D05 Lezione di chitarra classica 06

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Paolo Barbagli
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Barbagli » mar 06 mar 2018, 22:54

E, infine, Campion
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Jesús Morote
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Jesús Morote » mer 07 mar 2018, 16:38

Paolo Previato ha scritto:
mar 06 mar 2018, 16:52
Ciao a tutti
Sul filo di lana oggi ho registrato i due brani della lezione. Pensavo fosse una sessione tranquilla ma non avevo tenuto conto della micia :lol:
Ho ascoltato i vostri brani e a breve li commenterò.
Ciao Paolo. Molto, molto bene. :okok: I miei gatti fuggono sempre della stanza quando comincio a giocare: non suono tanto bello come tu.

Le mie inevitabili osservazioni, in questo caso su "Manuelito" (anche applicabili per Marco):

-Le ottave dell'inizio credo obbligatorio farle con il basso sulle corde basse, il cui suono è molto caratteristico. Se fai il La basso della prima ottava nella terza corda (ed il Sol ed il nuovo La nella prima battuta) e poi il Do basso (ed il Re ed il Mi, ecc. nella seconda battuta e terza) si sente una differnza timbrica notevole e l'omogeneità sonora è rotta. Credo meglio rispettare la diteggiatura dello spartito, non splicita nel basso ma evidente che si suona nella 4ª corda (se il La alto è nella seconda corda, non si può fare il La basso nella terza).

-Nella battuta 72 il basso è un La e non un Re. Credo non sia un errore accidentale di tocco, perche lo fai anche nella ripetizione.

-Ho osservato che fai l'acciaccatura della battuta 77 (e la ripetizione) con portamento del Mi al Si. Ma nello spartito (anche nell'originale) si indica una acciaccatura nella prima corda dal Mi al vuoto fino al Si nel tasto VII della prima. Mi sembra che ciò è fatto apposta. C'è un contrasto fra la parte precedente con le sue molto caratteristiche acciaccature in portamento e questa ultima parte in Re maggiore, a modo di epilogo.

:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » mer 07 mar 2018, 18:21

Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


Ciao Paolo. Molto, molto bene. :okok: I miei gatti fuggono sempre della stanza quando comincio a giocare: non suono tanto bello come tu.

Grazie Jesus :merci:
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Le ottave dell'inizio credo obbligatorio farle con il basso sulle corde basse, il cui suono è molto caratteristico. Se fai il La basso della prima ottava nella terza corda (ed il Sol ed il nuovo La nella prima battuta) e poi il Do basso (ed il Re ed il Mi, ecc. nella seconda battuta e terza) si sente una differnza timbrica notevole e l'omogeneità sonora è rotta. Credo meglio rispettare la diteggiatura dello spartito, non splicita nel basso ma evidente che si suona nella 4ª corda (se il La alto è nella seconda corda, non si può fare il La basso nella terza).
Hai ragione. Quando ho iniziato lo studio non mi sono accorto di questo particolare e poi ho continuato sbagliando. Concordo sulla tua osservazione in merito al colore del suono.
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Nella battuta 72 il basso è un La e non un Re. Credo non sia un errore accidentale di tocco, perche lo fai anche nella ripetizione.
Giusto, è un errore di lettura.
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Ho osservato che fai l'acciaccatura della battuta 77 (e la ripetizione) con portamento del Mi al Si. Ma nello spartito (anche nell'originale) si indica una acciaccatura nella prima corda dal Mi al vuoto fino al Si nel tasto VII della prima. Mi sembra che ciò è fatto apposta. C'è un contrasto fra la parte precedente con le sue molto caratteristiche acciaccature in portamento e questa ultima parte in Re maggiore, a modo di epilogo.
Concordo.
Le tue osservazioni sono corrette e precise. Come ho scritto nel mio post precedente la parte arpeggiata ha assorbito tutta la mia attenzione perchè è di difficotà superiore al resto del brano. Grazie per l'ascolto e le precisazioni.
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » mer 07 mar 2018, 18:44

Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


Ciao Paolo. Molto, molto bene. :okok: I miei gatti fuggono sempre della stanza quando comincio a giocare: non suono tanto bello come tu.

Grazie Jesus :merci:
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Le ottave dell'inizio credo obbligatorio farle con il basso sulle corde basse, il cui suono è molto caratteristico. Se fai il La basso della prima ottava nella terza corda (ed il Sol ed il nuovo La nella prima battuta) e poi il Do basso (ed il Re ed il Mi, ecc. nella seconda battuta e terza) si sente una differnza timbrica notevole e l'omogeneità sonora è rotta. Credo meglio rispettare la diteggiatura dello spartito, non splicita nel basso ma evidente che si suona nella 4ª corda (se il La alto è nella seconda corda, non si può fare il La basso nella terza).
Hai ragione. Quando ho iniziato lo studio non mi sono accorto di questo particolare e poi ho continuato sbagliando. Concordo sulla tua osservazione in merito al colore del suono.
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Nella battuta 72 il basso è un La e non un Re. Credo non sia un errore accidentale di tocco, perche lo fai anche nella ripetizione.
Giusto, è un errore di lettura.
Jesús Morote ha scritto:
mer 07 mar 2018, 16:38


-Ho osservato che fai l'acciaccatura della battuta 77 (e la ripetizione) con portamento del Mi al Si. Ma nello spartito (anche nell'originale) si indica una acciaccatura nella prima corda dal Mi al vuoto fino al Si nel tasto VII della prima. Mi sembra che ciò è fatto apposta. C'è un contrasto fra la parte precedente con le sue molto caratteristiche acciaccature in portamento e questa ultima parte in Re maggiore, a modo di epilogo.
Concordo.
Le tue osservazioni sono corrette e precise. Come ho scritto nel mio post precedente la parte arpeggiata ha assorbito tutta la mia attenzione perchè è di difficoltà superiore al resto del brano. Grazie per l'ascolto e le precisazioni.
:bye:
Ultima modifica di Paolo Previato il gio 08 mar 2018, 13:07, modificato 1 volta in totale.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » gio 08 mar 2018, 13:06

Ho ascoltato il Manuelito di tutti e inserisco due parole di commento per ciascuno di voi.
Jesús Morote ha scritto:
ven 02 mar 2018, 22:44
Ecco il mio Manuelito:
Molto bene a parte gli arpeggi.
Hai suonato molto bene e veloce ma quando sei arrivato con quella velocità agli arpeggi ti sei un po' bloccato. La velocità di Manuelito deve partire dall'arpeggio, il brano va suonato alla velocità con cui si riesce a fare un arpeggio soddisfacente. Qiundi il mio consiglio è di suonarlo più lento in modo da non avere quelle battute un po' stentate. Un consiglio tecnico che ti posso dare quando fai l'arpeggio di la è di non fare un barrè con l'indice sul secondo tasto ma di roteare il dito a partire dalla quarta corda prendendo solo tre corde. Il tocco sarà più fluido e la mano meno tesa.
Marco Leonardi ha scritto:
sab 03 mar 2018, 18:12
Ecco il Manuelito di Julián Arcas .
Anche il tuo Manuelito è molto buono. Io avrei rallentato un po' per fare degli arpeggi leggermente più fluidi. Grande sicurezza e padronanza del brano.
Paolo Barbagli ha scritto:
mer 21 feb 2018, 00:25
Una nuova versione migliorata di Manuelito
Nel complesso un buon lavoro ma si sente troppo lo stacco tra le sezioni del brano. Il tuo arpeggio è un po' lento ma tecnicamente perfetto però è inserito in post produzione e si sente addirittura un fruscio che in altre parti è assente. Si può correggere un brano ma registrando le parti nella stessa sessione di lavoro laddove i volumi e i fruscii di sottofondo sono uniformi.
Angelo Scuderi ha scritto:
lun 26 feb 2018, 10:45
Cari amici ed ecco manuelito.Un saluto a tutti
C'è da migliorare ma nel complesso il brano scorre. Vale il discorso fatto per Jesus, se rallenti troppo sull'arpeggio significa che il brano va suonato complessivamente più lento.
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Jesús Morote » ven 09 mar 2018, 12:51

Paolo Previato ha scritto:
gio 08 mar 2018, 13:06
Hai suonato molto bene e veloce ma quando sei arrivato con quella velocità agli arpeggi ti sei un po' bloccato. La velocità di Manuelito deve partire dall'arpeggio, il brano va suonato alla velocità con cui si riesce a fare un arpeggio soddisfacente. Qiundi il mio consiglio è di suonarlo più lento in modo da non avere quelle battute un po' stentate. Un consiglio tecnico che ti posso dare quando fai l'arpeggio di la è di non fare un barrè con l'indice sul secondo tasto ma di roteare il dito a partire dalla quarta corda prendendo solo tre corde. Il tocco sarà più fluido e la mano meno tesa.
Ti ringrazio il commento, Paolo.

Ho fatto lavoro specifico con questo arpeggio (una settimana intensivamente) prima della mia registrazione, ma concludo che è forse troppo difficile per il mio livello. Nelle "Lecciones" di Sagreras questo disegno di arpeggio non appare che nella 38ª delle "Cuartas" (e noi siamo ancora nel livello delle "Terceras Lecciones"). Posso suonare l'arpeggio isolato, ma... quando suono il brano intero ed arrivo a questo passaggio l'ansia mi fa errare.

Parlando con un chitarrista professionale (chitarra elettrica) ho fatto commento della tecnica di Delcamp di centrare il lavoro sulle passaggi più difficili, e mi ha detto che non era una buona idea, perche così si identifica questo passaggio come "difficile" e quando ci siamo arrivati, mentalmente siamo bloccati per l'ansia. :| Lui pensava che è meglio non "stigmatizzare" passaggi particolari all'interno del brano, per liverare l'ansia.

Forse si potrebbe pratticare questo disegno di arpeggio con le battute 12-14 del Valse op. 58 nº 3 di Giuliani (D04, p. 64) che è simile, ma più semplificato. (Nota: penso che Arcas aveva in mente questo Valse di Giuliani quando ha composto il Manuelito; non solo l'arpeggio è molto simile, ma anche l'inizio con le note successive in accordo di ottava sembra similare).

Ê buona idea quella di prendere solo tre corde, lasciando la prima al vuoto, come alternativa al barrè del 2º tasto. Avevo fatto prove senza barrè, ma premendo le corde con le dita 1, 2 e 3 della mano sinistra; ma non era meglio che il barrè.

Suonare i brani più lenti del tempo giusto non è una scelta per me. Così potrebbe suonare(?) anche brani come Recuerdos de la Alhambra (alla terza parte della sua velocità giusta), ma sarebbe questo suonare Recuerdos de la Alhambra o suonare qualcos'altro?

:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » ven 09 mar 2018, 14:55

Jesús Morote ha scritto:
ven 09 mar 2018, 12:51


Ti ringrazio il commento, Paolo.

Ho fatto lavoro specifico con questo arpeggio (una settimana intensivamente) prima della mia registrazione, ma concludo che è forse troppo difficile per il mio livello. Nelle "Lecciones" di Sagreras questo disegno di arpeggio non appare che nella 38ª delle "Cuartas" (e noi siamo ancora nel livello delle "Terceras Lecciones"). Posso suonare l'arpeggio isolato, ma... quando suono il brano intero ed arrivo a questo passaggio l'ansia mi fa errare.

Parlando con un chitarrista professionale (chitarra elettrica) ho fatto commento della tecnica di Delcamp di centrare il lavoro sulle passaggi più difficili, e mi ha detto che non era una buona idea, perche così si identifica questo passaggio come "difficile" e quando ci siamo arrivati, mentalmente siamo bloccati per l'ansia. :| Lui pensava che è meglio non "stigmatizzare" passaggi particolari all'interno del brano, per liverare l'ansia.

Forse si potrebbe pratticare questo disegno di arpeggio con le battute 12-14 del Valse op. 58 nº 3 di Giuliani (D04, p. 64) che è simile, ma più semplificato. (Nota: penso che Arcas aveva in mente questo Valse di Giuliani quando ha composto il Manuelito; non solo l'arpeggio è molto simile, ma anche l'inizio con le note successive in accordo di ottava sembra similare).

Ê buona idea quella di prendere solo tre corde, lasciando la prima al vuoto, come alternativa al barrè del 2º tasto. Avevo fatto prove senza barrè, ma premendo le corde con le dita 1, 2 e 3 della mano sinistra; ma non era meglio che il barrè.

Suonare i brani più lenti del tempo giusto non è una scelta per me. Così potrebbe suonare(?) anche brani come Recuerdos de la Alhambra (alla terza parte della sua velocità giusta), ma sarebbe questo suonare Recuerdos de la Alhambra o suonare qualcos'altro?

:bye:
Ottime considerazioni.
Studiero' la lezione di Sagreras che hai segnalato e terrò queste battute del Manuelito perché mi sembrano molto importanti al fine di crescere sia come tecnica che come musicalità.
In merito al consiglio del tuo amico mi viene da dire che in quasi tutti i brani ci sono passaggi più facili e passaggi più difficili e penso che sia normale dedicare più tempo a questi ultimi ma soprattutto penso sia essenziale suonare alla velocità che ci permette di suonarli bene. Meglio lento ma preciso perché in fondo siamo qui per imparare, la velocità arriverà col tempo. Per suonare come vorremmo il Manuelito un mese non basta. Pensa che io inizio ad essere abbastanza soddisfatto del Sor op35 nr17 dopo che lo suono da due anni esatti! Chiaro che Recuerdos de Alhambra non lo prendo neanche in considerazione, preferisco suonare bene e alla giusta velocità l'andantino di Carulli e ti assicuro che non sto scherzando. Nel mio piccolo repertorio personale ho brani fino al D04 che cerco di suonare al meglio, quelli del D05 mi servono per crescere ma non potrei mai suonarli di fronte a qualcuno, farei troppi errori. Sul barre' il mio consiglio e di fare una specie di rotazione con l'indice senza appoggiare tutto il dito, osserva bene come fa il Maestro nel suo video.
:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » ven 09 mar 2018, 17:10

Jesús Morote ha scritto:
ven 09 mar 2018, 12:51

Forse si potrebbe pratticare questo disegno di arpeggio con le battute 12-14 del Valse op. 58 nº 3 di Giuliani (D04, p. 64) che è simile, ma più semplificato. (Nota: penso che Arcas aveva in mente questo Valse di Giuliani quando ha composto il Manuelito; non solo l'arpeggio è molto simile, ma anche l'inizio con le note successive in accordo di ottava sembra similare).

Ê buona idea quella di prendere solo tre corde, lasciando la prima al vuoto, come alternativa al barrè del 2º tasto. Avevo fatto prove senza barrè, ma premendo le corde con le dita 1, 2 e 3 della mano sinistra; ma non era meglio che il barrè.
Jesus guarda attentamente come fa il Maestro l'arpeggio di LA nel valzer di Giuliani, lui appoggia l'indice sulle tre corde facendolo ruotare:

Nel Manuelito si fa allo stesso modo. È chiaro che è più difficile perché c'è anche l'arpeggio di MI7 però la parte in LA si suona in quel modo.
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Barbagli » ven 09 mar 2018, 17:59

Paolo Previato ha scritto:
gio 08 mar 2018, 13:06
Ho ascoltato il Manuelito di tutti e inserisco due parole di commento per ciascuno di voi.


Paolo Barbagli ha scritto:
mer 21 feb 2018, 00:25
Una nuova versione migliorata di Manuelito
Nel complesso un buon lavoro ma si sente troppo lo stacco tra le sezioni del brano. Il tuo arpeggio è un po' lento ma tecnicamente perfetto però è inserito in post produzione e si sente addirittura un fruscio che in altre parti è assente. Si può correggere un brano ma registrando le parti nella stessa sessione di lavoro laddove i volumi e i fruscii di sottofondo sono uniformi.

Ti ringrazio delle preziose osservazioni
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Marco Leonardi » ven 09 mar 2018, 18:30

Paolo Previato ha scritto:
ven 09 mar 2018, 17:10
Jesús Morote ha scritto:
ven 09 mar 2018, 12:51

Forse si potrebbe pratticare questo disegno di arpeggio con le battute 12-14 del Valse op. 58 nº 3 di Giuliani (D04, p. 64) che è simile, ma più semplificato. (Nota: penso che Arcas aveva in mente questo Valse di Giuliani quando ha composto il Manuelito; non solo l'arpeggio è molto simile, ma anche l'inizio con le note successive in accordo di ottava sembra similare).

Ê buona idea quella di prendere solo tre corde, lasciando la prima al vuoto, come alternativa al barrè del 2º tasto. Avevo fatto prove senza barrè, ma premendo le corde con le dita 1, 2 e 3 della mano sinistra; ma non era meglio che il barrè.
Jesus guarda attentamente come fa il Maestro l'arpeggio di LA nel valzer di Giuliani, lui appoggia l'indice sulle tre corde facendolo ruotare:

Nel Manuelito si fa allo stesso modo. È chiaro che è più difficile perché c'è anche l'arpeggio di MI7 però la parte in LA si suona in quel modo.
Si il barrè deve essere appena accennato considerando che dopo c'è il mi a vuoto. In tutto l'arpeggio la nota più insidiosa e che porta fuori accento è il mi della quarta corda alla quale si arriva con legatura al re, essendo un 3/4 questo mi si ruba l'accento dal sol che lo precede e tende a far perdere la scansione degli accenti .
Ciao
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 09 mar 2018, 18:52

Paolo Previato ha scritto:
gio 08 mar 2018, 13:06
Ho ascoltato il Manuelito di tutti e inserisco due parole di commento per ciascuno di voi.
Jesús Morote ha scritto:
ven 02 mar 2018, 22:44
Ecco il mio Manuelito:
Molto bene a parte gli arpeggi.
Hai suonato molto bene e veloce ma quando sei arrivato con quella velocità agli arpeggi ti sei un po' bloccato. La velocità di Manuelito deve partire dall'arpeggio, il brano va suonato alla velocità con cui si riesce a fare un arpeggio soddisfacente. Qiundi il mio consiglio è di suonarlo più lento in modo da non avere quelle battute un po' stentate. Un consiglio tecnico che ti posso dare quando fai l'arpeggio di la è di non fare un barrè con l'indice sul secondo tasto ma di roteare il dito a partire dalla quarta corda prendendo solo tre corde. Il tocco sarà più fluido e la mano meno tesa.
Marco Leonardi ha scritto:
sab 03 mar 2018, 18:12
Ecco il Manuelito di Julián Arcas .
Anche il tuo Manuelito è molto buono. Io avrei rallentato un po' per fare degli arpeggi leggermente più fluidi. Grande sicurezza e padronanza del brano.
Paolo Barbagli ha scritto:
mer 21 feb 2018, 00:25
Una nuova versione migliorata di Manuelito
Nel complesso un buon lavoro ma si sente troppo lo stacco tra le sezioni del brano. Il tuo arpeggio è un po' lento ma tecnicamente perfetto però è inserito in post produzione e si sente addirittura un fruscio che in altre parti è assente. Si può correggere un brano ma registrando le parti nella stessa sessione di lavoro laddove i volumi e i fruscii di sottofondo sono uniformi.
Angelo Scuderi ha scritto:
lun 26 feb 2018, 10:45
Cari amici ed ecco manuelito.Un saluto a tutti
C'è da migliorare ma nel complesso il brano scorre. Vale il discorso fatto per Jesus, se rallenti troppo sull'arpeggio significa che il brano va suonato complessivamente più lento.
:bye:
Grazie Paolo hai ragione ,faro' cosi' adeguero' la mia velocita'.Un caro saluto

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 09 mar 2018, 19:06

Marco Leonardi ha scritto:
mar 06 mar 2018, 20:52
Paolo Previato ha scritto:
mar 06 mar 2018, 16:52
Ciao a tutti
Sul filo di lana oggi ho registrato i due brani della lezione. Pensavo fosse una sessione tranquilla ma non avevo tenuto conto della micia :lol:
Ho ascoltato i vostri brani e a breve li commenterò.

Sagreras


Arcas


:bye:
Caspita Paolo....ma è una forza della Natura la tua gatta :D del resto hai suonato cosî bene che lei per prima ti ha fatto i complimenti !
Ciao, Marco
Bravo e complimenti per la sensibilita' musicale che hai trasmesso la tuo gatto. :bye:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Paolo Previato » ven 09 mar 2018, 20:09

Angelo Scuderi ha scritto:
ven 09 mar 2018, 19:06
Bravo e complimenti per la sensibilita' musicale che hai trasmesso la tuo gatto. :bye:
:merci:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Jesús Morote » dom 11 mar 2018, 19:46

Paolo Previato ha scritto:
ven 09 mar 2018, 17:10
Jesus guarda attentamente come fa il Maestro l'arpeggio di LA nel valzer di Giuliani, lui appoggia l'indice sulle tre corde facendolo ruotare:
...
Nel Manuelito si fa allo stesso modo. È chiaro che è più difficile perché c'è anche l'arpeggio di MI7 però la parte in LA si suona in quel modo.
Questa tecnica che dici è molto conosciuta (per chè il professore Delcamp scrivi una cosa e ne fai una diversa? Per me è un mistero).

Sagreras dà una spiegazione nella sua lezione 26 delle Terceras Lecciones: "il secondo dito sul DO# della seconda e il primo dito prendendo il LA della terza e il MI della quarta e piegando la falange contro la giuntura".

Nel Valzer di Giuliani l'ho fatto anch'io così l'ultimo corso. L'ho fatto anche nelle battute 7 e 8 del "Manuelito"; in questa forma si possono scorrere le dita fra i due accordi senza fare la strana posizione delle dita 2 e 3 nell'accordo di La maggiore indicata nello spartito. Si può vedere nella mia registrazione del Manuelito. Ma non ho pensato di farlo nell'arpeggio delle battute 55 e 63 :oops:

:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 06

Messaggio da Bernardino Sciarretta » gio 19 apr 2018, 12:55

Due versioni recenti del Manuelito :D




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