Diteggiatura diversa suono diverso?

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Denner
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Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Denner » sab 16 dic 2017, 03:08

Una domanda che mi riaffiora in mente di tanto in tanto. Come molti (credo) trovo, che la stessa nota prodotta su corde diverse abbia un timbro un po' diverso, ma mi domando: se qualcuno suonasse davanti a me lo stesso brano due volte a distanza di pochi minuti con due diteggiature differenti in qualche battuta qua e la, e io non guardassi lo strumento, saprei riconoscere il suono prodotto dalle due diteggiature?
Qualcuno ha idee o esperienze in merito?

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Gabriele Gobbo
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Gabriele Gobbo » sab 16 dic 2017, 11:19

Secondo me, e per quel poco che capisco, diteggiature diverse producono certamente colori e timbriche diverse, ma anche una diversa articolazione all'interno delle frasi musicali. Per cui si, se un brano lo si conosce bene, è abbastanza facile riconoscere, anche solo ascoltando, una diteggiatura che sia molto diversa da quella che si è studiato.
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Pietro
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Pietro » sab 16 dic 2017, 17:24

Un esempio banale della Canzone di Marinella del grande e compianto Fabrizio De Andrè: se la eseguo nelle corde più acute come le note chiamano ha un sapore, se invece la eseguo nella prima parte (La m) in settima posizione e nella seconda parte (Do m) in decima posizione ha tutto un altro sapore, anche ad occhi chiusi. I miei nipoti digiuni di musica ma non di De Andrè, la preferivano in posizione.

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Denner
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Denner » ven 22 dic 2017, 03:53

Bene vedo che qualcuno (due :D) concorda con il sottoscritto.
Più volte suonando mi sono chiesto : se diteggiature diverse producono colori e timbriche diversi, le composizioni originali le cui diteggiature sono state modificate da chitarristi diversi in tempi diversi e che ci sono giunte ampiamente alterate, non solo non rispecchiano la tecnica dell'autore ma forse nemmeno il suo pensiero musicale. Esagero? Mah...
Lo stesso si può dire per quei brani che di diteggiatura non ne hanno proprio mai avuta. Anche qui mi domando se colui che era/è incaricato di pensare a come articolare tecnicamente la frase musicale abbia studiato profondamente la tecnica dell'autore e, il relativo contesto storico musicale per rendere il tutto il più vicino all'originale. Personalmemte ho dei grandi dubbi in merito...

alessandro lienzo
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da alessandro lienzo » ven 22 dic 2017, 09:42

Denner ha scritto:
ven 22 dic 2017, 03:53
Bene vedo che qualcuno (due :D) concorda con il sottoscritto.
Più volte suonando mi sono chiesto : se diteggiature diverse producono colori e timbriche diversi, le composizioni originali le cui diteggiature sono state modificate da chitarristi diversi in tempi diversi e che ci sono giunte ampiamente alterate, non solo non rispecchiano la tecnica dell'autore ma forse nemmeno il suo pensiero musicale. Esagero? Mah...
Lo stesso si può dire per quei brani che di diteggiatura non ne hanno proprio mai avuta. Anche qui mi domando se colui che era/è incaricato di pensare a come articolare tecnicamente la frase musicale abbia studiato profondamente la tecnica dell'autore e, il relativo contesto storico musicale per rendere il tutto il più vicino all'originale. Personalmemte ho dei grandi dubbi in merito...
La letteratura per chitarra può esser divisa per compositori chitarristi e non. Dal momento che moltissime composizioni del 900 sono state scritte da compositori non chitarristi è importante essere musicisti prima di esser chitarristi conoscendo lo stile e capendo cosa voglia dire la musica di Castelnuovo tedesco, Britten, Henze, Turina ecc ecc
Con i compositori chitarristi vale più o meno lo stesso: le possibilità della diteggiatura sono tante e non è detto che il compositore scelga la migliore, anzi..
Se poi pretendiamo questa ortodossia così integralista potremmo benissimo far suonare un computer che ormai crea bei suoni!
È comunque I compositori chitarristi segni di nota non sono tantissimi..
alessandro C.

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Gabriele Gobbo
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Gabriele Gobbo » ven 22 dic 2017, 10:43

Tutto vero, oltre al fatto che gli strumenti moderni posseggono possibilità espressive ben più ampie rispetto a quelli ottocenteschi e antecedenti. Questo suggerisce il fatto che alcune diteggiature proposte oltre un secolo addietro risentano della limitatezza, se confrontati con le chitarre attuali, degli strumenti su cui tale musica veniva suonata. Parlo in generale di minore dinamica, minor sustain, specialmente nelle zone più acute della tastiera, probabilmente anche minor possibilità di escursioni timbriche, senza nulla togliere al fascino che giustamente può suscitare il suono di uno strumento storico o di una sua riproduzione.
Da ultimo penso anche che, non essendo la musica una scienza esatta, sia bello e giusto lasciare all'interprete, pur nel rispetto del senso voluto dall'autore, la possibilità di interpretare il brano dandone la propria lettura. Anche in questo si distingue un interprete da un altro, un grande artista da uno qualunque, almeno credo.
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alessandro lienzo
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da alessandro lienzo » ven 22 dic 2017, 11:09

Gabriele Gobbo ha scritto:
ven 22 dic 2017, 10:43
Tutto vero, oltre al fatto che gli strumenti moderni posseggono possibilità espressive ben più ampie rispetto a quelli ottocenteschi e antecedenti. Questo suggerisce il fatto che alcune diteggiature proposte oltre un secolo addietro risentano della limitatezza, se confrontati con le chitarre attuali, degli strumenti su cui tale musica veniva suonata. Parlo in generale di minore dinamica, minor sustain, specialmente nelle zone più acute della tastiera, probabilmente anche minor possibilità di escursioni timbriche, senza nulla togliere al fascino che giustamente può suscitare il suono di uno strumento storico o di una sua riproduzione.
Da ultimo penso anche che, non essendo la musica una scienza esatta, sia bello e giusto lasciare all'interprete, pur nel rispetto del senso voluto dall'autore, la possibilità di interpretare il brano dandone la propria lettura. Anche in questo si distingue un interprete da un altro, un grande artista da uno qualunque, almeno credo.
Condivido in toto, ed aggiungo che va tenuto conto anche dell'opposto, le chitarre storiche avevano una prima corda meno brillante e più ovattata.
Quando si suona Sor è di buon effetto trasportare alcune linee melodiche alla 3' corda per ricreare quell effetto.
alessandro C.

Magnus
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Magnus » lun 25 dic 2017, 09:57

Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 16 dic 2017, 11:19
Secondo me, e per quel poco che capisco, diteggiature diverse producono certamente colori e timbriche diverse, ma anche una diversa articolazione all'interno delle frasi musicali. Per cui si, se un brano lo si conosce bene, è abbastanza facile riconoscere, anche solo ascoltando, una diteggiatura che sia molto diversa da quella che si è studiato.
Concordo.
E come hanno già scritto è molto evidente nella musica dell'800, che fra l'altro usava un accordatura a 416hz, mezzo tono sotto.

Davide Ventrella
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Davide Ventrella » mar 09 gen 2018, 18:31

Sicuramente se il brano fosse suonato con diteggiature diverse, suonerebbe diverso. La stessa nota, prodotta su corde diversa ha una timbrica differente

simposio
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da simposio » mer 10 gen 2018, 09:45

Senza nulla togliere all'effetto timbrico ma anche senza nulla a pretendere da questo. Credo francamente che nessuno saprà mai come si suonava in passato e che per quanti sforzi si facciano nel tentativo di avvicinarsi i risultati resteranno sempre nel campo delle ipotesi, oltre il quale resta solo il gusto e l'orecchio attuale, forse meglio per rivitalizzare la musica che altrimenti resterebbe cristallizzata.

Fran Cesco
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da Fran Cesco » gio 11 gen 2018, 11:36

Beh, la scelta della diteggiatura e, quindi, le varie posizioni in cui si può suonare una nota sono un altro strumento a disposizione degli esecutori per interpretare un brano. Uno dei pregi della chitarra, immagino. Non so se qualcuno di voi sia pratico ma magari vale la stessa cosa anche nella famiglia dei cordofoni ad arco, se c'è qualche violinista magari ci può confermare...

simposio
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Re: Diteggiatura diversa suono diverso?

Messaggio da simposio » gio 11 gen 2018, 14:41

Non sono un violinista ma confermo, anche per gli archi è la stessa cosa e come per la chitarra il timbro cambia dal ponticello alla tastiera, inoltre differenze timbriche si ottengono anche con l'arco.

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