Quali sono le corde migliori o quali preferite

Manutenzione e corde della chitarra.
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Surciddu
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Surciddu » mer 10 ago 2016, 20:21

Ciao Simposio. Mi esprimo anch'io. Premetto che la mia esperienza è limitata perché un po' per impossibilità economiche e un po' per pigrizia non ho sperimentato tante qualità di corde. Ultimamente mi trovo bene con le D'Addario Pro Arté in nylon tensione forte (EJ46). In passato ho avuto delusioni con le La Bella 820 flamenco (ottimi i bassi, ma male il Si e malissimo il Sol). Mi sono trovato male anche con le Hannabach (sia classiche che flamenco). Quelle flamenche (15 euro), per carità!,,, mi sono durate 3 settimane: dopo 1 settimana è partito il Mi, alla seconda settimana il Si e alla terza il Sol...
Non molto tempo fa sono andato da Luigi Locatto (liutaio che vive a Pino Torinese) e ci siamo soffermati a parlare sulla corda di Sol. Già... perché secondo lui la Savarez è una delle poche case che produce corde di Sol decenti. In giro, invece, si trovano tanti Sol che sono "plasticaccia". Parole sue: "Ci sono delle corde di Sol che fanno più rumore che suono".
Infatti, le prossime corde che ho intenzione di montare sono le Savarez Blu (540J).
Parlare di singole corde è ormai all'ordine del giorno, visto che ho letto testimonianze di diversi utenti di questo stesso forum che, anziché adottare una stessa muta di corde, preferiscono differenziare i bassi dai cantini. Tra le combinazioni suggerite ci sono le seguenti.
Come bassi: Aquila, Augustine Blu e D’Addario Pro Arté J46.
Come cantini: Dogal Diamante, Savarez Cantiga (creation, new cristal) e Savarez Alliance.
Spero di aver dato il mio modesto contributo alla discussione. Ciao.

Tess Durbeyfield

Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Tess Durbeyfield » mer 10 ago 2016, 21:25

simposio ha scritto:
Granadacorde ha scritto:Beh, allora dato che si ritorna in tema, esprimo anche io la mia opinione. Per me la chitarra acquista suo vero significato artistico con le corde di budello e i bassi in seta.
Grande risposta. concisa e chiara. aggiungo: ogni gusto ha diritto di essere vero, ogni verità in arte è vera, purché onesta
Purché contenga anche la sua negazione: contradictio est regula veri, non-contradictio falsi.

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Gabriele Gobbo
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Gabriele Gobbo » mer 10 ago 2016, 21:35

in america vendono il parmesan in buste di plastica già grattugiato... ma non è parmigiano reggiano
Vorrei essere libero, libero come un uomo ... (G. Gaber)

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Gabriele Gobbo
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Gabriele Gobbo » mer 10 ago 2016, 21:47

@surciddu
scusa, ma sulle savarez sei in errore. La serie cantiga riguarda solo i bassi, che possono essere associati con cantini alliance oppure new cristall. Non esistono cantini cantiga. Senza polemica, ma solo per corretta informazione
Vorrei essere libero, libero come un uomo ... (G. Gaber)

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Surciddu
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Surciddu » mer 10 ago 2016, 22:17

Gabriele Gobbo ha scritto:@surciddu
scusa, ma sulle savarez sei in errore. La serie cantiga riguarda solo i bassi, che possono essere associati con cantini alliance oppure new cristall. Non esistono cantini cantiga. Senza polemica, ma solo per corretta informazione
Ci mancherebbe. Hai fatto bene a precisare.

alessandro lienzo
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da alessandro lienzo » gio 11 ago 2016, 08:07

Ho ascoltato le corde in budello dal vivo su uno strumento dell'Ottocento di alta gamma, mi sembra una lacote, ne sono rimasto deluso, non mi convince questo rivival del budello, ma fin quando non lo provo di persona non mi sbilancio.
Le Savarez tensione media (non in carbonio) mi lasciarono un ottima impressione, devo riprovarle!
alessandro C.

Tess Durbeyfield

Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Tess Durbeyfield » gio 11 ago 2016, 08:47

alessandro lienzo ha scritto:Ho ascoltato le corde in budello dal vivo su uno strumento dell'Ottocento di alta gamma, mi sembra una lacote, ne sono rimasto deluso, non mi convince questo rivival del budello, ma fin quando non lo provo di persona non mi sbilancio.
Le Savarez tensione media (non in carbonio) mi lasciarono un ottima impressione, devo riprovarle!
Nessun revival, si tenta di comprendere se utilizzando la corda per la quale lo strumento fu costruito, un musicista possa esplorare l'inedito da un punto di vista meramente musicale, interpretativo. Tanto più perché a contatto con il qui e ora del proprio tempo presente. Qui si parla spesso di liuteria come di un'arte fine a sé stessa. E lo dico da cultore sfegatato della liuteria, da tifoso dei collezionisti, da frequentatore delle botteghe dei liutai come pochi altri, e da un punto di vista, rispetto alla cosa liutaria, persino morboso: però Garcia necessita di un musicista (o sarebbe più giusto e nobile per entrambi dire ribaltare la prospettiva). Rembrandt invece no.

Poi va detto che, vivaddio, non è compito dell'arte convincere qualcuno. Per quello abbiamo la politica e le pubblicità. Il giorno che non riuscirò a trovare più le ragioni di un interprete lontano dal mio gusto o che non mi convince, mi sentirò cattivo: nel vero senso etimologico del termine, ovvero catturato, intrappolato nel sistema che mi sono costruito intorno alla libertà delle idee, succube del mio rigore che si è sostituito alla libertà: libertà che non può non accompagnare l'autentico, il vero.

Che in tutto questo taluni abbiano visto la corda solo come fine ultimo (appunto il sistema che diventa fine ultimo), è possibile così come è sempre successo nel mondo della filologia, della prassi esecutiva (che dovrebbero insegnare il dubbio nell'interprete, proprio in ragione dei continui sviluppi, e considerazioni), per taluni diventati già dalla metà del '900 recinti fatti di castrazioni, e moralismi, e depressionismi, e automutilazioni. Faccio così perché “si deve” (o non si deve) suonare così, è per tutti l'inizio del cul-de-sac del proprio autoinganno, che è una trappola da cui tutti dobbiamo sempre difenderci e che rappresenta la fine di sé come artista, dove l'artista non si limita a esprimere/difendere un proprio pensiero, perché l'artista va oltre e “fa” il (suo) vero. Per esempio quando questa trappola capita ai cineasti (e cito il cinema perché mi piace pensare come Godard, a un cinema che non ha regole), si dice che il regista sta ricalcando sé stesso (che non vuol essere certo un modo per liquidare tutti coloro che mantengono una cifra stilistica precisa e riconoscibile), è qualcosa che va oltre e che è anche difficile da spiegare. Tarantino oggi rifà Tarantino? Forse. Invece Bergman, quando vide affacciarsi il rischio della mancanza di coraggio, e la pedanteria dell'eccessivo rigore che congela la vita di un'opera, abbandonò il cinema; poi in un certo senso tornò: un altro gesto di estrema coerenza con sé stesso.

alessandro.zucchetti

Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da alessandro.zucchetti » sab 20 ago 2016, 20:23

Sulle mie Giussani in cedro ho provato di tutto. Le rubino sono ottime. Ho avuto problemi con la 3^ corda che è saltata dopo un mese (problema dovuto probabilmente al tipo di aggancio: Giussani monta un ponticello senza torretta ma con fori per l'aggancio della corda sotto il piano). Su una vecchia Alvarez (liutaio di Madrid) monto le ultime Perla. Sto testando inoltre alcune mute d'Orazio (titanio).

simposio
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da simposio » dom 04 set 2016, 22:06

Tess Durbeyfield - Condivido

simposio
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da simposio » dom 04 set 2016, 22:12

Surciddu ha scritto:Ciao Simposio. Mi esprimo anch'io. Premetto che la mia esperienza è limitata perché un po' per impossibilità economiche e un po' per pigrizia non ho sperimentato tante qualità di corde. Ultimamente mi trovo bene con le D'Addario Pro Arté in nylon tensione forte (EJ46). In passato ho avuto delusioni con le La Bella 820 flamenco (ottimi i bassi, ma male il Si e malissimo il Sol). Mi sono trovato male anche con le Hannabach (sia classiche che flamenco). Quelle flamenche (15 euro), per carità!,,, mi sono durate 3 settimane: dopo 1 settimana è partito il Mi, alla seconda settimana il Si e alla terza il Sol...
Non molto tempo fa sono andato da Luigi Locatto (liutaio che vive a Pino Torinese) e ci siamo soffermati a parlare sulla corda di Sol. Già... perché secondo lui la Savarez è una delle poche case che produce corde di Sol decenti. In giro, invece, si trovano tanti Sol che sono "plasticaccia". Parole sue: "Ci sono delle corde di Sol che fanno più rumore che suono".
Infatti, le prossime corde che ho intenzione di montare sono le Savarez Blu (540J).
Parlare di singole corde è ormai all'ordine del giorno, visto che ho letto testimonianze di diversi utenti di questo stesso forum che, anziché adottare una stessa muta di corde, preferiscono differenziare i bassi dai cantini. Tra le combinazioni suggerite ci sono le seguenti.
Come bassi: Aquila, Augustine Blu e D’Addario Pro Arté J46.
Come cantini: Dogal Diamante, Savarez Cantiga (creation, new cristal) e Savarez Alliance.
Spero di aver dato il mio modesto contributo alla discussione. Ciao.
Decisamente preciso. Per il sol ho la stessa impressione, è una corda difficile (probabilmente), ovviamente non ho provato tutte le corde del mondo ma ho una discreta esperienza e personalmente le savarez mi sono sempre piaciute (corum alliance) . grazie per la risposta un saluto

Granadacorde
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Granadacorde » sab 10 set 2016, 06:52

Tess Durbeyfield ha scritto:
alessandro lienzo ha scritto:Ho ascoltato le corde in budello dal vivo su uno strumento dell'Ottocento di alta gamma, mi sembra una lacote, ne sono rimasto deluso, non mi convince questo rivival del budello, ma fin quando non lo provo di persona non mi sbilancio.
Le Savarez tensione media (non in carbonio) mi lasciarono un ottima impressione, devo riprovarle!
Nessun revival, si tenta di comprendere se utilizzando la corda per la quale lo strumento fu costruito, un musicista possa esplorare l'inedito da un punto di vista meramente musicale, interpretativo. Tanto più perché a contatto con il qui e ora del proprio tempo presente. Qui si parla spesso di liuteria come di un'arte fine a sé stessa. E lo dico da cultore sfegatato della liuteria, da tifoso dei collezionisti, da frequentatore delle botteghe dei liutai come pochi altri, e da un punto di vista, rispetto alla cosa liutaria, persino morboso: però Garcia necessita di un musicista (o sarebbe più giusto e nobile per entrambi dire ribaltare la prospettiva). Rembrandt invece no.

Poi va detto che, vivaddio, non è compito dell'arte convincere qualcuno. Per quello abbiamo la politica e le pubblicità. Il giorno che non riuscirò a trovare più le ragioni di un interprete lontano dal mio gusto o che non mi convince, mi sentirò cattivo: nel vero senso etimologico del termine, ovvero catturato, intrappolato nel sistema che mi sono costruito intorno alla libertà delle idee, succube del mio rigore che si è sostituito alla libertà: libertà che non può non accompagnare l'autentico, il vero.

Che in tutto questo taluni abbiano visto la corda solo come fine ultimo (appunto il sistema che diventa fine ultimo), è possibile così come è sempre successo nel mondo della filologia, della prassi esecutiva (che dovrebbero insegnare il dubbio nell'interprete, proprio in ragione dei continui sviluppi, e considerazioni), per taluni diventati già dalla metà del '900 recinti fatti di castrazioni, e moralismi, e depressionismi, e automutilazioni. Faccio così perché “si deve” (o non si deve) suonare così, è per tutti l'inizio del cul-de-sac del proprio autoinganno, che è una trappola da cui tutti dobbiamo sempre difenderci e che rappresenta la fine di sé come artista, dove l'artista non si limita a esprimere/difendere un proprio pensiero, perché l'artista va oltre e “fa” il (suo) vero. Per esempio quando questa trappola capita ai cineasti (e cito il cinema perché mi piace pensare come Godard, a un cinema che non ha regole), si dice che il regista sta ricalcando sé stesso (che non vuol essere certo un modo per liquidare tutti coloro che mantengono una cifra stilistica precisa e riconoscibile), è qualcosa che va oltre e che è anche difficile da spiegare. Tarantino oggi rifà Tarantino? Forse. Invece Bergman, quando vide affacciarsi il rischio della mancanza di coraggio, e la pedanteria dell'eccessivo rigore che congela la vita di un'opera, abbandonò il cinema; poi in un certo senso tornò: un altro gesto di estrema coerenza con sé stesso.
Rieccoci ;)

Sì. Una piccola precisazione. La libertà implica la libertà di escludere, così come implica anche i vincoli (sennè rinnega sé stessa).
Altra precisazione. La verità se è, è assoluta e non può non essere. E' la nostra posizione ad essere relativa, il nostro sguardo verso di essa. Ma non la rende relativa, è l'assunzione ad essere parziale. Proprio per questa ragione condivido la tua posizione e dico che paradossalmente due manifestazioni differenti (e apparentemente in contrasto) possono entrambe essere autentiche.
L'arte se è autentica è parziale e assoluta allo stesso tempo.

Paolino
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Paolino » ven 04 nov 2016, 20:50

cecco ha scritto:
Tess Durbeyfield ha scritto:[

Ah sì?
Vogliamo fare l'elenco di strumentisti a fiato ossessionati dalle ance e bocchini e via dicendo, in continua ricerca di un'ideale di perfezione sempre irraggiungibile per via di umidità, temperatura e chissà cos'altro? Per non parlare degli strumentisti ad arco che pure vivono gli stessi drammi con corde (ebbene!), archetti, e ponticello velati, etc? Oppure, senza voler scomodare i miti pianistici del passato, vogliamo parlare di quel genio di Krystian Zimerman*, che a primavera girava l'Italia con il suo pianoforte caricato sul furgone .
Ma sì..... ci sono musicisti che hanno un rapporto maniacale con lo strumento. Non solo Zimerman ma anche Michelangeli si è fatto portare il pianoforte per alcune sue esibizioni, ed altri....Horowitz...di Gould voglio ricordare il famigerato sgabello dalle gambe segate.... Mi viene in mente un amico violinista che suonava solo con un archetto di un liutaio francese e quando un suo ospite ci si sedette sopra, fracassandolo, lui entrò in depressione rifiutandosi di suonare con qualsiasi altro archetto.....finchè andò in Francia per acquistarne un altro!
Dell'ossessione delle ancie ne so qualcosa, visto che mia sorella suonava l'oboe con il M Enrico Soderi dell'Orchestra del Maggio Fiorentino.....ero affascinato da tutte quelle cannucce, i fili, i coltellini, le carte abrasive, la vescica finissima che sfregandola aveva un suono magico,i tubicini in alpacca, la pietra pomice.... la invidiavo molto mentre se costruiva una...
Ok....non sto dicendo che non ci sono attenzioni, amori, passioni, manie, malattie negli altri strumentisti. Ma, di solito, un flautista, o un cornista...etc... compra uno strumento per iniziare a suonare, quando raggiunge un livello più alto ne compra un secondo più costoso, e se non diventa professionista di solito la storia finisce qui. I chitarristi no. Vivono nel tormento e nell'insoddisfazione. Il peggior incubo è che la propria chitarra abbia un suono piccolo, c'è un complesso di inferiorità fallica da interrogare seriamente uno psichiatra: la gara a chi ce l'ha più grosso. E stanno sempre a parlare di liutai, comprano modelli diversi, si uccidono per dimostrare che il cedro è peggio dell'abete. Ti levano il saluto se osi contraddire qualcuno a proposito della verniciatura, la gommalacca fa risuonare di più di quella epossidica? Ebano o palissandro sulla tastiera? 650 mm? 640mm? 663 mm? 660 mm? 670!!?? E l'osso del ponticello? Non senti come è diverso il suono con l'osso naturale? ....no non lo sento.... e con l'osso di mammut? ....e di bisonte?......e di tibia di zebra??..... no....non lo sento, porca miseria, non lo sento con queste dannatissime orecchie... ma fa figo dire che si sente: ok, allora lo sento... lo sento benissimo il suono notevolmente cambiato, una metamorfosi! Ora che ho la chitarra con l'osso del ponticello di tibia di zebra è tutta un'altra cosa: posso anche suonare alla Carnegie Hall! Con quello di osso di bue non ci sarei mai riuscito!
Ciao Tess, ho grande rispetto per te, ricordati che ti voglio bene....
Ho letto per caso:
Cecco piacere,
Anche il mi fratello oboista va dal Maestro Soderi, che fra l'altro si ostina a fargli suonare le ancie con forma tedesca, anche se il mi fratello non c'ha il fisico.....avrà un suono più pieno, bello e potente, ma ho le mie perplessità da inesperto, non so se sarà mai capace di modularlo a dovere.
Un consiglio da poco, da amatore semiossessionato: non andate solo dietro a quello che vi dicono.....non perché sia sbagliato ascoltare chi ha più esperienza di voi, anzi gli altri ci mostrano cose su noi stessi che non siamo capaci di vedere ....ma, fate di più se potete...se ho imparato qualcosa....se vi interessa realmente il suono dovrete essere capaci di riconoscerlo autonomamente....fatevi un orecchio, siete voi i musicisti, non abbiate paura.
Si impara a farlo solo unendo l'esperienza altrui alla propria, che è altrettanto importante. E non sarà figo, sarà semplicemente frutto di una ricerca che potrà interessare anche qualcun'altro.
Io sui miei strumenti monto regolarmente le d'addario pro arte blu, o rosse, sono le corde più standard che conosca. Le altre in un modo o nell'altro eccedono per qualcosa, e dato che secondo me il feeling tra le corde e il musicista è una cosa troppo personale, se le vogliono cambiare sarà una scelta loro. Io faccio chitarre ( poche), non faccio corde. E una visione un po semplicistica, ma chi è perfetto in tutto?

cecco
Messaggi: 526
Iscritto il: mar 21 ott 2014, 00:48

Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da cecco » sab 05 nov 2016, 00:24

Paolino ha scritto:[
Cecco piacere,
Anche il mi fratello oboista va dal Maestro Soderi, che fra l'altro si ostina a fargli suonare le ancie con forma tedesca, anche se il mi fratello non c'ha il fisico.....avrà un suono più pieno, bello e potente, ma ho le mie perplessità da inesperto, non so se sarà mai capace di modularlo a dovere.
Mi fa piacere che il Soderi insegni a tuo fratello......ma dovrebbe essere in là con gli anni o sbaglio? Suona sempre?
Lo ricordo come un bravo insegnante, non so adesso..... mi sembrava l'effige del bravo artigiano, semplice, con un mestiere alle spalle, con l'esperienza di chi ne ha viste molte....
Ciao!

Balaju
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Balaju » sab 05 nov 2016, 00:55

C''è una nuova muta Savarez chiamata "Creation Cantiga" con i bassi di tipo "Cantiga" e le prime tre corde miste: il MI è il SÌ in nylon new cristal e il SOL alliance in fluoro-carbonio.
La muta high tension ha la sigla 510MJ, quella normal tension 510MR è quella mista (cantini normal tension e bassi high tension) 510MRJ.
Non le ho mai provate ma l'idea mi pare buona, perché molti chitarristi non amano i cantini alliance perché troppo "metallici"', ma non amano nemmeno il timbro "imbottigliato" della terza corda in nylon, preferendo invece la corrispondente corda alliance.
Qualcuno le ha provate?
Balaju

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Carlo Di Casola
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Re: Quali sono le corde migliori o quali preferite

Messaggio da Carlo Di Casola » sab 05 nov 2016, 08:31

Balaju ha scritto:C''è una nuova muta Savarez chiamata "Creation Cantiga" con i bassi di tipo "Cantiga" e le prime tre corde miste: il MI è il SÌ in nylon new cristal e il SOL alliance in fluoro-carbonio.
La muta high tension ha la sigla 510MJ, quella normal tension 510MR è quella mista (cantini normal tension e bassi high tension) 510MRJ.
Non le ho mai provate ma l'idea mi pare buona, perché molti chitarristi non amano i cantini alliance perché troppo "metallici"', ma non amano nemmeno il timbro "imbottigliato" della terza corda in nylon, preferendo invece la corrispondente corda alliance.
Qualcuno le ha provate?
Balaju
Grazie per la segnalazione. Io monto ormai stabilmente da un paio d'anni cantiga/alliance ht che trovo particolarmente adatte alla mia chitarra. Visto che sono prossimo al cambio proverò questo set, anche se new cristal non mi avevano entusiasmato. Sulla mia chitarra risultavano troppo ovattate. :bye:

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