Nuova terapia per la distonia focale

Ahi! Ahi! Posture ed ergonomia del Chitarrista.
Questa sezione è dedicata alla discussione relativa ai dolori alle braccia, alle mani alla schiena che spesso affliggoni i chitarristi.
kokis80

Nuova terapia per la distonia focale

Messaggio da kokis80 » lun 06 feb 2006, 15:01

E' esattamente da quando ho iniziato a frequentare questo forum che sono venuto a conoscenza di questa terribile patologia.
Di solito quando mi trovo di fronte a queste "scoperte" (con tutti le relative reazioni emotive usuali per chi dedica molto tempo allo studio di uno strumento e vorrebbe diventasse la sua professione) la paura e l'angoscia iniziale si tramutano in voglai di conoscere il "nemico", per capire se e come è possibile, arginarlo, prevenirlo, sconfiggerlo.
Purtroppo non sono medico e di amici medici ne ho pochi e tutti specializzati in altri campi (potevano andare a medicina anzi che a giurisprudenza tutti gli altri?), quindi l'unico modo che ho per capire è il fai da te sulla rete.
Questa è una delle ultime cose che ho trovato sul web, vorrei condividerla con voi e (forse in un eccesso di ottimismo) magari aprire un nuovo spiraglio di speranza a chi soffre di questa "peste" terribile. Non avvo ancora sentito parlare e gli ultimi studi sembrano incoraggianti.Riporto l'articolo:

Di distonia si parla quando determinati gruppi muscolari si contraggono in modo involontario, ricevendo dal cervello segnali non appropriati per attivarsi. Riguardano spesso solo una parte del corpo (distonia focale), ad es. le palpebre (blefarospasmo) oppure i muscoli del collo (torcicollo spasmodico). La terapia più efficace consiste nell'iniettare nei muscoli affetti tossina botulinica, che induce una temporanea e parziale paralisi del muscolo comportando così un notevole miglioramento dei sintomi, spesso fastidiosi o invalidanti. Distonie possono essere causate da movimenti articolati e ripetitivi e manifestarsi anche nell'ambito di particolari professioni che richiedono una spiccata manualità, si conoscono ad es. il cosiddetto 'crampo dello scrivano' oppure il 'crampo del musicista'. La distonia focale del musicista è un disturbo particolarmente insidioso in quanto ostacola la prestazione artistica di chi suona il pianoforte, il violino, il flauto o altri strumenti e può comportare serie difficoltà fino a causare la fine della carriera. Insidioso anche perché spesso non riconosciuto come tale per molti anni e perché i musicisti sono pazienti difficili in quanto generalmente insoddisfatti da un successo solo parziale della terapia oppure perché l'indebolimento dei muscoli può comportare nuove difficoltà di movimento. Questo studio pubblicato sull'ultimo numero di Neurology cerca di incoraggiare riportando l'esperienza ottenuta con 84 musicisti trattati all' Institut für Musikphysiologie und Musikermedizin di Hannover in Germania. Il 70% dei musicisti ha sperimentato un miglioramento della performance artistica, un terzo dei musicisti ha continuato la terapia per più di tre anni (le iniezioni sono da ripetere circa ogni 3 mesi quando si perde il loro effetto). Lo studio è accompagnato da un editoriale che cita l'esperienza di Leon Fleisher, famoso pianista statunitense la cui carriera è stata frenata all'età di 36 anni per una distonia che causava la flessione involontaria dell'anulare e del mignolo della sua mano destra appena iniziava a suonare. Fleisher è comunque andato avanti e si è specializzato sul repertorio pianistico per la mano sinistra (basti pensare al celebre Concerto di Ravel) vincendo vari premi per le sue performance particolari. Solo nel 1995, quasi 30 anni dopo, l'avvento della tossina botulinica gli ha permesso di ritornare all'uso pieno delle due mani. Il suo ultimo CD infatti si intitola "Two Hands", Due Mani, ed è nella sua bellezza artistica un vivo esempio di come la determinazione personale e le moderne opportunità terapeutiche possano complementarsi per risolvere con successo disturbi neurologici altrimenti invalidanti.

il link è http://www.neurologia.it/2005/01/26.html

Pietropaolo Morrone

Messaggio da Pietropaolo Morrone » lun 06 feb 2006, 15:04

Grazie Kokis per questo interessantissimo intervento

Angelo Gilardino

Re: Nuova terapia per la distonia focale

Messaggio da Angelo Gilardino » lun 06 feb 2006, 15:39

kokis80 ha scritto:E' esattamente da quando ho iniziato a frequentare questo forum che sono venuto a conoscenza di questa terribile patologia.
Di solito quando mi trovo di fronte a queste "scoperte" (con tutti le relative reazioni emotive usuali per chi dedica molto tempo allo studio di uno strumento e vorrebbe diventasse la sua professione) la paura e l'angoscia iniziale si tramutano in voglai di conoscere il "nemico", per capire se e come è possibile, arginarlo, prevenirlo, sconfiggerlo.
Purtroppo non sono medico e di amici medici ne ho pochi e tutti specializzati in altri campi (potevano andare a medicina anzi che a giurisprudenza tutti gli altri?), quindi l'unico modo che ho per capire è il fai da te sulla rete
il link è http://www.neurologia.it/2005/01/26.html
La conoscenza di cui disponiamo attualmente riguardo la DF è piuttosto limitata. Gli studi più avanzati (a Roma, ad esempio, è in atto una sperimentazione a livello di clinica universitaria) giungono a rendere visibile su monitor, attraverso strumenti analitici molto sofisticati, le anomalie neurologiche tipiche della DF, ma una terapia risolutiva non è ancora stata trovata, e la botulina si dimostra parzialmente utile soltanto in una minoranza di casi.

Tra chitarristi, la DF ha compiuto una vera e propria strage. Quello che si è potuto notare è che la sua origine non risiede necessariamente in problemi di postura, ma piuttosto in una sorta di sovraffaticamento associato a una eccessiva ripetizione di un tipo di diteggiatura e inoltre - su questo aspetto ritengo, come osservatore costante e molto attento della patologia, di dover porre un forte accento - sull'uso di strumenti particolarmente faticosi, quando non addirittura nell'adozione di strumenti "maggiorati" (decacorde, etc.). Il caso di un bravissimo chitarrista, poi divenuto ricercatore famoso nel campo della DF, è insorto in modo repentino e irreversibile proprio nel giorno del passaggio dalla chitarra normale alla chitarra a dieci corde.

Il consiglio che do ai chitarristi che si sottopongono a dure sessioni di studio e che fanno uso sistematico delle diteggiatura con forte impegno dell'anulare della mano destra (ad esempio, le diteggiature a-m-i per la scale e le sequenze di note singole) è: praticare sistematicamente il rasgueado come tecnica attiva, uguale e contraria a quella delle scale, degli arpeggi e del tremolo. Per ogni ora di tecnica ordinaria, almeno 5 minuti di rasgueados con impegno estensivo dell'anulare e del mignolo. Credo che sia una formidabile protezione contro la DF, come l'aglio contro i vampiri.

AG

kokis80

Messaggio da kokis80 » lun 06 feb 2006, 15:54

Che dire M°, grazie come sempre.
Esistono centri specializzati in cui farsi seguire per imparare un'"igiene" dei movimenti, in modo da cercare di arginare i rischi?

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » lun 06 feb 2006, 16:32

kokis80 ha scritto:Che dire M°, grazie come sempre.
Esistono centri specializzati in cui farsi seguire per imparare un'"igiene" dei movimenti, in modo da cercare di arginare i rischi?
Credo che sia necessario impiantare uno di questi centri nella propria persona, imparando a conoscere a fondo se stessi, psichicamente e fisicamente, assumendo su di sé i carichi di lavoro giusti, ed evitando quelle proiezioni di se stessi oltre i limiti che la propria persona rivela giorno per giorno di fronte all'impegno di lavoro, manifestando quei segni di disagio premonitori che, se sottovalutati o ignorati, conducono alla catastrofe. Non è un caso che, tra le vittime della DF, la stragrande maggioranza sia formata da virtuosi temerari, persone capaci di grandi gesti tecnici ma anche votate al sacrificio di sé, nel senso del rifiuto del limite, sia come realtà che come concetto. La DF è, il più delle volte, una dissociazione del corpo dal progetto intrapreso da una mente che ormai non interpella più il corpo con affetto e sollecitudine, ma lo getta spietatamente in un tentativo liminare. E' il cavallo che si blocca e s'impunta e dice al cavaliere: adesso basta.

Io credo di avere accumulato - per mia disgrazia - cognizione sufficienti a controllare i carichi di lavoro delle persone che conosco. A cominciare dal sottoscritto - perché è su me stesso in primis che ho operato, ritirandomi dai concerti quando - nonostante la seduzione delle circostanze - qualcosa de profundis diceva: basta. Nel caso mio, non era stata la DF, ma un'altra patologia sistemica - se vogliamo più rischiosa - a manifestare il rifiuto. Ebbi, volli avere, la forza di seguitare la mia stella e di non cedere alla pressione degli eventi, del mondo, e mi salvai. Altrimenti, non credo che sarei qui a raccontare la storia (altro che DF!).
C'è un equilibrio, un'igiene nello studio, che solo dalla persona stessa può essere forgiato e mantenuto. Non occorrono centri, se ne è stato attivato uno interiore.

AG

kokis80

Messaggio da kokis80 » lun 06 feb 2006, 16:44

Di nuovo, grazie.
A volte rimango stupito da quanto poche parole possano essere così chiare.
Sì, concordo: forse è una tteggiamento tipico del nostro tempo il demandare la cura di sé (o del sé) a stregoni, specialisti, guru e santoni del momento...
Non vorrei essere frainteso, non disprezzo nessuna pratica medica (per quanto riguarda santoni e guru lascio cadere il discorso, la vicenda Marchi dovrebbe essere un monito per tutti, anche i più sprovveduti), ma credo che questa conoscenza di sé, il confronto con il proprio io e, perchè no, il riconoscimento dei propri limiti siano il punto centrael dellos viluppo di una persona, non solo in campo artistico.
Dalle sue parole, M° Gilardino, intuisco che forse la genesi della malattia possa essere psichica, non meramenete fisica.
Grazie ancora

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » lun 06 feb 2006, 17:07

kokis80 ha scritto:
Dalle sue parole, M° Gilardino, intuisco che forse la genesi della malattia possa essere psichica, non meramenete fisica.
Grazie ancora
Più che malattia psichica (ipotesi che ci potrebbe far supporre che si tratti di forme di alienazione mentale, e non è certo il caso delle persone che conosco), direi che si tratta di una malattia prometeica, originata da una forma di misticismo che dimentica il mondo e il corpo come parte del mondo in una sfida che concepisce lo strumentismo come trascendenza. E' l'anima che va, e non aspetta il corpo. Il quale, umiliato, si nega, si pone infine come ostacolo. E' certo una prova terribile: c'è chi l'ha accettata, creando in sé uno stadio di conoscenza ulteriore rispetto a quello in cui la patologia si è manifestata - è il caso di alcuni grandi didatti - e c'è chi purtroppo non ha potuto far altro che soccombere, precipitando in una vita degradata o addirittura (fu il caso alcuni anni fa di un giovane e magnifico pianista) uscendo dalla vita.

AG

platero

Messaggio da platero » mar 07 feb 2006, 01:31

fortuna avere sempre le chiavi in tasca... :idea:

Davide P.

Messaggio da Davide P. » mar 07 feb 2006, 09:59

Sono un profano con nessuna cognizione in materia, ma tempo fa un medico mi disse che il problema della incurabilità della DF risiederebbe nel fatto che pare (e sottolineava pare) derivi da una sorta di autodifesa del cervello che "isola" la parte deputata al movimento che tanto ossessivamente si è ripetuto.
Con la conseguente difficolta' di riammettere i processi sinapsici che competono a quella piccola parte.

Chiedo venia alle auctoritates del settore per il modo semplice in cui ho espresso quel che ricordo.

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » mar 07 feb 2006, 10:24

Davide P. ha scritto:Sono un profano con nessuna cognizione in materia, ma tempo fa un medico mi disse che il problema della incurabilità della DF risiederebbe nel fatto che pare (e sottolineava pare) derivi da una sorta di autodifesa del cervello che "isola" la parte deputata al movimento che tanto ossessivamente si è ripetuto.
Con la conseguente difficolta' di riammettere i processi sinapsici che competono a quella piccola parte.

Chiedo venia alle auctoritates del settore per il modo semplice in cui ho espresso quel che ricordo.
Non esistono autorità, ma solo persone affette dalla sindrome e medici che ricercano e sperimentano. E non solo medici. Non è detto che la via d'uscita dalla DF non sia un uovo di Colombo. Sembra ormai pacifico che derivi da un equivoco insorto tra il cervello che dà un impulso e il sistema che ne esegue un altro (non comandato). Mentre sappiamo che il cervello impara "stoccando", non sappiamo ancora, nel caso della DF, come fargli disimparare una mappatura errata di una serie di movimenti: una volta creato il file, buttarlo via o sovrascriverlo non è facile come con un computer. Io sostengo che bisogna ingannare il cervello, facendogli credere che un dito fa una cosa mentre in realtà ne sta facendo un'altra, oppure fargli credere che, a fare una determinata cosa, non è il dito che in realtà la sta facendo, ma un altro dito. Il guaio è - paradossalmente - che io non ho la DF, quindi non posso sperimentare la mia teoria su me stesso, e non essendo un medico, non posso e non voglio esercitare abusivamente la professione medica mettendo in atto quella che sarebbe, seppure priva di farmaci, una sperimentazione. Alla botulina non credo, così come non credo ai tutor che ho visto sperimentare (inutilmente) da parte di fisioterapisti e di medici. Bisogna, secondo me, partire dalla constatazione che, se il cervello ha creato quell'inghippo, ne aveva tutte le ragioni, e cercare di persuaderlo a venire a patti...

Il punto, nella vita (artistica), non è di non avere nemici: se uno vale, i nemici gli sorgono attorno nella misura del suo valore. Il punto è di non avere nemici dentro: e la DF è un esemplare caso di inimicizia che una parte della persona crea nei confronti dell'altra. Riconciliazione, non botulina.

AG

aedo

Messaggio da aedo » mar 07 feb 2006, 12:14

Angelo Gilardino ha scritto:
Più che malattia psichica (ipotesi che ci potrebbe far supporre che si tratti di forme di alienazione mentale, e non è certo il caso delle persone che conosco), direi che si tratta di una malattia prometeica, originata da una forma di misticismo che dimentica il mondo e il corpo come parte del mondo in una sfida che concepisce lo strumentismo come trascendenza. E' l'anima che va, e non aspetta il corpo. Il quale, umiliato, si nega, si pone infine come ostacolo. E' certo una prova terribile: c'è chi l'ha accettata, creando in sé uno stadio di conoscenza ulteriore rispetto a quello in cui la patologia si è manifestata - è il caso di alcuni grandi didatti - e c'è chi purtroppo non ha potuto far altro che soccombere, precipitando in una vita degradata o addirittura (fu il caso alcuni anni fa di un giovane e magnifico pianista) uscendo dalla vita.

AG

Molto interessante!

Cosa si può dire a proposito delle "patologie" del compositore?

Lo stadio di conoscenza di cui parla ha a che fare con uno stato di coscienza?

Nel fermare sulla carta il pensiero musicale ho una certa impasse legata alla convivenza di due tempi: quello mentale è molto denso rispetto all' azione dello scrivere e a volte ho la sensazione di perdere qualcosa per strada.


E' solo una questione di esercizio o c'è dell'altro?

Angelo Gilardino

Messaggio da Angelo Gilardino » mar 07 feb 2006, 13:18

aedo ha scritto:[

Cosa si può dire a proposito delle "patologie" del compositore?
Non si traducono in arresti o devianze di tecniche "fisiche", perché il gesto fisico del comporre - scrivere su carta o impartire comandi a un computer - è infinitamente più semplice che il suonare, ed anche un eventuale crampo dello scrivano (patologia affine alla DF) non risulta proibitivo nei confronti dello scrivere musica. I blocchi del compositore sono quindi mentali, o psichici, e sono molto sottili e insidiosi, sia da comprendere e da "diagnosticare" che da curare. In linea di principio, valgono le stesse regole di profilassi: non fare ciò che non si vuol fare, non forzarsi per andare incontro alle aspettative altrui, al mondo, al successo, non rincorrere obiettivi esterni o peggio esteriori, non cercare mai le motivazioni per comporre al di fuori di se stessi. E imparare ad accettare un limite: quello del poter comporre motivatamente solo in certi periodi, e in altri no. Quando non si può, non si può. Scrivere per pura necessità professionale (le commissioni), perché si è artigianalmente capaci di farlo, anche se non se ne ha né motivo né voglia, perché è comodo e/o opportuno farlo, è come assumere veleni non mortali nella speranza che non facciano danno. Diciamo che non si muore. Non subito.
Quindi, accettare il fatto che, anche per lunghi periodi, si può non avere assolutamente niente da dire e da dare, e ammettere che, prima o poi, uno di questi blocchi non avrà più fine: anche quella del compositore è una carriera, e come tutte le carriere, finisce. Non dannarsi l'anima, per questo. Ci si può sempre dedicare all'edizione definitiva delle proprie opere, correggendo tutti gli errori delle prime edizioni, o alle occupazioni di prammatica per i serenissimi scoppiati: il giardinaggio, il bridge, l'astrologia...

Lo stadio di conoscenza di cui parla ha a che fare con uno stato di coscienza?
RispondendoLe, rischierei di implicare che io sia pervenuto a tale stato di conoscenza. Le suggerisco di leggere la prefazione che l'orientalista Grazia Marchianò ha scritto ai volumi dei dialoghi del sapiente indiano Nisargadatta Maharai ("Io sono quello", Mondadori). Lì, troverà tutto quello che risponde al senso specifico delle Sue domande, molto meglio di come potrei fare io. Mi firmo talvolta Calatrava, ma non per significare la mia appartenenza a una categoria di iniziati.
Nel fermare sulla carta il pensiero musicale ho una certa impasse legata alla convivenza di due tempi: quello mentale è molto denso rispetto all' azione dello scrivere e a volte ho la sensazione di perdere qualcosa per strada.
E' solo una questione di esercizio o c'è dell'altro?
Nel Suo specifico caso, è solo questione di "un certo tipo" di esercizio. Non tutti imparano a comporre nello stesso modo, e per Lei è necessario forgiare un modo di imparare a comporre che prenda in attenta considerazione tutte le componenti della Sua realtà personale: Lei non è un "allievo-tipo" - cioè uno che assomiglia ad altri - e non è nemmeno "un tipo di allievo" - cioè uno al quale altri assomigliano o assomiglieranno. E' Lei e basta, e l'esercizio che deve imparare funzionerebbe per Lei e per nessun altro. Mica facile.

AG

paolosuperbike

Messaggio da paolosuperbike » dom 01 lug 2007, 22:18

salve a tutti sono un chitarrista elettrico, purtroppo mi è capitato di imbattermi con questo enorme problema della DF che mi ha interessato non la mano sinistra ma addirittura la mano destra, la mano che plettra per intenderci... purtroppo non riesco più a eseguire in modo veloce la tecnica dell'alternate picking, ciòè la tecnica della plettrata alternata per eseguire le scale in modo fluido e veloce ... riesco a eseguire l'alternate picking solo a una velocità ormai assai ridotta per quello che riuscivo a fare prima.. come provo a riaumentare la velocità non ho più il controllo del movimento della mano destra la quale comincia a sbacchettare di suo tipo effetto parkinson, non permettendomi di colpire le corde col plettro, pertanto sono costretto a eseguire le scale usando la tecnica del legato con la mano sinistra... è chiaro che ciò comporta un ulteriore sovraccarico per la mano sinistra ...ormai sono 5 anni che combatto con la DF ho provato a fare le iniezioni con la tossina botulinica ma i risultati sono stati diciamo nulli, ho soltanto avuto un ulteriore indebolimento dei muscoli dell'avambraccio destro e della stretta della mano destra...giovedi 5 luglio andrò a milano per sottopormi a una visita da uno specialista sperando di risolvere qualcosa... ho deciso di combattere la DF fino in fondo, lei ha dichiarato guerra a me e io ho dichiarato guerra a lei, non voglio arrendermi, vorrei tornare a suonare come prima. Inoltre volevo sapere se c'è qualche altro chitarrista con la DF alla mano destra, perchè sinceramente io penso di essere l'unico fino ad ora...non ho mai sentito nessuno con un problema simile al mio. grazie a tutti voi. Paolo

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » dom 01 lug 2007, 22:53

paolosuperbike ha scritto:salve a tutti sono un chitarrista elettrico, purtroppo mi è capitato di imbattermi con questo enorme problema della DF che mi ha interessato non la mano sinistra ma addirittura la mano destra, la mano che plettra per intenderci... purtroppo non riesco più a eseguire in modo veloce la tecnica dell'alternate picking, ciòè la tecnica della plettrata alternata per eseguire le scale in modo fluido e veloce ... riesco a eseguire l'alternate picking solo a una velocità ormai assai ridotta per quello che riuscivo a fare prima.. come provo a riaumentare la velocità non ho più il controllo del movimento della mano destra la quale comincia a sbacchettare di suo tipo effetto parkinson, non permettendomi di colpire le corde col plettro, pertanto sono costretto a eseguire le scale usando la tecnica del legato con la mano sinistra... è chiaro che ciò comporta un ulteriore sovraccarico per la mano sinistra ...ormai sono 5 anni che combatto con la DF ho provato a fare le iniezioni con la tossina botulinica ma i risultati sono stati diciamo nulli, ho soltanto avuto un ulteriore indebolimento dei muscoli dell'avambraccio destro e della stretta della mano destra...giovedi 5 luglio andrò a milano per sottopormi a una visita da uno specialista sperando di risolvere qualcosa... ho deciso di combattere la DF fino in fondo, lei ha dichiarato guerra a me e io ho dichiarato guerra a lei, non voglio arrendermi, vorrei tornare a suonare come prima. Inoltre volevo sapere se c'è qualche altro chitarrista con la DF alla mano destra, perchè sinceramente io penso di essere l'unico fino ad ora...non ho mai sentito nessuno con un problema simile al mio. grazie a tutti voi. Paolo
Paolo innanzitutti ti faccio tanti auguri per la tua prossima visita sperando che presto tu possa risolvere questo problema.

Lo so che non ti può consolare, ma la DF è un problema che afligge molti chitarristi e se n'è parlato a lungo in altri topic in questo forum.

Non voglio aggiungere altro, non sono un esperto, ma ti invito a fare una ricerca nel forum e leggerti i vari messaggi che sono stati scritti su questo tema.

In bocca al lupo !

magic guitar

paolosuperbike

Messaggio da paolosuperbike » lun 02 lug 2007, 10:16

Ciao Magic Guitar grazie, si ho letto qualcosa al riguardo della DF su questo forum, mi pare che tutti lamentano problemi alla mano sinistra... mi sa che io sono il primo a lamentare il problema alla mano destra che mi impedisce di plettare... so inoltre che dalla DF non se ne viene fuori, almeno io non ho ancora sentito qualcuno che è riuscito a eliminarla completamente.. oltre alla tossina botulinica pare che non ci siano altri rimedi, e i risultati che ho ottenuto con la tossina sono pari a zero... nella mia ignoranza in fatto di medicina ho addiritttura pensato di provare con il Rivotril, che è un farmaco antispasmico che si assume per via orale, forse riuscirei a controllare un pò più il movimento della mano destra... è un esperimento che sono tentato a fare ma che ancora non ho attuato.. dimmi una cosa, ma anche te sei chitarrista? se lo sei spero che te non abbia questo problema, perchè è un danno enorme per un chitarrista e per qualsiasi altro musicista... è un danno che ti fa diventare musicista a metà... e io infatti sono mezzo chitarrista ormai. ciao a presto. Paolo

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