Il flamenco-jazz

davidpratta

Messaggio da davidpratta » lun 30 ott 2006, 16:42

per chi volesse intervenire, il topic "musica classica e improvvisazione" e' in Art Cafe'.

grazie mille

Marcus

Messaggio da Marcus » lun 30 ott 2006, 22:10

Sono stato via due giorni e ho trovato il forum pieno di interventi...ma è fantastico! Innanzi tutto ringrazio David per il contributo che sta dando al forum. In particolare l'intervento sull'improvvisazione è preziosissimo. Finalmente il quadro preciso della situazione da una persona che conosce profondamente la materia. Dalle tue frasi emerge che il "jazz reale" assomiglia molto di più al flamenco...intendo dire che in un certo senso strutture armoniche/melodiche "precostituite" sono patrimonio del flamenco. Ed è proprio da questi nuclei che il chitarrista deve evolvere.
Seguirò sicuramente i tuoi consigli e proverò a calarli nel mondo del modo frigio/flamenco.

Ringrazio tutte le persone che stanno intervenendo e lancerei un tema che a me è molto caro...

Pensate che il flamenco abbia una forte identità o non ne abbia per niente? M spiego meglio...il flamenco è un fenomeno proprio di una limitata regione del mondo (la Spagna) o la sua essenza è impossibile da imprigionare? La questione sembra priva di importanza ma penso che per noi chitarristi appassionati di flamenco sia importantissimo. Vorrei sapere cosa ne pensate voi che come me amate questo tipo di musica...siamo rassegnati a suonare qualcosa di "non-flamenco" perchè non viviamo la terra del flamenco oppure il flamenco è uno stato d'animo che si coglie pienamente in qualsiasi punto della terra e con qualsiasi strumento...basta sentirlo?

Spero di avere tanti contributi su questo tema anche perchè fino ad ora ho solo letto l'opinione di Paco de Lucia...che è molto autorevole però preferisco opinioni un pò più "terrene".

flax

Messaggio da flax » ven 15 dic 2006, 17:57

Ragazzi questo post è di ottobre e solo ora ho avuto il tempo di leggerlo!
Finalmente ho scoperto qualcuno che come me sta sbattendo la testa con qs genere meraviglioso.A tal proposito se vi và vi consiglio di procurarvi il film in lingua spagnola della storia di CAMARON.Un mio caro amico lo ha ricevuto in dono da un suo amico di Tarifa.E' un film toccante e di certo vi lascerà il segno.Riguardo a Paco checchè se ne dica è il RE indiscusso di qs genere.Qualcuno dice che ha ceduto il testimone a Vincente Amigo ma io non sono daccordo perchè quando ascolto Francisco Sanchez sento proprio tutta un'altra musica!
Tomatito è un altro da ascoltare con attenzione perchè è una macchina del tempo!La buleria ti trascina come neanche il rock riesce a fare !
Ora ho studiato a lungo su reflejo de luna la granaina di Paco , non tanto per emularlo(cosa che non penso nemmeno) ma per riuscire ancora di più ad apprezzarlo.Purtroppo mi manca la parte finale della partitura e quindi non ho potuto finire lo studio.Mi sono fatto la parte iniziale ,la 2a parte con il tremolo e la terza la quarta mi manca e nn riesco a trovarla in giro.
Su you tube c'è un tipo che la suona, è un certo Rafael Do Dios e da quel video sto cercando di estrapolare qualcosa ma non è semplice e mi porta via tempo prezioso per lo studio della tecnica.Mi sono riproposto di riprenderla più in là.
Con che metodo studiate voi?Io sono al terzo di Oscar Herrero sull'esercizio Vaivèn e faccio un passttino alla volta perchè l'arpeggio con l'anulare appoggiato mi porta nn pochi problemi ma chi l'ha dura la vince.

Marcus

Messaggio da Marcus » dom 17 dic 2006, 21:24

Ciao flax.
Condivido quello che hai detto sulla grandezza di Paco de Lucia e su Vicente Amigo (decisamente un altro mondo rispetto al grande Paco). Tengo a precisare che io preferisco il grande Paco Pena...capisco perfettamente cheè questione di gusti ma la profondità che riesce a trasferirmi Paco Pena è unica. Anche io sono partito con i testi e dvd di Oscar Herrero ma poi ho modificato la mia tecnica osservando altri chitarristi flamenchi...ormai sono anni che li osservo. Mi sento di consigliarti di imparare il flamenco dall'osservazione del mondo...voglio dire il flamenco non nasce dall'accademia ma dalla vita e dalle passioni. Ogni chitarrista flamenco cerca un suo linguaggio ed una sua visione del mondo. Una volta imparate le tecniche principali bisogna a mio parere cercare in profondità quello che vogliamo comunicare...e questo non sta scritto in nessun libro ed in nessuno spartito. Il flamenco è questo (lo dice anche Paco)...si impara guardando e si evolve cercando nella propria anima.

giacomo

Messaggio da giacomo » lun 18 dic 2006, 03:48

Bravo Marcus !!Hai "dipinto" il chitarrista flamenco alla perfezione.Voglio solo evidenziare come oggi tra internet ,DVD e un mondo multimediale audiovisivo in continua evoluzione,l'"osservazione" (e quindi lo studio)di artisti flamenco è relativamente facile.Una volta bisognava cercare la presenza fisica del chitarrista "guida",con le difficoltà che ovviamente ciò comportava.Pensa che io(autodidatta digiuno di teoria musicale)ho impostato a suo tempo la mia "mano"flamenca .....ascoltando dischi 33 giri di Carlos Montoya,Albaicin,Sabicas,Pepe Martinez,Paco de Lucia prima maniera(che tra l'altro oggi preferisco),e così via.Adesso,mi sto "rifacendo"potendo osservare effettivamente tanti artisti e posso testimoniare che se si è "portati"per il flamenco si può imparare molto dall'osservazione senza ,tuttavia,diventare dei meri imitatori -o degli aspiranti imitatori- di questo o di quel chitarrista famoso.Segnalo ,poi,che ogni domenica mattina intorno ale 4,30-5,00 (purtroppo l'orario è questo!)su TVE trasmettono flamenco:è una fonte interessante! Buon rasgueo.

flax

Messaggio da flax » lun 18 dic 2006, 09:32

Marcus ha scritto:Ciao flax.
Condivido quello che hai detto sulla grandezza di Paco de Lucia e su Vicente Amigo (decisamente un altro mondo rispetto al grande Paco). Tengo a precisare che io preferisco il grande Paco Pena...capisco perfettamente cheè questione di gusti ma la profondità che riesce a trasferirmi Paco Pena è unica. Anche io sono partito con i testi e dvd di Oscar Herrero ma poi ho modificato la mia tecnica osservando altri chitarristi flamenchi...ormai sono anni che li osservo. Mi sento di consigliarti di imparare il flamenco dall'osservazione del mondo...voglio dire il flamenco non nasce dall'accademia ma dalla vita e dalle passioni. Ogni chitarrista flamenco cerca un suo linguaggio ed una sua visione del mondo. Una volta imparate le tecniche principali bisogna a mio parere cercare in profondità quello che vogliamo comunicare...e questo non sta scritto in nessun libro ed in nessuno spartito. Il flamenco è questo (lo dice anche Paco)...si impara guardando e si evolve cercando nella propria anima.
Quoto in toto!
Io vengo dall'esperienza jazzistica con altro strumento e credo che sia giusto dire che ognuno suona se stesso!Quello che dall'esterno sembra solo un esecuzione funambolica altro non è che che il frutto di svariati anni di ricerca sonora e espressiva fino ad arrivare alla propria musica!
Questo fà la differenza quando ascolti qualcuno che suona!Puoi essere il più tecnico del mondo ma se non suoni te stesso l'orecchio e il cuore se ne accorgono e ti stufi subito d'ascoltare!
Purtroppo io stò ancora nella fase di somatizzazione dei tempi !E' un processo lento per uno abituato a ragionare contando ma dalle mie esperienze precedenti ho imparato che dopo smetti di "contare"e inizi veramente a suonare.
Già il riconoscere i differenti stili è complesso.La cosa bella è che c'è un abisso tra uno spagnolo e uno spagnolo del sud .Ho notato che al nord ne sanno più o meno quanto me di flamenco.

flax

Messaggio da flax » lun 18 dic 2006, 09:53

Comunque per apprendere realmente questa musica bisogna passare del tempo nelle scuole di danza ad accompagnare i ballerini che provano i passi.Loro infatti quando provano hanno bisogno di chitarristi che in maniera elementare scandiscono il tempo a volte lento a volte più veloce .Questo esercizio continuo ti fà somatizzare il tempo fino a farlo definitivamente tuo.E' così che si comincia.

malvo

Messaggio da malvo » lun 18 dic 2006, 16:23

Anch'io, da un anno mi sto avvicinando al flamenco, proveniente dagli studi classici, anche se l'obiettivo è più l'acquisizione di una tecnica per fare jazz flamenco.

Marcus

Messaggio da Marcus » mar 19 dic 2006, 11:26

Sono contento di trovare chitarristi che sentono la musica come la sento io e sono convinto che sia proprio la musiaca che amiamo (il flamenco) che ci porta in qualche modo a visioni "simili"...dico simili perchè poi ognuno di noi ha caratteristiche uniche che "sprigiona" sulla tastiera.

Concordo pienamente con flax soprattutto quando dice:"Quello che dall'esterno sembra solo un esecuzione funambolica altro non è che che il frutto di svariati anni di ricerca sonora e espressiva fino ad arrivare alla propria musica!
Questo fà la differenza quando ascolti qualcuno che suona!Puoi essere il più tecnico del mondo ma se non suoni te stesso l'orecchio e il cuore se ne accorgono e ti stufi subito d'ascoltare! "

Per quanto riguarda il discorso del ritmo è effettivamente uno degli ostacoli del flamenco ma è anche vero che ci sono ritmi che uno sente ed altri meno. Ad esempio io preferisco la Soleà, la Alegrias, la Buleria, il Tiento ma i "toques" che sento di più sono la Malaguena e la Taranta che sono aritmici (almeno in parte) e permettono di liberare veramente tutto il potenziale. A mio parere bisogna suonare quello che veramente sentiamo nostro. Ad esempio io faccio fatica a suonare una Seguiriyas e purtroppo la apprezzo poco (è un mio limite)...fortunatamente il flamenco è così variegato che ognuno riesce a trovare un suo "repertorio".

E' interessante anche il fatto che la Spagna del nord sia meno "flamenca" di quella del sud: effettivamente sono stato in Spagna da poco ed ho dovuto constatare che hai proprio ragione tu flax.




[/quote]

giacomo

Messaggio da giacomo » mer 20 dic 2006, 07:23

Ciao Marcus:da flamenchista appassionato debbo "necessariamente"rivolgerTi un invito a riconsiderare l'approccio con la siguiriya!Si tratta invero di un "palo"triste e profondo ma contiene elementi di espressività emotiva che,se bene interpretati,possono dar luogo ad esecuzioni di alto valore comunicativo.Se poi rimani troppo triste.......puoi subito intonare una "buleria al golpe".Buon rasgueo e Buon Natale.

Marcus

Messaggio da Marcus » mer 20 dic 2006, 13:53

Mettiamola così Giacomo...mi impegno per le feste ad approfondire la seguiriya. Anche perchè se lo dici tu vuol dire che merita. Cercherò di capirne qualcosa di più dato che ad oggi ne so veramente poco. Ti saprò dire cosa sono riuscito a fare. A te cosa attrae della seguiriya?

Approfitto per augurare Buone Feste a tutti i visitatori di questo forum!!! :noel: :ivresse:

giacomo

Messaggio da giacomo » mer 20 dic 2006, 16:45

Mi attrae il senso di tristezza che le corde riescono ad esprimere se,ovviamente,il chitarrista è in grado di saper gestire un tale sentimento in termini di rappresentazione.Certamente non è un "palo"che si può eseguire in qualunque momento e sopratutto in qualsiasi circostanza:occorre che il chitarrista abbia trovato il "duende"necessario. E' flamenco serio che in Spagna gli artisti di tablao suonano quando ...vanno via i turisti,frastornati da "olè"in eccedenza e da travolgenti "sevillanas".Sono certo che Tu quanto prima interpreterai siguiriyas alla grande.Ciao.

Sander

Messaggio da Sander » ven 19 gen 2007, 23:52

giacomo ha scritto:Mi attrae il senso di tristezza che le corde riescono ad esprimere se,ovviamente,il chitarrista è in grado di saper gestire un tale sentimento in termini di rappresentazione.Certamente non è un "palo"che si può eseguire in qualunque momento e sopratutto in qualsiasi circostanza:occorre che il chitarrista abbia trovato il "duende"necessario. E' flamenco serio che in Spagna gli artisti di tablao suonano quando ...vanno via i turisti,frastornati da "olè"in eccedenza e da travolgenti "sevillanas".Sono certo che Tu quanto prima interpreterai siguiriyas alla grande.Ciao.
la seguiriya è anche un po' la marcia funebre flamenca.
ed è flamenco puro, la vera essenza ed è per me difficilissimo renderla al meglio. es muerte y vida!!!

Massimo Banchio

Re: Il flamenco-jazz

Messaggio da Massimo Banchio » ven 15 ago 2014, 19:55

Un milione di parole!ma nessuno a parlato di compas! iniziamo a conoscere i compas fondamentali nelle tonalità fondamentali di ogni palos, anche solamente con accordi basici accompagnando il baile o il cante........questo penso sia l"inizio...tutto il resto viene dopo!Holà da Max :bye:

Massimo Banchio

Re: Il flamenco-jazz

Messaggio da Massimo Banchio » dom 17 ago 2014, 13:05

[url=http://postimage.org/][img]http:// ... .jpg[/img]
host immagini[/url] un poco di zapateo....non mi vedete perchè sono dietro a Griselda la bailaora ...ma ci sono ...c"è anche il mio amico Silvio al cajon!Bellissima serata di flamenco!Holà da Max :bye: P.S c"è anche un bel bidone della spazzatura con relativa scopa e paletta :D

Torna a “Flamenco”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: CommonCrawl [Bot] e 9 ospiti