Le Launeddas.

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Gerardo50
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Le Launeddas.

Messaggio da Gerardo50 » mar 21 giu 2016, 17:18

Ieri mi sono imbattuto su un video di uno strumento postato da un'amico amante della musica popolare sufacebook. A me sembrava uno strumento già visto da qualche parte e pareva che fosse uno strumento tipoco sardo ( ed infatti lo era ) ma non essendone certo ho fatto una ricerca sulla rete e ho trovato anche il nome dello strumento che si chiama LAUNEDDAS. Sentite quanto è dolce e melodioso questo strumento composto da tre semplice canne. Ci vuole fiato penso ma ascoltate che polifonia quasi celestiale tira fuori il maestro del video. Buon ascolto a tutti. Gerardo50.https://youtu.be/EsVTImENF-Y P. S. allego un'altro video dove c'è anche l'intervento del Maesto Ambrogio Sparagna, gurdate in particolare dopo il minuto 15, 30 Li c'è il futuro del continuo delle tradizioni. Un bambino di soli 5 anni e mezzo gurdate cosa dice e cosa fa. https://youtu.be/SYNp1bV_N3g
Gerardo

Lucio M.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Lucio M. » dom 26 giu 2016, 09:13

Qui tutti chiamano quella musica ballo sardo, perché è legata a un ballo, non launeddas. È una musica minimalista che in genere piace solo a noi indigeni, non a quelli del continente. Fa da complemento a ogni manifestazione religiosa, o sagra paesana.

Antonio Sciortino
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 26 giu 2016, 11:18

Launeddas è il nome dello strumento, su ballu suppongo che sia il genere musicale. Non è uno strumento molto versatile, una delle tre "canne" è un bordone, una nota invariabile, per cui occorre che gli altri musicisti assecondino questo limite perché lo strumento non può variare di tonalità rispetto a com'è costruito. Si suona con una tecnica strana, per cui il musicista ha una sorta di riserva d'aria, tipo zampogna o cornamusa, ma adopera il suo stesso corpo per trattenerla. Esiste in varie configurazioni. È originario di una parte specifica dell'isola e dalle altre parti è vista come una curiosità.
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luigib952
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da luigib952 » dom 26 giu 2016, 11:32

Telecaster73 ha scritto:Si suona con una tecnica strana ...
Non è una tecnica strana, bensí si tratta di una tecnica, la cosiddetta respirazione circolare, che ogni suonatore di strumenti a fiato normalmente conosce ed applica. In pratica si tratta di sfruttare la cavitá della bocca come riserva d'aria da utilizzare mentre dal naso si aspira altra aria. Certo non é facile, ma si apprende.
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Antonio Sciortino
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 26 giu 2016, 16:12

Io mi diletto a suonare la tromba e il clarino e niente del genere mi è stato mai insegnato. Aggiungerei che il clarino non mi riesce bene quanto la tromba, quindi mi dovrei tacere, ma mi è stato proibito severamente dal maestro di gonfiare le guance e di andare di riserva d'aria.

Wikipedia parla di tecnica usata per questi strumenti.

La tecnica della respirazione circolare era ed è utilizzata per suonare diversi strumenti etnici:

adharc (Irlanda)
alboka (Paesi Baschi)
aulos (Grecia e Roma antica)
benas (Sardegna, Italia)
ciaramella (Italia ed Europa del nord)
cyla-diare (Albania)
didgeridoo (Australia)
dord ard (Irlanda)
dordiseal (Irlanda)
duduk (Georgia e Armenia)
dung (Tibet, Armenia)
ghaita (Marocco e Algeria)
gyaling (Tibet)
karakara (Australia)
kangling (Tibet)
kaval (Bulgaria)
launeddas (Sardegna, Italia)
narh (India)
nadaswaram (India del sud)
pungi (India)
serunai (Malesia)
shanai (India)
surnay (Medio Oriente, Africa del Nord e occidentale)
ulbura (Australia)
zukrah (Libia e Tunisia)


Io non credo che TUTTI i suonatori di strumenti a fiato conoscano questa tecnica STRANA.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Alma Steiner » dom 26 giu 2016, 21:23

È una tecnica "strana", ma di lunga vita e pratica. La maestria dei suonatori di launeddas è proprio nel suonare tre fiati indipendenti contemporaneamente e senza interrompere il flusso di respiro. Lo scrittore Gavino Ledda in "Le canne amiche del mare", descrive la tecnica in un dialogo tra maestro e allievo:

<< (...) vuole dire respirare solo con il naso, mandare aria solo dalla bocca, quindi formare bolle e bollicine senza pausa, sia quando prendi l'aria, sia quando la mandi in fuori. (...) uno strumento di launeddas sono tre canne: "su tumbu", cioè la canna più lunga (...) ha bisogno di aria continua, di soffio senza pausa: lui è il vento delle launeddas e deve soffiare in continuazione. "Su tumbu" è il basso del concerto. Poi viene la canna mediana: "sa mancosa manna", cioè la canna della mano manca. Poi ancora "sa mancosedda", cioè la canna meno lunga e anche meno manca. "Mancosa manna" e "mancosedda" fanno il canto al basso de "su tumbu". Come vedi entrambi hanno quattro buchi lunghi e simili alle porte di nuraghi; più in basso ancora hanno un altro buco più grande, detto "s'arrefinu", la stadera che regola il peso del canto.>>
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Antonio Sciortino » dom 26 giu 2016, 23:27

Onestamente se la fonte è uno di Siligo tanto vale che me lo spieghi uno Svizzero-Tedesco come si suonano le Launeddas, non è tradizione proprio di quel territorio. Ma avrà avuto a sua volta le sue fonti, l'unico uomo al mondo i cui capelli non diventeranno mai bianchi. Le ho viste suonare parecchie volte dal vivo e mi sono soffermato a chiedere al "launeddista" dettagli sulla tecnica esecutiva. Mi ha spiegato alcuni tipi di esercizio che occorreva fare per iniziare ed ho compreso che il mio essere polistrumentista che suona male un po' tutto poteva rimanere confinato a quello che violento attualmente. Suppongo che sia meraviglioso padroneggiare lo strumento, ha un timbro bellissimo.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Alma Steiner » lun 27 giu 2016, 00:22

Telecaster73 ha scritto:Onestamente se la fonte è uno di Siligo...
Uno scrittore narra, non spiega.

Questi http://cantigas.webcindario.com/imagene ... 60_jpg.htm
non sono neanche sardi :wink:
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da cecco » lun 27 giu 2016, 01:54

Telecaster73 ha scritto:Io

Io non credo che TUTTI i suonatori di strumenti a fiato conoscano questa tecnica STRANA.
Di solito nell'impostazione accademica non si usa la respirazione circolare, anzi.....è sconsigliata. Quindi non meravigliarti se l'insegnante di clarinetto non te l'ha insegnata. Nel jazz, invece, è molto utilizzata. Anche nella musica "contemporanea" ci sono dei pezzi che si possono eseguire soltanto con un flusso continuo di aria. Come sempre l'uso di un tipo di tecnica dipende da quello che suoni: per Mozart ha poco senso, per suonare alla Paolo Fresu ne ha molto.... :)

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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Gianluca Trotta » lun 27 giu 2016, 07:57

Verso la metà degli anni Ottanta lessi un articolo sulla rivista Chitarre dedicato a un chitarrista che, attraverso una accordatura non standard, suonava la musica per launeddas sulla chitarra. Se recupero il numero, a breve provo a essere più preciso.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Balaju » lun 27 giu 2016, 22:03

Massimo Nardi?
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lupowitz
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da lupowitz » mar 28 giu 2016, 10:43

Quel chitarrista dovrebbe essere il romano Marco Comandè; parecchi anni fa comprai per posta il suo CD in cui si trova "Sarda" il pezzo in cui la chitarra accordata in do credo e con i cantini di metallo riesce a riprodurre l'atmosfera creata dal suono delle launeddas.
Fu una sua revisione più virtusistica, secondo me, del chitarrone sardo, che già di per sé è utilizzato per accompagnare il canto nei "mi e la" (I sardi del forum potranno confermare o smentirmi).

Certo "le launeddas" sono tipiche del centro barbaricino della Sardegna, ma non ci vuole molte a notare, che l'antico srumento ha molte analogie con altrettanti strumenti simili del nord Europa, a dimostrare che nell'antichità le influenze musicali attraversavano i mari; dunque in quest'epoca di globalizzazione, avrà il caro Gavino, in quanto sardo la pretesa di raccontare "le launeddas"? Penso di si. Negli anni 70 girava per tutta la Sardegna, un gruppo folk chiamato "i launeddas" chi è nato o ha vissuto in Sardegna grosso modo le conosce.

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Gianluca Trotta
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Gianluca Trotta » mar 28 giu 2016, 13:02

Chitarre, anno 2 numero 15, giugno 1987. Il chitarrista intervistato è in effetti Massimo Nardi, c'è anche lo spartito di una suonata per launeddas trascritta per chitarra.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Gerardo50 » mar 28 giu 2016, 22:53

Vi ringrazio per i vostri interventi che mi hanno anche aiutato a capire un po di più di questo strumento. Sul forum non ci sono solo "vecchietti" come me, ci sono anche molti giovani o giovanissimi e scrivere per far consocere loro questi strumenti lo faccio veramente molto volentieri. Mi ha incuriosito il fatto che addirittura esiste una sonata per launeddas trascritta per chitarra; è proprio vero che non si finisce mai di imparare. Immagino pure che tale sonata sia irreperibile :( cosi tanto per curiosare................ possederla sarebbe come avere un pezzo raro al di la del fatto del suonarla o non. Grazie mille a tutti gli intervenuti. Gerardo50.
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Re: Le Launeddas.

Messaggio da Lucio M. » ven 23 dic 2016, 10:54

Fu affascinante sentire per la prima volta con la chitarra il ballo sardo, che avevo sempre sentito suonare nel modo tradizionale. Da ragazzo, ero in campeggio d’estate con alcuni amici, e il proprietario del terreno in cui ci eravamo fermati a fare merenda, mi prese la chitarra e dopo avere modificato i cantini suonò per qualche minuto lasciandoci a bocca aperta. Teneva la destra, nell’arpeggio, come chiusa a pugno per non lasciar vedere i movimenti, e avendogli domandato il perché, rispose che bisognava, per tener segreti quei gesti; cosa del tutto inutile, pensai, dal momento che non ero neppure in grado di capire come si muovesse la mano sinistra, che pure era ben visibile.
Buone feste a tutti.

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