epoca tutti suonavano così (Zecchi, Furtwangler, Richter, Busoni... solo per fare nomi di poco conto :) ).
Inoltre considero la trascrizione Segovia della Ciaccona, molto più fedele al pensiero di Bach, che quelle che oggi consideriamo filologiche; in quanto nel primo caso si tratta di suonare una MUSICA con tecniche specifiche che la adattano alla chitarra, nel secondo caso molto spesso si tratta di suonare un brano per violino sulla chitarra.
Comunque sia, quando deciderò di suonare questo brano, farò una mia ricerca su come e se come posso suonarlo sulla chitarra :)

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » lun 05 set 2005, 15:29

Celibidache ha scritto:Mi piace, per Segovia.
Tutti i chitarristi se la prendono con Segovia per il suo stile tardo-romantico, non considerando che all'epoca tutti suonavano così (Zecchi, Furtwangler, Richter, Busoni... solo per fare nomi di poco conto :) ).
Inoltre considero la trascrizione Segovia della Ciaccona, molto più fedele al pensiero di Bach, che quelle che oggi consideriamo filologiche; in quanto nel primo caso si tratta di suonare una MUSICA con tecniche specifiche che la adattano alla chitarra, nel secondo caso molto spesso si tratta di suonare un brano per violino sulla chitarra.
Comunque sia, quando deciderò di suonare questo brano, farò una mia ricerca su come e se come posso suonarlo sulla chitarra :)
Bene siamo perfettamente d'accordo. Anch'io leggo qua e là critiche su Segovia quando per me è un mito.

Ritengo, anche a costo di sembrare superficiale, che non serva tanta prosopopea a suonare: tizio va bene caio no perchè bla bla bla....

Se un pezzo ti piace perchè ti tocca certe corde, perchè lo senti nell'anima, ebbene suonalo interpretandolo come ti dettano le tue emozioni. Penso che tutta la teoria e considerazioni come debba essere trascritto un pezzo, come debba essere interpretato ecc... serva a ben poco. Vale quel che senti.

Mi sono sorpreso proprio ieri, al termine del concerto n° 3 di Giuliani per chitarra e orchestra (con la base orchestrale registrata), dopo gli accordi finali, di avere le lacrime agli occhi e di essere terribilmente emozionato. Forse qualche sofista avrebbe stroto il naso a sentire la mia interpretazione ma per me era quasi al top (Il quasi è sempre d'obbligo). Avevo il sangue che mi bolliva nelle vene. Credimi è impagabile.

Ciao

Domenico
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Re: Segovia e le trascrizioni

Messaggio da Domenico » ven 29 set 2017, 23:34

Io amo l'esecuzione di Segovia del Preludio in C Minor BWV 999, quando l'ho ascoltato la prima volta mi ha catturato e non sono riuscito a sentire una interpretazione più intensa da nessun altro. Cmq in generalw mi piace Segovia che suona Bach. Saluti.

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