Bach sulla chitarra.

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Gerardo50
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Bach sulla chitarra.

Messaggio da Gerardo50 » lun 25 lug 2016, 21:25

La domanda che sto per fare è scaturita mentre ascoltavo su youtube questo brano:

Youtube

Il brano in questione chiaramente non era nato per chitarra, però sulla chitarra ben si adatta a mio parere. Sappiamo che Bach ( che io sappia ) non ha mai scritto per chitarra eppure molta della sua musica è stata trascritta per chitarra. Gradirei un vostro parere sulla musica di Bach con chitarra e chiedo: come mai la sua musica pur NON essendo nata per chitarra vi si adatta bene? Si è vero che tutto si può trascrive, però molta musica di altri grandi musicisti sulla chitarra lasciano un po "a desiderare" cosa che invece non avviene con Bach. Ogni opinione pacificamente espressa, è gradita. Grazie in anticipo a che interverrà su questa mia banale stupida domanda. Gerardo50.
Gerardo

Tess Durbeyfield

Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Tess Durbeyfield » lun 25 lug 2016, 21:34

Gerardo50 ha scritto:La domanda che sto per fare è scaturita mentre ascoltavo su youtube questo brano: https://youtu.be/rbsqacXgtB4 . Il brano in questione chiaramente non era nato per chitarra, però sulla chitarra ben si adatta a mio parere. Sappiamo che Bach ( che io sappia ) non ha mai scritto per chitarra eppure molta della sua musica è stata trascritta per chitarra. Gradirei un vostro parere sulla musica di Bach con chitarra e chiedo: come mai la sua musica pur NON essendo nata per chitarra vi si adatta bene? Si è vero che tutto si può trascrive, però molta musica di altri grandi musicisti sulla chitarra lasciano un po "a desiderare" cosa che invece non avviene con Bach. Ogni opinione pacificamente espressa, è gradita. Grazie in anticipo a che interverrà su questa mia banale stupida domanda. Gerardo50.
Perché Bach crede nella perfezione formale ed è consapevole dell'impossibilità di renderla a livello pratico. In questa speranza eternamente disattesa c'è tutto il senso di Bach, dell'evoluzione dell'interpretazione, del continuare a vivere.
Posto qui sotto uno stralcio di alcune considerazioni che ho già fatto su Bach tempo fa, in merito al libro di Wolf. Ne approfitto per salutare quelli con cui in questi giorni è stato possibile scambiare qualcosa, lo studio chiama, la mia parentesi è finita. A fra qualche mese, spero.


Ho riletto il libro su Bach di Wolf. Scritto in un modo che non amo, ha però un pregio che fa mettere da parte ogni considerazione sugli eventuali difetti e attriti personali: si mette al centro di ogni cosa il continuo tendere a qualcosa, che è stato forse il fulcro dell'esistenza di Bach.
Bach è un credente che identifica il significato della “vera musica” con “la lode a Dio e il diletto dell'anima”, ed è consapevole che il valore di una composizione musicale si debba giudicare sulla carta. Ma – e qui sta la sua incredibile grandezza – non è mai fatalista e crede fermamente nell'esecuzione della musica (e dell'operare umano, sempre in errore di fronte alla perfezione di Dio), crede nell'inutilità di un'opera fine a sé stessa – che è “vera” solo sulla carta – e accetta e auspica la fallibilità, la discrepanza inevitabile delle esecuzioni rispetto al concetto. Non solo: invece di trovare un limite in questo, egli trova in questa speranza eternamente e necessariamente disattesa la vera spinta, la sua “gioia” (per usare un termine ripreso poi da Bergman) che si alimenta di un dialogo tra ciò che è e ciò che, non potendo mai essere, è destinato a progredire: una rincorsa che diventa un discorso estremamente moderno, contemporaneo, alla stregua di una riflessione lacaniana intorno all'atto amoroso.

Bach sembra dire in ogni momento della sua opera e della sua vita, che la ragione non è in contrasto con l'inafferrabile significato ultimo delle cose, dell'esistenza, e di Dio per chi crede. E mi pare un concetto grandioso nel momento della “grande stupidità” che viviamo oggi, che è simile a quello in cui Hans Castorp, arreso ai suoi solitari in un progredire vorticoso del tempo, vedeva azzuffarsi i pazienti del sanatorio per questioni futili, e si fa giudice, suo malgrado, dell'epilogo del dialogo tra l'illuminista Settembrini e il gesuita hegeliano-marxista Naphta, quando il gusto per il paradosso e la provocazione di quest'ultimo, si concretizzano in un inevitabile colpo alla testa.

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foveon
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da foveon » mar 26 lug 2016, 08:38

Off Topic
Tess Durbeyfield ha scritto: [...] Ne approfitto per salutare quelli con cui in questi giorni è stato possibile scambiare qualcosa, lo studio chiama, la mia parentesi è finita. A fra qualche mese, spero. [...]
A me, come senz'altro a molti altri attenti dormienti di questo forum, farà piacere leggere i tuoi interventi colti e garbati.
Buon lavoro Tess Durbeyfield!
:bye: f

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angelo61
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da angelo61 » mar 26 lug 2016, 13:15

Grazie Gerardo, brano bellissimo.
Perché suona bene sulla chitarra? Forse perché è chiaro il fraseggio e l'intersezione delle diverse voci, quindi diventa ben percepibile la struttura stessa del brano, struttura che è uno dei punti di forza dell'autore.

:bye:

Angelo

Francesco Silvestri
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Francesco Silvestri » mar 26 lug 2016, 14:01

Si grazie Gerardo, oltre che per il brano anche per avermi "presentato" Pirai Vaca, non lo conoscevo, veramente bravo.
Perchè la musica di Bach suona bene sulla chitarra?
A me piace pensare che la musica di Bach suona bene su qualsiasi cosa sia capace di emettere suoni. :) Ma a me Bach piace molto, quindi magari non sono obbiettivo...

cecco
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da cecco » mar 26 lug 2016, 14:28

Bach è più legato alla costruzione del suono e meno al suo colore: non a caso scrisse sul frontespizio del manoscritto "Das wohltemperierte Clavier, oder Praeludia, und Fugen durch alle Tone und Semitonia...", il termine "Clavier" significa strumento a tastiera e non clavicembalo. Come in una cattedrale gotica puoi individuare immediatamente la sua ossatura, la struttura portante, che si snoda verso l'alto e nel protendersi verso le infinite altezze osservi con chiarezza le decorazioni che si intrecciano, che si inseguono, che dialogano fra loro, con specularità, con giochi ornamentali, con strutture nate dalla matematica, geometrie che si moltiplicano..... ecco, Bach fa la stessa cosa in musica. Se ci si discosta dalla riproduzione filologica credo che la musicalità di Bach sia valorizzata benissimo con qualsiasi strumento musicale, non solo la chitarra. Non è così per tutti i compositori, ad esempio non riesco ad immaginare un notturno di Chopin se non con il pianoforte, la pasta sonora e il tipo di diteggiatura è pianistica per eccellenza. La struttura delle "cattedrali" bachiane svettano con qualsiasi mezzo: chitarra, violino, flauto.... ma anche fisarmonica, computer, voce umana, xilofono, saxofono, organo hammond.... Ed è anche per questo che si presta ad essere "vestito" con stili di musica diversi, dal jazz al pop....proprio perché in Bach quello che risalta è la costruzione della forma, più che il suo "colore".


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Gerardo50
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Gerardo50 » mar 26 lug 2016, 21:40

Vi ringrazio per i vostri interventi e pareri. Per Francesco: Ti ringrazio io per il tuo intervento, anche io come te non conoscevo Pirai Vaca; casualmente un giorno ho cliccato su un suo video su you tube, poi visto che lo gradivo, a catena ho cliccato su altri suoi video scoprendo che ero davanti ad un professionista. E' un chitarrista boliviano e spesso viene a suonare anche in Europa lo so in quanto ho l'amicizia con lui su facebook. Tornando a Bach: a volte mi chiedo quanto abbia influito anche il suo essere religioso e non va sottovalutato che lui era anche un'estimatore di musicisti italiani dai quali forse prese anche spunti. Provo con l'immaginazione cosa avrebbe combinato con la sua genialità nel caso avesse composto per chitarra :D :D Grazie di nuovo a tutti :) Gerardo50.
Gerardo

Francesco Silvestri
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Francesco Silvestri » mer 27 lug 2016, 10:27

Ciao Gerardo50,
Bach ha riscritto appositamente per liuto alcune suite per violoncello, e ci ha dato un'idea di come intendeva la musica per quello strumento parente della chitarra. Non ha un gran repertorio in quanto pare(l'ho letto da qualche parte...) che il liuto fosse uno strumento per lui abbastanza ostico da suonare... e figuriamoci se non lo fosse stato quanto avrebbe prodotto.
Ma in questo forum immagino tutti quanti conoscano le suite per liuto.
Dal canto mio non sapevo che erano prima suite per violoncello, l'ho scoperto per caso ascoltando YOYOMA e riconoscendo quello che stavo provando a studiare sulla chitarra.
Accodo link wiki con un breve cenno storico per chi volesse approfondire: https://goo.gl/fzNQs1

Saluti!

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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Paolo Romanello » sab 30 lug 2016, 09:20

Argomento interessante Gerardo, che avrebbe dovuto produrre più interventi. Concordo con quanto è stato scritto dagli amici del forum, ma voglio aggiungere che Bach sulla chitarra è stato "inventato" e quasi imposto all'attenzione dei musicofili colti non chitarristi da Segovia, che ha attirato su di se grandi critiche prima che le sue trascrizioni entrassero di diritto nel repertorio. Per noi appare tutto molto più scontato, ma nei decenni precedenti non è stato così. Ricordo un mio insegnante di teoria musicale, ottimo pianista e compositore, che negli anni '70 criticava aspramente il lavoro di Segovia su Bach, sostenendo che questa musica non poteva suonare correttamente con il timbro della chitarra ed in particolare con il tocco caldo e suadente del grande maestro. E ancora la filologia musicale del barocco era agli albori!
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Magic Guitar » sab 30 lug 2016, 10:21

Paolo Romanello ha scritto: ....
Ricordo un mio insegnante di teoria musicale, ottimo pianista e compositore, che negli anni '70 criticava aspramente il lavoro di Segovia su Bach, sostenendo che questa musica non poteva suonare correttamente con il timbro della chitarra ed in particolare con il tocco caldo e suadente del grande maestro. ....
Ma come poteva criticare il lavoro di trascrizione di Segovia su Bach quando Busoni ha completamente stravolto lo spirito ed il senso dell'opera con la sua trascrizione per pianoforte della Ciaccona? Mah !!! :shock:

:bye:
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Paolo Romanello » mar 02 ago 2016, 14:24

Verissimo, è la dimostrazione di come la chitarra classica non godesse ancora di quel prestigio che ha dovuto faticosamente conquistarsi. Non veniva ancora insegnata in conservatorio ed era spesso identificata come strumento della musica popolare, in particolare quella spagnola.
Allora una pessima trascrizione per pianoforte era considerata più nobile di un'ottima trascrizione per chitarra. Ma poi Segovia ha riempito i teatri di tutto il mondo e l'atteggiamento è cambiato.
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Gerardo50 » mar 02 ago 2016, 14:43

Come dice Paolo all'epoca la chitarra era considerata uno strumento meno nobile e forse è stato il motivo per il quale il grande vecchio saggio volle dimostrare ossessivamente il contrario. Portando Bach sulla chitarra ( anche se criticato ) e capendo che vi si adattava, penso abbia compiuto un'opera straordinaria dimostrando che la chitarra non era strumento di "serieB" . Vi ringrazio p0er i vostri interventi :) Gerardo50.
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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Giampiero Carella » mar 02 ago 2016, 16:58

Le opere di Bach, nonostante siano delle trascrizioni, sono fra le cose più belle che si possano suonare con una chitarra!

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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Magic Guitar » mar 02 ago 2016, 17:52

Giampiero Carella ha scritto:Le opere di Bach, nonostante siano delle trascrizioni, sono fra le cose più belle che si possano suonare con una chitarra!
:okok: quoto !!!

:bye:
Ferdinando Bonapace

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Re: Bach sulla chitarra.

Messaggio da Paolo Romanello » mar 02 ago 2016, 19:38

:okok: :okok:
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