" -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

In questa rubrica potete annunciare gli eventi che vi concernano quali ad esempio : CD, DVD, pubblicazione di libri, magazin, spartiti, la presentazione di chitarre da parte dei liutiai, eventi professionali quali saloni, stages, festival e concorsi.
Questa possibilità è offerta ai professionisti; concertisti, compositori, professori ed organizzatori di manifestazioni, a condizione che essi partecipino anche alla vita del forum, pubblicando, almeno una volta all'anno, un mp3 o un video, o una composizione per chitarra, o un corso in linea. Se queste condizioni non saranno soddisfatte, i messaggi di autopromozione verranno eliminati dai moderatori.
Regole del forum
Autopromozione dei vostri cd, pubblicazioni e sito Internet

Questa possibilità è offerta ai professionisti; concertisti, compositori, professori ed organizzatori di manifestazioni, a condizione che essi partecipino anche alla vita del forum, pubblicando, almeno una volta all'anno, un mp3 o un video, o una composizione per chitarra, o un corso in linea. Se queste condizioni non saranno soddisfatte, i messaggi di autopromozione verranno eliminati dai moderatori.
Solo a riserva di accettare tali condizioni, i professionisti potranno presentare i loro CD, la loro attività, il blog o il sito internet, le loro pubblicazioni di libri o spartiti, nella rubrica di “Autopromozione”, in cui si potrà aprire una discussione, a proprio nome, per promuovere la propria attività professionale, senza alcun limite di messaggi. Nel caso in cui sia già stato aperto un topic in autopromozione, e ne viene iniziato un secondo, dallo stesso professionista, i moderatori uniranno i due topic in un’unica discussione. Non vi è invece alcuna condizione per la presentazione di CD gratuiti, di spartiti gratuiti o di siti non commerciali.
roberto fabbri

" -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da roberto fabbri » sab 13 apr 2013, 18:18

Cari amici qui potrtr trovare la videointervista realizzata da Fausto Pellegrini per Rainews24 - backstage del conceto dell'Auditorium Parco della Musica 2013
http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=33297

Immagine

Bute

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Bute » sab 13 apr 2013, 20:05

Ecco già che se ne discuteva, questa per esempio non è chitarra classica. :D

roberto fabbri

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da roberto fabbri » sab 13 apr 2013, 23:44

Bute tu dici che la mia non è musica classica perchè a differenza di altri che hai nominato in un altro post non affonda le radici da nessuna parte... Mi sembra la tua una affermazione sia a dir poco semplicistica e inoltre neanche motivata, direi quindi assolutamente gratuita e preconcetta.
Le spiego quindi dove si possono trovare le radici di ciò che scrivo. Volendo restare in Italia ai primi del novecento, vediamo autori come Terzi e Mozzani testimoniare il gusto musicale dell'epoca, le loro composizioni si rifacevano a valzer e mazurche in voga nelle sale da ballo del tempo e affiancavano questi brani "leggeri" con disinvoltura a composizioni più articolate e senza nessun senso di inferiorità o sudditanza musicale rispetto alle opere di grandi compositori come Bach o di chitarristi del loro recente passato come Sor etc., questo avveniva anche con il chitarrista spagnolo Tarrega e poco più tardi in sud America con Barrios (visto con sospetto dall'élite chitarristica dell'epoca ed ora giustamente dalla stessa riscattato e consacrato) tutti questi chitarristi/compositori erano quindi con il loro strumento testimoni dei tempi musicali e dei paesi in cui vivevano. Più tardi in Italia Mario Gangi, che mi ha onorato prima delle sue lezioni al Conservatorio di Santa Cecilia (anche se non ero nella sua classe ma in quella di Carfagna) e poi della sua amicizia, ha intrapreso la stessa strada dei suoi predecessori creando un linguaggio compositivo di grande comunicazione e bellezza che attingeva al mondo sonoro della sua epoca, nelle sue splendide composizioni si possono ravvisare motivi dal sapore pop o jazzistico.
Ecco è in questo filone che si inserisce la mia opera come quella di tanti altri chitarristi compositori contemporanei, la mia opera è nella contestualizzazione del linguaggio chitarristico e nel ricerca anche di scrivere brani che siano "piacevoli" da ascoltare (ma non dovrebbe essere questa la funzione della musica?!?...) a me probabilmente non si perdona il fatto che io abbia con i miei ultimi tre dischi sposato in toto la figura del chitarrista compositore, ma è proprio questa mia scelta totale di campo che ha fatto si che una Mayor come la Sony Classical si interessasse al mio lavoro.
Le definizioni di genere nella musica non hanno più un senso, però resta il fatto che io sono un chitarrista classico che suona con una tecnica assolutamente classica il suo strumento.
La chitarra ha avuto nei secoli alterne fortune grazie al dualismo insito nella sua stessa natura di strumento sia "colto" che "popolare", questa dicotomia a fatto si che l'interesse intorno a questo strumento non sia mai scemato e ne abbia decretato le alterne vicende vedendola alternativamente in auge come strumento colto e come strumento popolare. Segovia ha avuto il grande merito di portare l'attenzione di questo strumento al grande pubblico, riempendo le sale da concerto e facendone un strumento "popolare", dove popolare va inteso come fruibile da un grande numero di persone, i chitarristi venuti dopo di lui però sembrano aver dimenticato la lezione segoviana che cercava il consenso del pubblico, un musicista non può prescindere dal suo pubblico.
Al concerto al Parco della Musica, a cui si riferisce questo post, sono venute circa 500 persone ed hanno pagato un biglietto di 15 euro per ascoltare un concerto di chitarra classica, a loro va il mio più sentito ringraziamento perchè senza di loro, senza il pubblico, un musicista non è nulla!
Comunque non voglio far polemica e il mio intervento si chiude qui.

Avatar utente
Gerardo50
Messaggi: 4933
Iscritto il: ven 22 set 2006, 10:50
Località: Roma

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Gerardo50 » dom 14 apr 2013, 21:57

Premesso che sono una capra totale, però mi ha incuriosito la questione classico e non classico allora son voluto andare su wikipedia e manco a farlo apposta e per puro caso non perche io ne capisca..........gli ultimi due righi coincidono con ciò che ho scritto sul forum ( mi pare questo ) una volta ma non ricordo dove ed in quale occasione. A me ad esmepio piace ela musica antica, ma siamo sicuri che allepoca era considerata classica e non venisse criticata? La stessa cosa potrebbe capitare oggi. Quindi ai posteri come si vede dall'allegato che ho preso da wikipedia: alvolta il termine "musica classica" viene usato in senso più restrittivo, per esempio in riferimento alla -pur ampia- stagione creativa che va dall'undicesimo secolo fino ai primi decenni del Novecento. I confini della categoria sono comunque imprecisi e opinabili, in quanto il marchio di classicità viene in genere assegnato dai posteri; dunque, ciò che oggi si definisce classico non lo era necessariamente ai tempi in cui venne composto. P.S. poi al fin fine la musica deve emozionare e soddisfare le orecchie..............se le soddisfa fa bene ai neuroni. Dimenticavo: pur avedo scritto a seguito del pensiero di Bute, ci tengo a precisare che non è una polemica nei suoi riguardi :) ma un semplice mio pensiero privo di ogni astio o polemica. Grazie :)
Gerardo

Roberto Ferretti
Messaggi: 1296
Iscritto il: dom 17 apr 2011, 14:52

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Roberto Ferretti » lun 15 apr 2013, 01:03

roberto fabbri ha scritto:Bute tu dici che la mia non è musica classica perchè a differenza di altri che hai nominato in un altro post non affonda le radici da nessuna parte...
Non è un problema di radici. E' "solo" un problema di termine, il linguaggio non ha la precisione della matematica, alcuni termini sono interpretabili. Calvino (non ricordo dove: forse nelle "Lezioni americane"? L'ho lette troppi anni fa...) asseriva che un racconto diventa classico quando lo si può mettere senza esitare sopra il comodino accanto al letto e leggerlo quando si ha voglia.
Se tu diventerai classico e ti ri-ascolteranno saranno i posteri a deciderlo. Io, intanto, ti ringrazio e ti ascolto volentieri. :okok:

Davide Bortolai

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Davide Bortolai » lun 15 apr 2013, 06:53

roberto fabbri ha scritto:Bute tu dici che la mia non è musica classica perchè a differenza di altri che hai nominato in un altro post non affonda le radici da nessuna parte... Mi sembra la tua una affermazione sia a dir poco semplicistica e inoltre neanche motivata, direi quindi assolutamente gratuita e preconcetta.
Le spiego quindi dove si possono trovare le radici di ciò che scrivo. Volendo restare in Italia ai primi del novecento, vediamo autori come Terzi e Mozzani testimoniare il gusto musicale dell'epoca, le loro composizioni si rifacevano a valzer e mazurche in voga nelle sale da ballo del tempo e affiancavano questi brani "leggeri" con disinvoltura a composizioni più articolate e senza nessun senso di inferiorità o sudditanza musicale rispetto alle opere di grandi compositori come Bach o di chitarristi del loro recente passato come Sor etc., questo avveniva anche con il chitarrista spagnolo Tarrega e poco più tardi in sud America con Barrios (visto con sospetto dall'élite chitarristica dell'epoca ed ora giustamente dalla stessa riscattato e consacrato) tutti questi chitarristi/compositori erano quindi con il loro strumento testimoni dei tempi musicali e dei paesi in cui vivevano. Più tardi in Italia Mario Gangi, che mi ha onorato prima delle sue lezioni al Conservatorio di Santa Cecilia (anche se non ero nella sua classe ma in quella di Carfagna) e poi della sua amicizia, ha intrapreso la stessa strada dei suoi predecessori creando un linguaggio compositivo di grande comunicazione e bellezza che attingeva al mondo sonoro della sua epoca, nelle sue splendide composizioni si possono ravvisare motivi dal sapore pop o jazzistico.
Ecco è in questo filone che si inserisce la mia opera come quella di tanti altri chitarristi compositori contemporanei, la mia opera è nella contestualizzazione del linguaggio chitarristico e nel ricerca anche di scrivere brani che siano "piacevoli" da ascoltare (ma non dovrebbe essere questa la funzione della musica?!?...) a me probabilmente non si perdona il fatto che io abbia con i miei ultimi tre dischi sposato in toto la figura del chitarrista compositore, ma è proprio questa mia scelta totale di campo che ha fatto si che una Mayor come la Sony Classical si interessasse al mio lavoro.
Le definizioni di genere nella musica non hanno più un senso, però resta il fatto che io sono un chitarrista classico che suona con una tecnica assolutamente classica il suo strumento.
La chitarra ha avuto nei secoli alterne fortune grazie al dualismo insito nella sua stessa natura di strumento sia "colto" che "popolare", questa dicotomia a fatto si che l'interesse intorno a questo strumento non sia mai scemato e ne abbia decretato le alterne vicende vedendola alternativamente in auge come strumento colto e come strumento popolare. Segovia ha avuto il grande merito di portare l'attenzione di questo strumento al grande pubblico, riempendo le sale da concerto e facendone un strumento "popolare", dove popolare va inteso come fruibile da un grande numero di persone, i chitarristi venuti dopo di lui però sembrano aver dimenticato la lezione segoviana che cercava il consenso del pubblico, un musicista non può prescindere dal suo pubblico.
Al concerto al Parco della Musica, a cui si riferisce questo post, sono venute circa 500 persone ed hanno pagato un biglietto di 15 euro per ascoltare un concerto di chitarra classica, a loro va il mio più sentito ringraziamento perchè senza di loro, senza il pubblico, un musicista non è nulla!
Comunque non voglio far polemica e il mio intervento si chiude qui.
quoto questo intervento del maestro fabbri e lo ritengo insieme a quello di r. dyens (vedi topic 2013 chitarra classica una definizione da ridiscutere) prezioso per pervenire ad una reale evoluzione del nostro strumento di lavoro: la chitarra.
grazie :bravo: e meno male che il forum delcamp può avvalersi di tali supporti artistici
un cordiale saluto
davide bortolai

Avatar utente
Carlo Botti
Messaggi: 301
Iscritto il: lun 01 ott 2007, 16:32
Località: Roma

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Carlo Botti » lun 15 apr 2013, 07:23

Pur non essendo un professionista sono sicuramente un'ascoltatore.
Purtroppo nell'intervista le parti sono musicali sono brevi e tagliate, però da un primo ascolto devo dire che mi piace.
Non saprei dire se è musica classica on no, e nemmeno mi interessa poi così tanto approfondirlo. Sicuramente è qualcosa di nuovo.
Credo proprio che investirò nell'acquisto del CD, sono molto curioso di ascoltarlo nella sua interezza, poi magari se ne riparla.

Carlo

Avatar utente
Giorgio Signorile
Professore
Messaggi: 6928
Iscritto il: mer 12 ott 2005, 17:08
Località: cuneo

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Giorgio Signorile » lun 15 apr 2013, 08:04

I discorsi sui generi musicali, classico non classico, fino a che punto ecc sono vecchissimi e superati dalla storia. In nessun altro strumento ci si fa le paranoie che ci facciamo fra chitarristi. Esiste un genere, che è quello della Musica che nasce perchè non può farne a meno, della Musica che ti fa venire voglia di risentirla subito e se ti fermi a pensare se è classica o no sei un fallito, perchè hai bisogno del supporto di altri per capire se può piacerti o meno. Esiste e deve esistere sicuramente un confine tra ciò che è "alto" e ciò che è di consumo, e le caratteristiche sono facilmente rilevabili nella durata dell'ascolto dei brani (per mia figlia un brano è vecchio quando è di due mesi prima...), nell'uso di frasi, melodie, armonie già sentite che fanno sì che piaccia ad un primo ascolto perchè "ricorda qualcosa" ma non c'è storia lì dentro, non c'è lavoro nè inventiva, è roba da consumare e via.
Quello può essere un buon modo per distinguere ciò che è classico dal resto: vale di più un banalissimo minuetto di maniera del '700 scritto ad hoc per far ballare dei nobili chiusi in una stanza mentre fuori morivano di fame e malattie o il riff iniziale di Smoke on the water che ha cambiato la storia del rock e di milioni di giovani che l'ascoltavano (nel senso che in milioni hanno iniziato a suonare grazie a quelle tre note)?
Non entro nel merito della musica di Roberto, dico solo che è più onesto lui a suonare ciò che gli piace che molti chitarristi "classici" che imitano, giocano a fare gli epigoni di qualcuno dimenticando che la Musica nasce da noi stessi e non esiste se non in noi stessi in relazione al mondo che ci circonda, che non può essere tenuto in disparte col senso di superiorità e quasi disprezzo che sovente noto nell'ambiente "alto"

Davide Bortolai

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Davide Bortolai » lun 15 apr 2013, 09:03

roberto fabbri

è un maestro della chitarra contemporanea :okok:

come vi sembra?

nel ricordarvi che i nomi sono importanti... nomen est omen

un cordiale saluto

davide bortolai :bye:

Bute

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Bute » lun 15 apr 2013, 13:21

Va bene non mi soffermo e prendo per buone le sue dissertazioni storiche Fabbri perchè, mea culpa , sono ignorante. Lascio giudicare alle orecchie e c'è qualcosa che proprio non torna. Le faccio una domanda diretta e senza aspettarmi una risposta precisa, le chiedo però di rispondermi in modo sincero: perchè, secondo lei, hai ricevuto molte critiche dal mondo accademico e amatoriale? Che cosa pensa che le critichino se davvero sta offrendo un servizio allo strumento per cui tutti dovrebbero indistintamente ringraziarla?

klaus

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da klaus » lun 15 apr 2013, 19:56

detto senza alcuna intenzione polemica, a me la musica di fabbri non piace. E d'istinto non la ritengo musica classica, così come non mi pare "classica" quella di ludovico einaudi, giovanni allevi e, ohibò, nemmeno quella di giorgio signorile. Però non riesco a spiegarmi il perché! Non che non ci dorma la notte, ma mi piacerebbe capirlo...

Roberto Ferretti
Messaggi: 1296
Iscritto il: dom 17 apr 2011, 14:52

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Roberto Ferretti » lun 15 apr 2013, 21:58

klaus ha scritto:detto senza alcuna intenzione polemica, a me la musica di fabbri non piace. E d'istinto non la ritengo musica classica, così come non mi pare "classica" quella di ludovico einaudi, giovanni allevi e, ohibò, nemmeno quella di giorgio signorile. Però non riesco a spiegarmi il perché! Non che non ci dorma la notte, ma mi piacerebbe capirlo...
Te lo spiego io: non ti piace perché non ti piace. :mrgreen:
A me piace Mozart, ma nessuno sa dirmi il motivo. Si può leggere Kierkegaard, oppure Stendhal o migliaia di altri volumi a lui dedicati....ma nessuno sa dire come mai piace quell'attacco del concerto per flauto in re maggiore. Sai....lo scrisse su commissione, controvoglia, eppure già da quelle prime note si percepisce la mano del genio. Si possono sprecare le parole, la supercazzola è gratis e fa sempre la sua bella figura. Ma alla fine si dice: mi piace o non mi piace, senza saperne il motivo.

roberto fabbri

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da roberto fabbri » mar 16 apr 2013, 06:53

Infatti si dice mi piace o non mi piace hai ragione! Ma devi considerare il fatto che, a parte pochi chitarristi "benpensanti" e un paio di isolati "re...censori" che non riescono ad accettarla sia per problemi di incapacità di comprensione della cosiddetta "nuova musica" degli autori sopra citati, uscendo questa fuori dagli schemi generalmente imposti da alcuni docenti di conservatorio, sia perché "partigiani" e quindi aprioristicamente contrari ad essa, questa "nuova musica" piace e incontra il favore del pubblico e questo è un fatto. Alcuni "illuminati" maestri hanno decretato che la mia musica come quella di Dyens e York non è classica e non adatta ad essere studiata in Conservatorio... Questa affermazione risibile mi fa sorridere come sorrido quando il solito chitarrista se ne esce con il semplicistico e banale "non sono certo Mozart"... E' vero Mozart,Haydn e Beethoven restano e resteranno per sempre i più grandi chitarristi compositori di tutti i tempi!!!! Immancabilmente i paragoni vanno ai grandi della musica che per chitarra non hanno scritto neanche una pagina... La chitarra è uno strumento particolare, intimo le composizioni per chitarra non sono paragonabili a quelle dove immense masse orchestrali vengono messe in gioco... Così succede che quando si è a corto di argomenti si tirano fuori, a sproposito aggiungo io, i cosiddetti giganti della musica dimenticando la poesia delle delicate Canzoni catalane di Llobet, dei splendidi piccoli preludi di Tarrega e di tanti piccoli e a volte sconosciuti autori del primo novecento chitarristico anche italiano (chi vuole può leggere la "Storia della chitarra" ed. Carisch scritta da me insieme a Carlo Carfagna e Michele Greci in cui si parla anche di questi autori poco conosciuti) che secondo me insieme a quelli citati rappresentano l'essenza della poetica musicale chitarristica.

Avatar utente
Giorgio Signorile
Professore
Messaggi: 6928
Iscritto il: mer 12 ott 2005, 17:08
Località: cuneo

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Giorgio Signorile » mar 16 apr 2013, 09:12

klaus ha scritto:... così come non mi pare "classica" quella di ludovico einaudi, giovanni allevi e, ohibò, nemmeno quella di giorgio signorile. Però non riesco a spiegarmi il perché! Non che non ci dorma la notte, ma mi piacerebbe capirlo...
Ohibò :D continua a dormire tranquillo :D l'ultimo dei miei problemi è dare una definizione a ciò che scrivo. Che qualcuno la chiami classica altri leggera altri classica con accenti pop e derivazioni ambient su basi etnominimaliste è un problema secondario. Ciò che a me importa è scrivere coerentemente al mio essere, con un mio stile ed onestà intellettuale, dimostrarmi per ciò che sono nella vita come in concerto o su uno spartito e cercare che queste varie parti di me stesso siano in sintonia.Uno dei "mali" del nostro amato strumento è proprio la tendenza a fare parrocchietta, ognuno col suo piccolo giardinetto e guai a chi lo calpesta, meglio cercare di togliere l'acqua al vicino che irrorare bene il mio...ma se uno ha da dire qualcosa la dica, col suo lavoro serio, sarà il pubblico e la storia, anche se minima, ad accorgersene.

Davide Bortolai

Re: " -Il ritorno della chitarra classica" - intervista su Rain

Messaggio da Davide Bortolai » mar 16 apr 2013, 09:32

Giorgio Signorile ha scritto:
klaus ha scritto:... così come non mi pare "classica" quella di ludovico einaudi, giovanni allevi e, ohibò, nemmeno quella di giorgio signorile. Però non riesco a spiegarmi il perché! Non che non ci dorma la notte, ma mi piacerebbe capirlo...
Ohibò :D continua a dormire tranquillo :D l'ultimo dei miei problemi è dare una definizione a ciò che scrivo. Che qualcuno la chiami classica altri leggera altri classica con accenti pop e derivazioni ambient su basi etnominimaliste è un problema secondario. Ciò che a me importa è scrivere coerentemente al mio essere, con un mio stile ed onestà intellettuale, dimostrarmi per ciò che sono nella vita come in concerto o su uno spartito e cercare che queste varie parti di me stesso siano in sintonia.Uno dei "mali" del nostro amato strumento è proprio la tendenza a fare parrocchietta, ognuno col suo piccolo giardinetto e guai a chi lo calpesta, meglio cercare di togliere l'acqua al vicino che irrorare bene il mio...ma se uno ha da dire qualcosa la dica, col suo lavoro serio, sarà il pubblico e la storia, anche se minima, ad accorgersene.

quoto
:okok: sono il pubblico e la storia a decidere.
il lavoro duro unito a qualcosa che si vuole veramente esprimere e che dentro "ci fa quasi male" e vuole esplodere assolutamente, fanno in modo che le nostre idee vengano prima o poi raccolte da qualcuno.
un caro saluto
davide borotlai

Torna a “Autopromozione”