corde sulla Mozzani

Manutenzione e corde della chitarra.
Luränz

corde sulla Mozzani

Messaggio da Luränz » mer 23 nov 2005, 11:03

Ciao a tutti! Ho da poco fatto restaurare una mezza-lyra di Mozzani che mio nonno comprò usata nel 1935 (probabilmente la chitarra è del 1914).

La chitarra, da che io ricordo, aveva sempre montato corde di nylon ma il liutaio restauratore ci ha montato quelle di metallo perché la chitarra, avendo le fasce strette, in questo modo guadagnerebbe in volume.

La cosa secondo me è problematica per due motivi:

1. benché la tecnica costruttiva di Mozzani blocchi il manico anche all'altezza del capotasto ho timore che il manico (tutto in ebano) si storga o si deteriori più in fretta.

2. poiché gli extra-bassi sono di seta si avverte un notevole cambio di timbri dal mi basso al re extra-basso.

Infine immagino che la chitarra sia nata con corde di budello. Che tiraggio hanno in kg? più simile al nylon o al metallo?

Mi farebbe piacere avere pareri e consigli dagli esperti.

Molte grazie sin da ora. L.

Giomaselli

Messaggio da Giomaselli » mer 23 nov 2005, 18:46

ciao , io non ne capisco molto di corde per chit.antiche e cisono sicuramente persone nel forum più esperte comunque, prova a dare un'occhiata alle corde Aquila , che sono molto simili a quelle in budello e da quel che so , le montano quelli che usano certe chitarre.
Ciao
Gio

Luränz

Messaggio da Luränz » gio 24 nov 2005, 10:29

Caro Giomaselli,

intanto grazie! sono andato sul sito della Aquila e ho trovato delle info interessanti. Direi che qualche prodotto potrebbe fare al caso mio...

Spero però che qualcuno degli esperti mi possa dare qualche informazione teorica in più...

A presto, L.

Angelo Gilardino

Re: corde sulla Mozzani

Messaggio da Angelo Gilardino » gio 24 nov 2005, 22:04

Luränz ha scritto:Ciao a tutti! Ho da poco fatto restaurare una mezza-lyra di Mozzani che mio nonno comprò usata nel 1935 (probabilmente la chitarra è del 1914).

La chitarra, da che io ricordo, aveva sempre montato corde di nylon ma il liutaio restauratore ci ha montato quelle di metallo perché la chitarra, avendo le fasce strette, in questo modo guadagnerebbe in volume.

La cosa secondo me è problematica per due motivi:

1. benché la tecnica costruttiva di Mozzani blocchi il manico anche all'altezza del capotasto ho timore che il manico (tutto in ebano) si storga o si deteriori più in fretta.

2. poiché gli extra-bassi sono di seta si avverte un notevole cambio di timbri dal mi basso al re extra-basso.

Infine immagino che la chitarra sia nata con corde di budello. Che tiraggio hanno in kg? più simile al nylon o al metallo?

Mi farebbe piacere avere pareri e consigli dagli esperti.

Molte grazie sin da ora. L.
Se le mie domande non sono indiscrete, potrebbe dirmi in quali interventi sullo strumento è consistito il restauro? Potrebbe inoltre leggere l'etichetta, verificare il luogo di costruzione (Cento) e la data?

Inutile a dirsi, smonti immediatamente le corde di metallo. E' proprio il fatto che siano state montate, che mi induce a rivolgerLe la prima domanda.

Cordialità.

AG

Luränz

Messaggio da Luränz » ven 25 nov 2005, 09:37

Gentile Maestro,

la ringrazio molto della risposta.

Si tratta del secondo restauro subito dalla chitarra. Il primo era stato fatto da Sergio Piretti più di 20 anni fa e almeno allora (se non prima) fu persa l'etichetta. Ricordo con esattezza che allora furono sostituiti 6 dei 9 piroli originali in avorio. Il restauro di allora consisté soprattutto nel chiudere i numerosi tarli nel fondo di palissandro.

Il restauro attuale è consistito soprattutto nell'inserimento di due fascette longitudinali di abete (larghe ciascuna circa una venatura) nella tavola fessurata in due punti e nella sostituzione di una piccola porzione del fondo (8 cmq circa) fessuratosi nel punto che aveva subito il maggior danno dai tarli.

Direi che per il resto l'intervento è stato di pulizia.

Tornando all'etichetta posso dirle solo che ad oggi si legge la firma a fuoco di Mozzani (un po' sbiadita a dire il vero) sul fondo poco sotto la buca centrale.

Il nonno pagò la chitarra 500£ del 1935 (lo stipendio da impiegato di banca). Diceva che si chiamava Garofalo e che era della misura per signorina. Effettivamente ha il diapason un po' piu corto (circa 600mm) delle chitarre descritte da G. Intelisano nella sua monografia. Sa ha il libro può vederne un'immagine a pag. 57 (?) nella foto in cui Mozzani è ritratto nel giardino di Cento cogli amici tedeschi venuti a visitarlo. Si tratta della chitarra sulla destra tenuta in verticale.

Non mi pare di sapere altro di utile. Mi faccia sapere senz'altro le sue osservazioni. Ancora grazie, L.

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » ven 25 nov 2005, 11:08

Luränz ha scritto:Gentile Maestro,

la ringrazio molto della risposta.

Si tratta del secondo restauro subito dalla chitarra. Il primo era stato fatto da Sergio Piretti più di 20 anni fa e almeno allora (se non prima) fu persa l'etichetta. Ricordo con esattezza che allora furono sostituiti 6 dei 9 piroli originali in avorio. Il restauro di allora consisté soprattutto nel chiudere i numerosi tarli nel fondo di palissandro.
Fin qui tutto bene. Mi sembra molto improbabile che l'etichetta sia stata persa dal restauratore.
Il restauro attuale è consistito soprattutto nell'inserimento di due fascette longitudinali di abete (larghe ciascuna circa una venatura) nella tavola fessurata in due punti


La mia colonna vertebrale è percorsa da un brivido.


e nella sostituzione di una piccola porzione del fondo (8 cmq circa) fessuratosi nel punto che aveva subito il maggior danno dai tarli.
Questo è meno inquietante.

Il nonno pagò la chitarra 500£ del 1935 (lo stipendio da impiegato di banca). Diceva che si chiamava Garofalo e che era della misura per signorina. Effettivamente ha il diapason un po' piu corto (circa 600mm) delle chitarre descritte da G. Intelisano nella sua monografia. Sa ha il libro può vederne un'immagine a pag. 57 (?) nella foto in cui Mozzani è ritratto nel giardino di Cento cogli amici tedeschi venuti a visitarlo. Si tratta della chitarra sulla destra tenuta in verticale.
Alla sinistra di Mozzani (destra dell'immagine) ci sono due mezze lire e una chitarra normale. Tutte e tre sono tenute in posizione obliqua, non verticale, ma la prima alla sinistra del maestro è appoggiata su un supporto a terra. Dietro la chitarra, seduto, c'è un bavarese che non sta suonando, ma che è intento a osservare Mozzani. E' quella la chitarra?
Ossia, Lei possiede precisamente quello strumento?

AG

Luränz

Messaggio da Luränz » ven 25 nov 2005, 15:39

Gentile Maestro,

non avevo il libro con me... la chitarra è proprio quella individuata da lei.

È in tutto identica a quella in nostro possesso: la forma, in particolare quella specie di zoccolo alla base che sembra unico nella produzione di Mozzani, il disegno delle quattro buche, il numero e la posizione dei tondi in madreperla sulla tastiera, quei due tasti in più per i cantini e i tre forellini per parte alle estremità del ponte.

L'unica differenza è il supporto con cui è appoggiata a terra che deve essere stato levato perché la nostra al suo posto ho un foro. Inoltre come, le avevo già detto, si notano i piroli d'avorio che oggi la chitarra non ha più ma che ricordo di aver visto prima del primo restauro. La chitarra oggi sembra un pochino più vecchia che nella foto...

Al mio stato di conoscenza però non posso concludere se si tratti della stessa chitarra o dello stesso modello... Lei che ne dice?

Mi può dire anche che tipo di danno può causare l'inserzione delle fascette nella tavola. È irreversibile?

Con gratitudine, L.

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » ven 25 nov 2005, 15:54

Luränz ha scritto:Gentile Maestro,
non avevo il libro con me... la chitarra è proprio quella individuata da lei.

È in tutto identica a quella in nostro possesso: la forma, in particolare quella specie di zoccolo alla base che sembra unico nella produzione di Mozzani, il disegno delle quattro buche, il numero e la posizione dei tondi in madreperla sulla tastiera, quei due tasti in più per i cantini e i tre forellini per parte alle estremità del ponte.

L'unica differenza è il supporto con cui è appoggiata a terra che deve essere stato levato perché la nostra al suo posto ho un foro.


Il supporto era un pezzo separato. E' un peccato che sia andato perso (ne è certo? che non sia da qualche parte in soffitta o in cantina?), ma si può sempre rifare a imitazione di quello originale.

Inoltre come, le avevo già detto, si notano i piroli d'avorio che oggi la chitarra non ha più ma che ricordo di aver visto prima del primo restauro. La chitarra oggi sembra un pochino più vecchia che nella foto...
Ne ha ben donde, il tempo passa anche per gli strumenti. Stessa domanda - è sicuro che in qualche remoto angolo della Sua casa non ci siano i piroli originali?

Al mio stato di conoscenza però non posso concludere se si tratti della stessa chitarra o dello stesso modello... Lei che ne dice?
Dico che, trattando la fotografia riprodotta nel volume di Intelisano con un programma di grafica di alta qualità, dovrebbe essere possibile giungere, se non a un'identificazione certa, per lo meno a un asseveramento del fatto che la chitarra in Suo possesso fu costruita con lo stesso modello.

Mi può dire anche che tipo di danno può causare l'inserzione delle fascette nella tavola. È irreversibile?
Non Glielo so dire, bisognerebbe esaminare lo strumento. Di certo, io non avrei autorizzato un intervento del genere.

Cordialità.

AG

Luränz

Messaggio da Luränz » ven 25 nov 2005, 16:26

[quote="Angelo Gilardino"]
Il supporto era un pezzo separato. E' un peccato che sia andato perso (ne è certo? che non sia da qualche parte in soffitta o in cantina?), ma si può sempre rifare a imitazione di quello originale.

Chiederò a mio padre, ma temo che anche lui non l'abbia mai visto.


Stessa domanda - è sicuro che in qualche remoto angolo della Sua casa non ci siano i piroli originali?

In questo caso credo proprio di no. Però, poiché tre originali si sono salvati, forse anche per quelli si può pensare a rifarli su imitazione dell'originale. Conosce liutai (o artigiani) che facciano di queste cose?


Dico che, trattando la fotografia riprodotta nel volume di Intelisano con un programma di grafica di alta qualità, dovrebbe essere possibile giungere, se non a un'identificazione certa, per lo meno a un asseveramento del fatto che la chitarra in Suo possesso fu costruita con lo stesso modello.

Questo credo di poterlo fare. Tramite Simona Boni penso di poter anche contattare Intelisano stesso, caso mai avesse l'originale della foto. Appena posso, comunque, le allego una foto dello strumento così lei stesso può farsi un'idea.

Non Glielo so dire, bisognerebbe esaminare lo strumento. Di certo, io non avrei autorizzato un intervento del genere.
[/quote]

Il motivo per cui mi sono fidato del liutaio è che il primo restauro aveva tentato di risolvere il problema della fessurazione solo col riaccostamento dei legni della tavola e l'incollaggio ma era durato pochissimo tempo (meno di dieci anni).

La ringrazio nuovamente dei consigli e delle delucidazioni. A presto, L.

FilippoG

Messaggio da FilippoG » ven 25 nov 2005, 16:35

Ti posso consigliare Frignani come restauratore o comunque per fare una revisione... ha una piccola collezione di strumenti della scuola Mozzani e quindi li conosce decisamente bene.

Luränz

Messaggio da Luränz » ven 25 nov 2005, 16:56

Ti ringrazio molto del consiglio.

Ho visitato il sito di Frignani e mi sono reso conto della professionalità. Non sapevo poi che fosse collegato alla scuola di liuteria di Pieve di Cento di cui una ragazza che la frequenta mi ha parlato con entusiasmo.

Penso proprio che andrò a fargli una visita. Grazie, L.

Marco Pieri

Re: timbro a fuoco di Mozzani

Messaggio da Marco Pieri » ven 23 ott 2015, 21:17

Salve Luränz,

Sono capitato per caso su questo forum cercando informazioni su Mozzani, poiché sono da poco entrato in possesso di un violoncello sul cui fondo è presente una firma a fuoco riportante "Mozzani".

Sarei interessato ad avere una foto della firma sulla sua chitarra per trovare conferma dell'autenticità del timbro, e se le interessa mandarle una foto del timbro del violoncello.

Cordiali saluti
Marco

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