D05 Lezione di chitarra classica 07

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Bernardino Sciarretta
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Bernardino Sciarretta » lun 02 apr 2018, 20:06

Jesús Morote ha scritto:
lun 02 apr 2018, 12:22
Paolo Barbagli ha scritto:
gio 29 mar 2018, 23:56
...questo è il Corso Delcamp, e mi sembra giusto seguire le indicazioni del Maestro, compresa la diteggiatura e il pur discutibile do ribattuto nella II parte.
Ti do la ragione in tutto, Paolo.

Ed è per questo che il corso 2018/2019 non seguirò il corso Delcamp D06. L'unico motivo per cui ho seguito questo D05 fino culminare la 7ª lezione (ultima necessaria per eseguire l'esame) è uno dei miei principi di comportamento nella vita: quello di cercare sempre di finire quello che ho iniziato (ad eccezione di sopravvenute circonstanze che lo fanno impossibile).

L'estate scorsa ho iniziato a studiare secondo il metodo di Sagreras, registrando nel Foro spagnolo le lezioni della seconda metà delle Segundas Lecciones. Questo corso ho continuato a progredire tecnicamente seguendo le Terceras Lecciones.

Il metodo Sagreras differisce in molti aspetti del metodo Delcamp. Per esempio, la Lezione 6 delle Terceras, che appare in questa 7ª del D05, contiene la seguente indicazione da parte dell'insegnante argentino: "Si osservino strettamente le accentazioni indicate". Questo è: accentua, con un tocco supportato, le note segnate con un angolo sopra. Nel video del professore Delcamp, raccomanda di fare esattamente il contrario: suonare con un tocco libero le note accentate da Sagreras e accentuare la nota successiva del legato.

Non sembra giusto seguire allo stesso tempo due metodi che sono così contraddittori, come hai indicato, Paolo. Pertanto, opterò per il metodo Sagreras e abbandonerò il metodo Delcamp, una volta completate le 7 lezioni obbligatorie del corso.

:bye:
Jesus,
perchè abbandonare...suona come meglio ti senti di fare, prendi tutto il meglio da ogni metodo...quello che più si confa al tuo modo di suonare e sentire la muisca. non esiste un solo modo di interiorizzare tecnica e musicalità..assorbi tutto e trasforma come meglio credi.

Nelle prossime lezioni ci sono brani eccellenti a cominciare da Bach nella prossima e poi Arrependita di Giacomino Canotho, .. Zequina e Paganini...altri brani memorabili...
:bye:

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Jesús Morote
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » lun 02 apr 2018, 20:41

Bernardino Sciarretta ha scritto:
lun 02 apr 2018, 20:06
perchè abbandonare...suona come meglio ti senti di fare, prendi tutto il meglio da ogni metodo...quello che più si confa al tuo modo di suonare e sentire la muisca. non esiste un solo modo di interiorizzare tecnica e musicalità..assorbi tutto e trasforma come meglio credi.
Grazie, Bernardino. Non è un abbandono, ma un giro nella mia via didattica. Purtroppo non c'è tempo per tutto e devi scegliere questo o quel percorso per andare avanti.

Per esempio, il Preludio di Bach è molto tosto e non è chitarristico, ma violoncellistico. Credo che userò meglio il mio tempo di questo Aprile studiando intensivamente mezzi tecnici con le lezioni 4 (tremolo), 25 (barrè) e 27 (arpeggi) di Sagreras.

Tuttavia :merci: per il tuo interese.

:bye:
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Paolo Barbagli
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Paolo Barbagli » lun 02 apr 2018, 20:54

Jesús Morote ha scritto:
lun 02 apr 2018, 12:22
Paolo Barbagli ha scritto:
gio 29 mar 2018, 23:56
...questo è il Corso Delcamp, e mi sembra giusto seguire le indicazioni del Maestro, compresa la diteggiatura e il pur discutibile do ribattuto nella II parte.
Ti do la ragione in tutto, Paolo.

Ed è per questo che il corso 2018/2019 non seguirò il corso Delcamp D06. L'unico motivo per cui ho seguito questo D05 fino culminare la 7ª lezione (ultima necessaria per eseguire l'esame) è uno dei miei principi di comportamento nella vita: quello di cercare sempre di finire quello che ho iniziato (ad eccezione di sopravvenute circonstanze che lo fanno impossibile).

L'estate scorsa ho iniziato a studiare secondo il metodo di Sagreras, registrando nel Foro spagnolo le lezioni della seconda metà delle Segundas Lecciones. Questo corso ho continuato a progredire tecnicamente seguendo le Terceras Lecciones.

Il metodo Sagreras differisce in molti aspetti del metodo Delcamp. Per esempio, la Lezione 6 delle Terceras, che appare in questa 7ª del D05, contiene la seguente indicazione da parte dell'insegnante argentino: "Si osservino strettamente le accentazioni indicate". Questo è: accentua, con un tocco supportato, le note segnate con un angolo sopra. Nel video del professore Delcamp, raccomanda di fare esattamente il contrario: suonare con un tocco libero le note accentate da Sagreras e accentuare la nota successiva del legato.

Non sembra giusto seguire allo stesso tempo due metodi che sono così contraddittori, come hai indicato, Paolo. Pertanto, opterò per il metodo Sagreras e abbandonerò il metodo Delcamp, una volta completate le 7 lezioni obbligatorie del corso.

:bye:
Scusa Jesus, capisco che quando prendi delle decisioni non sei abituato a tornare indietro, ma ti chiedo di ripensarci. Seguire due Metodi o anche più non è incompatibile, anzi secondo me è addirittura consigliabile. Come è consigliabile, per la crescita tecnica di un chitarrista, imparare diversi modi di affrontare un pezzo, come nel caso citato del Sagreras. Ricordo che, ai miei esordi chitarristici, intanto ho seguito, in successione, ben tre Maestri diversi (Andreolli, Paolini, Gangi), alcuni addirittura antitetici l'uno con l'altro su molte cose. Poi ognuno di questi mi faceva studiare il proprio Metodo (p. es. Gangi o Andreolli), ma anche i vari Metodi come Gascon, Carcassi, Carulli, Sagreras. Aguado. Ognuno diverso ma complementare. E anche adesso mi piace, oltre a seguire Delcamp, "spulciare" qua e là in piena libertà. In ogni caso, se anche decidessi di perseverare con la tua decisione, vienici a trovare. I tuoi consigli sono preziosi e graditi, anche perchè nel tempo si è creato un rapporto che assomiglia all'amicizia, sia pure "a distanza".
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Giuseppe Gasparini
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Giuseppe Gasparini » lun 02 apr 2018, 21:05

Posto una parte di messaggio del M°Delcamp del 30 maggio 2015. :arrow:

Io credo che sia meglio mantenere la propria autonomia di decisione al fine di affinare e sviluppare il proprio giudizio. Gli errori commessi e individuati sono estremamente preziosi, senza di loro non c'è apprendimento. E' impegnandosi che si fanno i maggiori progressi. E 'accettando di sbagliare, accettando di commettere degli errori che possiamo migliorare. Se non ci concediamo il diritto di sbagliare, il progresso non è possibile. Se si vuole progredire nella chitarra, bisogna imparare a suonare senza modelli, con la propria diteggiatura, il proprio tempo, le proprie sfumature. E ' facendo le vostre scelte in tutte le situazioni che crescerete di più. Se siete alla ricerca di diteggiature ed interpretazioni personali, non rischiate niente, non c'è nessun pericolo, ci sono solo vantaggi. E una volta che avete raggiunto la vostra interpretazione, la vostra diteggiatura, il vostro ritmo, allora diventa interessante chiedere il suo parere a un insegnante. Copiare le buone interpretazioni del maestro fa di voi una persona dipendente, non un maestro.
Da questo punto di vista i miei corsi, dando un modello, presentano il pericolo di indurre a fare come il modello, e questo non va bene.
Forse per i corsi on-line sarebbe una buona idea, per il futuro, chiedere di tanto in tanto agli studenti di registrare brani che non hanno mai ascoltato (creazioni per esempio), affinché possano sfruttare completamente le proprie capacità, senza delegare nulla del loro lavoro ad un "modello rassicurante."

Ho il sospetto che molti di voi abbiano avuto questa intuizione e ritengano ovvio quello che dico . Ma forse alcuni non hanno fatto questa riflessione sulla necessità di fare errori per imparare. Da noi in Francia, in particolare a scuola, spesso un errore equivale ad una nota negativa.

I nostri vicini inglesi hanno un sistema di istruzione "benevolo", dove il professore sottolinea le cose che vanno bene e solo di passaggio i punti da migliorare. Penso che da noi in Francia, in particolare da parte degli insegnanti, si puntualizzino soprattutto gli errori e ciò che non va bene, piuttosto che valorizzare ciò che è positivo e di stimolo per continuare a imparare.


In breve, non ho alcun problema a continuare a gestire tecnicamente il server dei vari forums, ma per quanto riguarda l'ottavo corso io passo la mano e penso che non sia affatto sbagliato fare così. In ogni caso, a questo livello, un insegnante in carne e ossa è assolutamente essenziale.

bye,
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Jesús Morote
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » lun 02 apr 2018, 22:26

Grazie, Paolo. La nostra amicizia "virtuale" è reciproca.

Grazie anche a te, Giuseppe.

Farò tesoro delle vostre osservazioni.

La mia idea non è abbandonare il Foro, ma fare un'altra via di studio diversa.

:bye:
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Bernardino Sciarretta
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Bernardino Sciarretta » mar 03 apr 2018, 13:15

Nuova Versione di Lagrima..meglio direi :D


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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Angelo Scuderi » mar 03 apr 2018, 17:38

Bernardino Sciarretta ha scritto:
mar 03 apr 2018, 13:15
Nuova Versione di Lagrima..meglio direi :D

Sicuramente meglio :bravo: :bye:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Angelo Scuderi » mar 03 apr 2018, 17:56

Giuseppe Gasparini ha scritto:
lun 02 apr 2018, 21:05
Posto una parte di messaggio del M°Delcamp del 30 maggio 2015. :arrow:

Io credo che sia meglio mantenere la propria autonomia di decisione al fine di affinare e sviluppare il proprio giudizio. Gli errori commessi e individuati sono estremamente preziosi, senza di loro non c'è apprendimento. E' impegnandosi che si fanno i maggiori progressi. E 'accettando di sbagliare, accettando di commettere degli errori che possiamo migliorare. Se non ci concediamo il diritto di sbagliare, il progresso non è possibile. Se si vuole progredire nella chitarra, bisogna imparare a suonare senza modelli, con la propria diteggiatura, il proprio tempo, le proprie sfumature. E ' facendo le vostre scelte in tutte le situazioni che crescerete di più. Se siete alla ricerca di diteggiature ed interpretazioni personali, non rischiate niente, non c'è nessun pericolo, ci sono solo vantaggi. E una volta che avete raggiunto la vostra interpretazione, la vostra diteggiatura, il vostro ritmo, allora diventa interessante chiedere il suo parere a un insegnante. Copiare le buone interpretazioni del maestro fa di voi una persona dipendente, non un maestro.
Da questo punto di vista i miei corsi, dando un modello, presentano il pericolo di indurre a fare come il modello, e questo non va bene.
Forse per i corsi on-line sarebbe una buona idea, per il futuro, chiedere di tanto in tanto agli studenti di registrare brani che non hanno mai ascoltato (creazioni per esempio), affinché possano sfruttare completamente le proprie capacità, senza delegare nulla del loro lavoro ad un "modello rassicurante."

Ho il sospetto che molti di voi abbiano avuto questa intuizione e ritengano ovvio quello che dico . Ma forse alcuni non hanno fatto questa riflessione sulla necessità di fare errori per imparare. Da noi in Francia, in particolare a scuola, spesso un errore equivale ad una nota negativa.

I nostri vicini inglesi hanno un sistema di istruzione "benevolo", dove il professore sottolinea le cose che vanno bene e solo di passaggio i punti da migliorare. Penso che da noi in Francia, in particolare da parte degli insegnanti, si puntualizzino soprattutto gli errori e ciò che non va bene, piuttosto che valorizzare ciò che è positivo e di stimolo per continuare a imparare.


In breve, non ho alcun problema a continuare a gestire tecnicamente il server dei vari forums, ma per quanto riguarda l'ottavo corso io passo la mano e penso che non sia affatto sbagliato fare così. In ogni caso, a questo livello, un insegnante in carne e ossa è assolutamente essenziale.

bye,
Jef (diminutivo di Jean-François)
Grazie Giuseppe non conoscevo questo messaggio del maestro e devo dire che mi piace tanto ed e' tanto rassicurante per chi come me fa una serie infinita di errori e ne faceva molti di piu' all'inizio di questo cammino nel forum.Questa e' la prova che sbagliando si cresce tanto,solo pero' se si accetta l'errore e si lavora per superarlo.Ovviamente io ho avuto bisogno del Maestro come modello per crescere perche' l'uomo e' un essere che va avanti per imitazione.Altra cosa e' poi esprimere se stessi attraverso la musica.Ad un certo livello ci si dovrebbe staccare dai modelli ed essere se stessi per far venire fuori l'anima del musicista.Ma noi siamo ancora alle scuole elementari della chitarra ed abbiamo bisogno ancora del maestro per poter un giorno spiccare il volo come dei gabbiani liberi di volare dove vogliono nel cielo infinito della musica.Cordiali saluti e grazie ancora

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Bernardino Sciarretta
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Bernardino Sciarretta » mar 03 apr 2018, 19:18

[quote="Angelo Scuderi"
[/quote]

Sicuramente meglio :bravo: :bye:
[/quote]


Grazie per l ascolto Angelo

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Paolo Previato » mar 03 apr 2018, 19:29

Bernardino Sciarretta ha scritto:
mar 03 apr 2018, 13:15
Nuova Versione di Lagrima..meglio direi :D
Concordo con te. Molto meglio :ouioui:
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Paolo Barbagli » mar 03 apr 2018, 19:38

Bernardino Sciarretta ha scritto:
mar 03 apr 2018, 13:15
Nuova Versione di Lagrima..meglio direi :D

Ok, va meglio: un po' più veloce (10 secondi meno) leggermente più fluida, anche se permangono molte pause tra le varie frasi, qualche errore in meno: voto da 6- della versione precedente a 6 +
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Marco Leonardi » gio 05 apr 2018, 21:44

Ecco con "vergognoso" :oops: ritardo anche la mia "Lagrima". Domani tenterò di registrare e postare lo studio di Sagreras.
Ciao
Marco :bye:

D6

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Jesús Morote
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » ven 06 apr 2018, 12:29

Bravo, Marco. Bella e polita versione. Non posso fare commento di aspetti tecnici perche è quasi impeccabile.

Ma farò un commento musicale soggettivo e personale. Mi hai detto, Marco, nella mia versione, che è molto aggresiva nella seconda parte del brano. A me sembra che la tua è troppo piatta: abbiamo sensibilità diverse.

Tárrega era un grande intenditore della musica romantica tedesca dell'ottocento. Ha fatto trascrizioni per chitarra di brani di Schubert, Schumann, Mendelssohn-Bartholdy. Penso che questa "Lágrima" è derivata dalla tradizione del "Lied" romantico tedesco. La sua forma è: una parte soavemente malinconica ed un'altra agitata.

Il modelo può essere il Lied di Schubert "Der Lindenbaum" (del ciclo "Winterreise" o Viaggio Invernale). Altri esempi di questa forma doppia agitazione/malinconia sono: "Der Tod und das Mädchen" di Schubert o "Von ewiger Liebe", di Brahms (e tanti altri lieder dell'ultimo ottocento).

Bisogna, dunque, nella mia interpretazione, che entrambi due parti di Lágrima abbiano un carattere diverso, una diversa "personalità"; la prima parte dolce e rassegnata, e la seconda energica e ribelle. Non penso sia adeguata una versione in forma di ballata o canzonetta moderna, forse più in accordo con i tempi attuali, ma inappropriata per il tempo di Tárrega.

È la mia opinione personale.

:bye:
Allievo D06

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Paolo Previato » ven 06 apr 2018, 12:52

Marco Leonardi ha scritto:
gio 05 apr 2018, 21:44
Ecco con "vergognoso" :oops: ritardo anche la mia "Lagrima". Domani tenterò di registrare e postare lo studio di Sagreras.
Ciao
Marco :bye:
Come dice Jesus niente da dire sotto l'aspetto tecnico, tutto molto ben suonato e pulito.
Anche io vorrei dire qualcosa sulla seconda parte perchè ritengo che sia troppo interpretata. Le battute 11 e 12 sono discontinue, le note non sono fluide perchè cerchi di dargli molto sentimento. Secondo me il valore delle note deve essere rispettato e non bisogna inserire pause troppo lunghe. Per esempio le crome della battuta 11 le sento di valore troppo diverso tra loro e la pausa sul si finale della battuta 12 troppo lunga.
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Marco Leonardi » ven 06 apr 2018, 12:53

Jesús Morote ha scritto:
ven 06 apr 2018, 12:29
Bravo, Marco. Bella e polita versione. Non posso fare commento di aspetti tecnici perche è quasi impeccabile.

Ma farò un commento musicale soggettivo e personale. Mi hai detto, Marco, nella mia versione, che è molto aggresiva nella seconda parte del brano. A me sembra che la tua è troppo piatta: abbiamo sensibilità diverse.

Tárrega era un grande intenditore della musica romantica tedesca dell'ottocento. Ha fatto trascrizioni per chitarra di brani di Schubert, Schumann, Mendelssohn-Bartholdy. Penso che questa "Lágrima" è derivata dalla tradizione del "Lied" romantico tedesco. La sua forma è: una parte soavemente malinconica ed un'altra agitata.

Il modelo può essere il Lied di Schubert "Der Lindenbaum" (del ciclo "Winterreise" o Viaggio Invernale). Altri esempi di questa forma doppia agitazione/malinconia sono: "Der Tod und das Mädchen" di Schubert o "Von ewiger Liebe", di Brahms (e tanti altri lieder dell'ultimo ottocento).

Bisogna, dunque, nella mia interpretazione, che entrambi due parti di Lágrima abbiano un carattere diverso, una diversa "personalità"; la prima parte dolce e rassegnata, e la seconda energica e ribelle. Non penso sia adeguata una versione in forma di ballata o canzonetta moderna, forse più in accordo con i tempi attuali, ma inappropriata per il tempo di Tárrega.

È la mia opinione personale.

:bye:
Grazie Jesús, è la tua opinione personale che io considero e rispetto molto. Io considero Tarrega un tardo romantico che sicuramente, come dici giustamente tu, fu un grande intenditore di musica romantica tedesca. Vero è che Tarrega essendo spagnolo, è stato anche molto influenzato dalla cultura dell'islam (dai primi decenni del 700 ai primi decenni del 1200) per 5 lunghi secoli che hanno sicuramente un segno culturale importante nell'espressione musicale.
Voi spagnoli, caro Jesús, riuscite a tirare fuori il fuoco dal ghiaccio....
D6

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