Parole di Bottelli......

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
ricardo66
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda ricardo66 » dom 20 nov 2016, 13:25

Dissento parzialmente dal sig. Lienzo, sul fatto che tutti i CD di Williams registrati con la Smallman abbiano un brutto suono. Se li si ascolta tutti, da quelli dell'82 a quelli recenti, si nota che il suono 'esce' in modo diverso in ogni disco, e credo proprio, che dipenda dalla qualità della 'ripresa' ; facendo l'esempio più evidente, su ''The baroque album'', il suono esce effettivamente piuttosto 'innaturale', 'poco profondo', e leggermente 'squilibrato verso i medio-bassi' ; nel disco (registrato nello stesso periodo) ''The great Paraguayan'', monografico su Barrios, il suono esce meraviglioso: cristallino sugli acuti, e profondo sui bassi. Dissento completamente sulla 'questione dinamica': basta ascoltare la Ciaccona suonata nel succitato 'album barocco' per sentire quella ''escursione dinamica'' che rappresenta un 'marchio di fabbrica' di Williams a prescindere dallo strumento suonato.

alessandro lienzo
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda alessandro lienzo » dom 20 nov 2016, 14:32

ricardo66 ha scritto:Dissento parzialmente dal sig. Lienzo, sul fatto che tutti i CD di Williams registrati con la Smallman abbiano un brutto suono. Se li si ascolta tutti, da quelli dell'82 a quelli recenti, si nota che il suono 'esce' in modo diverso in ogni disco, e credo proprio, che dipenda dalla qualità della 'ripresa' ; facendo l'esempio più evidente, su ''The baroque album'', il suono esce effettivamente piuttosto 'innaturale', 'poco profondo', e leggermente 'squilibrato verso i medio-bassi' ; nel disco (registrato nello stesso periodo) ''The great Paraguayan'', monografico su Barrios, il suono esce meraviglioso: cristallino sugli acuti, e profondo sui bassi. Dissento completamente sulla 'questione dinamica': basta ascoltare la Ciaccona suonata nel succitato 'album barocco' per sentire quella ''escursione dinamica'' che rappresenta un 'marchio di fabbrica' di Williams a prescindere dallo strumento suonato.

Spinto dal suo intervento andrò ad ascoltare meglio e più attentamente i suddetti, vi farò sapere
alessandro C.

Benedetto
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Benedetto » gio 24 nov 2016, 10:59

Chi sono gli interpreti che preferite e che strumenti usano?

alessandro lienzo
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda alessandro lienzo » gio 24 nov 2016, 19:39

Benedetto ha scritto:Chi sono gli interpreti che preferite e che strumenti usano?

Dal mio canto ascolto prevalentemente:
Segovia, nel suo caso la chitarra poco mi Improta, è fonte di ispirazione in molte cose.
Bream: quando suona con la hauser mi fa venire la pelle d'oca, quella chitarra vibra anche nelle casse di un impianto, magica.
Williams: lo adoro a prescindere per la grande pulizia e sobrietà ma quella smallman (che ho ascoltato meglio) mi da molto fastidio, il suono è poco chiaro e sembra inscatolato.
Grondona: esempio calzante che la chitarra Leggera di costruzione o Torres puó essere impiegata in tutti i generi e non solo su Tarrega.
Grondona che ho conosciuto di persona oltre ad essere un gran chitarrista è un musicista,come pochi in Italia.
alessandro C.

alessandro lienzo
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda alessandro lienzo » gio 24 nov 2016, 19:41

Aggiungo Ghiglia, altro musicista così straordinario che non mi fa guardar la Chitarra, non che williams sia inferiore ma li il suono è proprio fastidioso per le mie orecchie
alessandro C.

Benedetto
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Benedetto » ven 25 nov 2016, 15:33

Insomma, i classici.
Credo che il suono di Segovia abbia segnato i gusti di molti; ho risentito qualche album di recente e personalmente ho trovato il suono un po' "passato": tocco a parte, mi sembra che gli ingenieri del suono oggi taglino le frequenze in modo più moderno. Sono curioso di sentire il suono nell'ultimo album di Scott Tenant.
Nemmeno a me piace il suono di williams.

alessandro lienzo
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda alessandro lienzo » ven 25 nov 2016, 23:28

Benedetto ha scritto:Insomma, i classici.
Credo che il suono di Segovia abbia segnato i gusti di molti; ho risentito qualche album di recente e personalmente ho trovato il suono un po' "passato": tocco a parte, mi sembra che gli ingenieri del suono oggi taglino le frequenze in modo più moderno. Sono curioso di sentire il suono nell'ultimo album di Scott Tenant.
Nemmeno a me piace il suono di williams.


Mi piace ascoltare anche i giovani talenti, u chitarristi di grido ecc ecc
Non mi colpiscono però così tanto da spingermi all'analisi dello strumento.
Cosa intendi per taglio moderno delle frequenze ?
alessandro C.

Elitista2
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Elitista2 » dom 27 nov 2016, 10:37

Benedetto ha scritto:Insomma, i classici.
Credo che il suono di Segovia abbia segnato i gusti di molti; ho risentito qualche album di recente e personalmente ho trovato il suono un po' "passato": tocco a parte, mi sembra che gli ingenieri del suono oggi taglino le frequenze in modo più moderno. Sono curioso di sentire il suono nell'ultimo album di Scott Tenant.
Nemmeno a me piace il suono di williams.



Salve Benedetto. Mi sembra però di poter affermare che non tutte le incisioni di Segovia in studio abbiano lo stesso suono. Come è logico che sia. Basta cambiare la posizione del microfono e lo stesso grado di umidità e temperatura dell' aria incidono.
Una delle mie incisioni preferite rimane quella con le sonate di Ponce.
Non saprei citare un disco di chitarra con un suono migliore. Anche per come suonava, intendo. Risale al 64 se ben ricordo. Memorabile la parte accordale verso il termine della Sonata romantica, si sente bene che la chitarra è molto generosa, direi anzi sfondata, sui bassi.

Benedetto
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Benedetto » mar 29 nov 2016, 16:23

È vero.
Notavo solo che registrazioni più recenti tendono ad avere un taglio di frequenze un po' diverso e comunque "moderno". Una volta questi aspetti erano più artigianali.
Sabicas ha registrato il materiale che poi è confluito in una decina di dischi, in una settimana di registrazione in diretta.
Non vorrei generalizzare troppo il discorso; chiaramente ciascuno ha le sue preferenze.

ircam
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda ircam » gio 08 dic 2016, 09:06

Resta sempre il grande fraintendimento in cosa sia una buona e una cattiva registrazione...il 99 % della gente preferisce una registrazione in multimiking con mics mediocri ad una registrazione in pura stereofonia a distanza con un paio di schoeps...anzi credo che nel secondo caso gran parte dei musicisti siano i primi a percepirle quasi amatoriali...ma è un discorso lungo e complesso...

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Gabriele Curciotti
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Gabriele Curciotti » gio 08 dic 2016, 23:08

Oggi purtroppo le nostre orecchie sono tarate su livelli e pressioni sonore maggiori di un tempo... in un mondo dove il rumore è un sottofondo costante e dove il 90% della musica, soprattutto fra i più giovani, viene ascoltata in mp3 da un cellulare o dal pc di casa.
Tutto deve avere un forte impatto altrimenti non ci cattura perché i nostri sensi sono bombardati quotidianamente da mille stimoli di varia natura.

Questo ha portato i chitarristi a pretendere dai liutai (ma in fondo a cominciare fu proprio Segovia) di costruite chitarre sempre più sonore. Purtroppo la chitarra è un compromesso invalicabile, una coperta troppo corta dove, se vuoi aumentare il volume come parametro principale, alla fine perdi in qualità e ricchezza timbrica.
Tutto questo però alla fine comunque non risolve perché, per quanto lo si possa incrementare, non arriverà mai ad un livello tale da poter essere paragonato ad altri strumenti che non temono qual che sia Auditorium.

Così questa tendenza costruttiva ha portato le nuove generazioni (non tutti per fortuna, ma sempre troppo pochi) a non godere più di ciò che rende la chitarra strumento unico nel suo genere, a non ricercare più quella tavolozza timbrica, quei colori, quelle sfumature che arrivano davvero al cuore di chi ascolta, volendosi invece sempre più avvicinare a una concezione “pianistica” piuttosto che, auspicabilmente, orchestrale.
Per fortuna però i due strumenti sono così in antitesi che le caratteristiche dell’uno non si sposano con quelle dell’altro ed è proprio in queste differenze che la musica vive e si arricchisce.
Ciò che mi emoziona ascoltando un pianoforte non posso pensare di riprodurlo sulla chitarra con la stessa logica, piuttosto invece dovrò trovare il modo di portare quell’emozione sul mio strumento e molto spesso, proprio perché questo si realizzi, devo trovare una strada che in apparenza può sembrare addirittura lontana ma che in realtà poi mi riporta proprio in quell’atmosfera, però da un'altra angolazione.
Se la chitarra viene privata di tutto questo sono io il primo a dire che possa risultare “noiosa” soprattutto ai non addetti ai lavori.
Per noi purtroppo non hanno scritto i grandi compositori classici del passato (e le ragioni sono ben note a tutti) e questo ci taglia fuori dall’immaginario collettivo.
Inoltre, essendo uno strumento visto come popolare e d’accompagnamento dai più, purtroppo non ci fa considerare neanche “a tavolino” alla pari con gli altri strumenti.
E’ un problema culturale senza dubbio, ma un esame di coscienza bisogna pur farcelo e una strada per recuperare tutto questo bisogna pur intraprenderla se si vuole migliorare lo stato dei fatti.

ninoram
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda ninoram » ven 09 dic 2016, 08:09

Sono d'accordissimo con te Gabriele, e aggiungerei che il ritorno di molti liutai (direi la maggioranza ormai) alla filosofia costruttiva di Torres, Santos, Simplicio, Garcia ecc. conferma ciò che dici. Naturalmente queste nuove chitarre non sono delle semplici copie, ma le idee di fondo recuperano il passato e cercano di migliorarlo con qualche nuoava idea. Trovo molto divertente che nelle biografie di molti liutai è diventato un obbligo il riferirsi alle vecchie chitarre restaurate, allo studio delle varie Torres e altri.

Saluti!!

Benedetto
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Benedetto » ven 09 dic 2016, 10:57

Condivido anch'io il concetto di massima ma farei qualche distinzione aggiungendo carne al fuoco.
Ferme le premesse dell'intervento di Gabriele (strumento giovane, di matrice popolare, dal volume inadeguato all'orchestra ma con un'anima intimista se si valorizzano le dinamiche) aggiungerei che da Segovia in poi si è scientemente cercato di invertire la rotta:
Negli ultimi 60 anni il repertorio si è ampliato molto, spesso avendo in mente un'idea di strumento moderno, necessario alla crescita e diffusione della chitarra in contesti che originariamente non gli competevano: sicché oggi - forse - ci sono due tipi di repertori per chitarra: Gilardino con la Torres non ci sta'...
Se oggi le cose a repertorio e considerazione stanno molto meglio di qualche decennio fa, ci si è arrivati tramite un certo sviluppo dello strumento, mica a caso.

Altro fattore che vorrei segnalare è il fattore pendolo.
A mio parere non si può buttar via Ramirez così dopo averlo osannato 30 anni.
È miope farlo, perché significa non considerare i motivi per cui ha avuto un ruolo imprescindibile nel definire quel che è la chitarra oggi.

Io dico: riscopriamo le dinamiche, prendiamo le mosse da un Romanillos o un Hauser qualsiasi (che dice queste cose da 30 anni almeno) ma si cerchi una sintesi nuova, poliedrica e che non trascuri le necessità di volume e sostegno moderni.
Necessario riscoprire Torres, ma miope fermarsi a riprodurlo senza superarlo.
Torres è superabile e va superato perché sono passati 150 anni e il mondo (non solo quello della chitarra) è diverso.
La tecnica ci aiuterà se si trovano persone capaci di visione e leadership (o dobbiamo lasciare che sia il mercato a definire le priorità artistiche?).
Forse proprio qui sta il punto del ragionamento. Dopo Segovia, Bream, Williams, Barrueco, chi?
Per finire un accenno sulla tecnica costruttiva: oggi si sta lavorando con le double top composite in legno: mi sembrano ottime premesse.

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Gabriele Curciotti
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda Gabriele Curciotti » ven 09 dic 2016, 19:31

Benedetto ha scritto:Condivido anch'io il concetto di massima ma farei qualche distinzione aggiungendo carne al fuoco.
Ferme le premesse dell'intervento di Gabriele (strumento giovane, di matrice popolare, dal volume inadeguato all'orchestra ma con un'anima intimista se si valorizzano le dinamiche) aggiungerei che da Segovia in poi si è scientemente cercato di invertire la rotta:
Negli ultimi 60 anni il repertorio si è ampliato molto, spesso avendo in mente un'idea di strumento moderno, necessario alla crescita e diffusione della chitarra in contesti che originariamente non gli competevano: sicché oggi - forse - ci sono due tipi di repertori per chitarra: Gilardino con la Torres non ci sta'...
Se oggi le cose a repertorio e considerazione stanno molto meglio di qualche decennio fa, ci si è arrivati tramite un certo sviluppo dello strumento, mica a caso.

Altro fattore che vorrei segnalare è il fattore pendolo.
A mio parere non si può buttar via Ramirez così dopo averlo osannato 30 anni.
È miope farlo, perché significa non considerare i motivi per cui ha avuto un ruolo imprescindibile nel definire quel che è la chitarra oggi.

Io dico: riscopriamo le dinamiche, prendiamo le mosse da un Romanillos o un Hauser qualsiasi (che dice queste cose da 30 anni almeno) ma si cerchi una sintesi nuova, poliedrica e che non trascuri le necessità di volume e sostegno moderni.
Necessario riscoprire Torres, ma miope fermarsi a riprodurlo senza superarlo.
Torres è superabile e va superato perché sono passati 150 anni e il mondo (non solo quello della chitarra) è diverso.
La tecnica ci aiuterà se si trovano persone capaci di visione e leadership (o dobbiamo lasciare che sia il mercato a definire le priorità artistiche?).
Forse proprio qui sta il punto del ragionamento. Dopo Segovia, Bream, Williams, Barrueco, chi?
Per finire un accenno sulla tecnica costruttiva: oggi si sta lavorando con le double top composite in legno: mi sembrano ottime premesse.


Caro Benedetto,
grazie per il suo intervento che rende il post ancora più interessante. :-)
Lungi da me voler buttare via Ramirez per carità, indubbiamente negli ultimi anni (anzi da molti anni) la qualità degli strumenti si è molto abbassata pur rimanendo alto il prezzo di listino ma nulla toglie ai meriti, alla bellezza e alla qualità degli strumenti del passato. So che oggi c'è un ritorno alle origine da parte di Casa Ramirez e non posso che esserne felice a priori.
Riguardo all'evoluzione della composizione e alla conseguente evoluzione degli strumenti mi trova poco d'accordo però...
non credo che la muisca scritta dal M° Gilardino che lei cità possa avere nocumento se suonata su uno strumento che riflette tutte quelle caratteristiche di cui parlavo. Probabilmente eseguito su una Torres di 160 anni in effetti potrebbe soffrire un pò ma solo perchè lo strumento non ha più quella "performanza" data l'età.
Una chitarra "monotimbrica" o quasi non credo possa rendere giustizia a qual si voglia tipo di musica, ovviamente non sempre si sfrutteranno i timbri ed i colori con le stesse modalità e intenzioni ma è proprio la pasta sonora di base della strumento che rende, a mio avviso, il tutto più interessante .
Non sono un estimatore delle chitarre double top, come avrà capito, perchè li trovo strumenti senza personalità e senza quel "non so che" di imponderabile che trovo invece in strumenti di base più tradizionale (non sempre ovviamente, anche li di scatoloni ce ne sono tanti :-) )
Molti liutai che ne hanno costruite in passato oggi però sono tornati indietro sui loro passi. Credo che certe scelte, che nascono da sperimentazioni giuste e legittime, poi diventino solo mode al di la di una valutazione reale dei pro e contro da parte dei chitarristi in primis, seguendo solamente il chitarrista famoso di turno che, per motivi suoi, ha scelto di usarla.
Detto questo però mi rendo anche conto che forse a volte si da troppa colpa agli strumenti quando invece è sulla testa dei chitarristi che bisognerebbe lavorare per far riscoprire un mondo a volte troppo dimenticato... non dico di tornare al budello e alla seta filata, non dico di non guardare al futuro per carità ma credo che oggi quello che si può e si deve innovare nella composizione e nel suonare sia il messaggio che si vuol fare arrivare, non i mezzi attraverso cui veicolarlo.

FlavioRo
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Re: Parole di Bottelli......

Messaggioda FlavioRo » dom 11 dic 2016, 18:01

Una domanda,per chi lo sa: ma nei dischi in duo Bream-Williams,quest'ultimo non era passato ancora alle Smallman,o sbaglio?
A me pare che in quei dischi (3 in tutto,uno dal vivo) si senta tutta la differenza nel tocco-timbro tra i due,in parte dipendente dai diversi strumenti che usavano: se non erro, Bream utilizzava almeno una Bouchet (che gli fu poi rubata, e con l'amico Williams tentarono invano di ritrovarla nel mercato "dell'usato").


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