Futuro della chitarra

Luogo pubblico dei chitarristi classici.
SandroII
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Futuro della chitarra

Messaggio da SandroII » gio 22 feb 2018, 16:08

Leggendo sul fallimento del marchio Gibson ho iniziato a pormi delle domande... anche se sicuramente da un lato si è meritata questa fine.
Quale pensate sia il futuro della chitarra (classica, acustica o elettrica che sia)? Credete che col tempo diminuirà il numero di persone interessate a studiarla (non solo in italia, anche all'estero) con la conseguente diminuzione del lavoro per gli insegnanti?
Mi pare di vedere molti conservatori e pochi progressisti... la maggior parte dei musicisti non fa altro che riprodurre il vecchio piuttosto che proporre qualcosa di nuovo. Oltretutto le lezioni gratuite che girano in quantità sempre maggiore su youtube non credo migliorino di certo la situazione per gli insegnanti, anche se la preparazione offerta non è paragonabile a quella di una lezione vis a vis.
Inizialmente pensavo di intraprendere il corso di chitarra classica al conservatorio e, se soltanto Dio volesse, continuare con direzione d'orchestra, ma senza certezze nemmeno come insegnante (anche all'estero) non so se possa essere una scelta molto intelligente...

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Vincenzo Rapacciuolo
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Vincenzo Rapacciuolo » ven 23 feb 2018, 18:04

Ma dico io: è mai possibile essere pessimisti alla vostra età? Questa è la domanda che pongo anche ai miei figli. Potessimo noi "diversamente giovani" tornare indietro con gli anni. A te piacerebbe un giorno dirigere un'orchestra? Comincia a rimboccarti le maniche (scusa se ti do del tu, ma credo tu sia giovane) per diventare un nuovo Toscanini o il Muti del prossimo futuro. Non credere che quando abbiamo cominciato noi a scegliere la nostra strada vivessimo nella valle dell'Eden. Quando mi sono iscritto a medicina, nei lontani anni ottanta chiusero a tanti di noi la possibilità di diventare un medico di famiglia creando delle graduatorie, che negli anni novanta, quando ho cominciato a lavoricchiare erano impossibili da scalare. Inoltre bloccarono anche i concorsi in ospedale e nel pubblico impiego, per non farci mancare nulla. Eppure oggi credo di fare quello che volevo. La Gibson forse fallirà? Si venderanno più Fender e/o PRS (le chitarre con il volo di rondine sulla tastiera), oppure alcune maestranze della Gibson fonderanno altre case che costruiranno chitarre migliori e magari a prezzi più contenuti. E poi voi avete Internet!!! Se magari come insegnante di chitarra non puoi arricchirti, nel tuo piccolo paese o cittadina perché i ragazzini corrono solo dietro ad un pallone o preferiscono suonare la batteria, hai a disposizione, mediante Internet gli studenti cinesi , indiani e speriamo in un prossimo futuro anche quelli africani. Il M°Delcamp non ti ha insegnato nulla? Lui lo fa gratis ( è unico e solo) ma tu potresti farlo anche per un 1 euro a lezione moltiplicato.... (fa un po' te) oppure ti pagheranno le inserzioni pubblicitarie che via via compariranno sul tuo sito. Su con la vita, se io avessi avuto solo un po' di talento per la musica, adesso non sarei costretto a lavorare, ma starei a divertirmi un mondo con la mia chitarra.
Scusa non era mia intenzione fare un predicozzo, sono sicuro che saprai scegliere la strada giusta per te, senza lasciarti scoraggiare.
:bye: Enzo
P.S. Quando in un futuro prossimo, un vecchietto ti chiederà l'autografo, dopo che avrai diretto la prima della Scala, non mandarlo via infastidito, potrei essere io.
E po' ched'è 'a Chitarra?: musica 'nzino ca te scarfa e te cunnulea...

SandroII
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da SandroII » sab 24 feb 2018, 02:14

Io sono molto pessimista, lo ammetto, ma da un lato penso sia l'unico modo per osservare in maniera più chiara la realtà dei fatti; e l'ottimismo non farebbe altro che intensificare i danni di una potenziale delusione.
Sarebbe un sogno dirigerne una, anche se fra il triennio di chitarra e i 5 anni di direzione d'orchestra finirei di laurearmi intorno ai 28 anni (a meno che non sia possibile tagliare i tempi, ma mi pare di aver capito che non lo permettono in Italia).
Su internet penso sarà difficile emergere con forum del genere ormai. Forse potrei cavarmela solo scrivendo qualche libro... una buona parte di quelli venduti oggi mi sembrano un po' obsoleti ormai...

Dubito accadrà mai, in caso non lo farei comunque, anzi!
Il predicozzo mi ha fatto piuttosto piacere, ti ringrazio!

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Marco Leonardi
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Marco Leonardi » sab 24 feb 2018, 10:18

Ti consiglio di coltivare il tuo sogno. Non farti influenzare dalle notizie economiche che seguono percorsi, cicli e sviluppi assolutamente non prevedibili ed impostati su dinamiche che nulla hanno a che vedere con il buon vivere dell'essere umano. Cerca di essere indipendente, a costo di sacrifici.
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Davide Pirillo
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Davide Pirillo » mar 27 feb 2018, 08:19

Un paio di cose. Se l'obiettivo è emergere ..... si va ad x factor o ci si procura un'arma automatica e si fa irruzione in un luogo pubblico ..... la notorietà verrà sicuramente. Se invece è la qualità della notorietà che si cerca, allora è meglio fermarsi un attimo e mettere la notorietà, l'essere "qualcuno", in secondo piano e pensare prima ad essere se stessi, ciò che piace, ciò che ti fa stare bene. Se rincorri il consenso degli altri senza considerare te stesso si corre il rischio di non essere diversi da chi batte il marciapiede ..... e mi scuso per l'espressione un po' forte. I tempi non incoraggiano l'ottimismo, ma non devi cambiare il mondo intero. Basta che determini il tuo, di mondo, accettando che potresti non essere, un domani, un nulla di che confrontato ad altri, ma soddisfatto di te stesso. Se guardi YouTube troverai mostri di chitarra e in qualsiasi altra abilità tecnica o artistica. Non so quanto possa pagare (escluso in senso economico) l'essere qualcuno a tutti i costi, senza passare prima dalla casella "essere te stesso".
Fregatene e fai quello che ti piace e ti gratifica, magari temperandolo con un po' di senso pratico proprio per non vivere nel mondo dei soli sogni e stabilisciti obiettivi realizzabili. Può andare male ma.... può andare bene .... o così così. Anche da adulti si fanno scelte non proprio sempre convenienti ma se l'obiettivo è la sincerità può essere che un domani avrai al fianco una persona che ti vuole bene ed amici che la penseranno come te ...... se i valori sono altri è più probabile che dovrai andare in giro con le mutande di ghisa. Per le mie scelte professionali agli occhi di qualcuno posso risultare un rinunciatario fallito e privo di ambizioni, avrei potuto ma non sono diventato nessuno, .... a volte il prezzo da pagare è troppo alto e non ti consentirebbe di guardarti allo specchio senza sputarci contro. Agli occhi di altri, che stimo, sono una persona normale, ovviamente con un mare di difetti e molti più pregi di quanti ne riconosca io in me stesso. Ma tant'è.
Vedi molti conservatori e pochi progressisti. Tieni conto che c'è chi suona "repertorio" classico consolidato da secoli suonandoli come reliquie e chi riesce ad estrarre ed evidenziare novità, inventiva, e genio anche dai "classici" ...... idem con i "progressisti" .... non basta aggiungere accordi con sigle da geroglifici egizi o fare rizzare i peli sulle braccia peggio dei chiodi sul vetro o suonare semibiscrome a 300 per essere moderni.
Non so quale possa essere il ritorno economico del M° Delcamp nel tenere aperto questo forum, e non mi interessa più di tanto, ..... fa semplicemente ciò che gli piace ... anche se ha qualche ruga ed ha i capelli un po' radi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: , ... tant'è che aveva manifestato l'intenzione di dedicarsi di più alla passione della canoa. Fa semplicemente ciò che che gli stimola la passione. Del futuro della chitarra non dovresti preoccuparti più di tanto ...... d'altronde non devi traghettarla nel 4° millennio ...... limitati a rendergli onore apprezzandola e basta .......
Davide :okok:
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alessandro lienzo

Re: Futuro della chitarra

Messaggio da alessandro lienzo » mar 27 feb 2018, 09:43

Il vero problema è che la musica va servita, come dice un detto famoso.
I musicisti che oggi spopolano sul tubo ed in ogni manifestazione mostrano di saper muovere bene le mani, ma di capire poco la musica.
I pianisti sbattono sempre di piu sui pianoforti e molto spesso non vanno al di là del repertorio ottocentesco, oltretutto suonato senza un approccio davvero musicale.
Un esempio?
Lang Lang. Muove bene le mani, ma quanto è mediatico il suo muoversi e suonare? Quanto c'è di musica in note sforzate dove non è necessario?
Dov'è la classe di Benedetti Michelangeli, la musicalità di Gould, il genio di Goulda e la passionalità di Cortot?
Questi musicisti d'oggi sono davvero tecnicamente eccezionali?
Il fatto è che alla maggior parte delle persone interessa lo spettacolo, così come nel calcio.
Il problema per me è anche nella tipica espressione: "bisogna fare come ci si sente dentro": prima di fare come si sente si deve studiare, con dedizione ed impegno.
Non si può cadere nell'assoluto relativismo, sappiamo la sofistica dov'è arrivata.
A ripresa di ciò che dice Davide ci tengo a ribadire che dovremmo tutti rivalutare il ruolo della carriera;
La realizzazione personale viene prima di ogni compenso, l'arte non ha guadagno.
Il musicista può insegnare, fare masterclass, incidere dischi e ciò che vuole, ma quando suona deve pensare di essere un servo che trasmette ciò che già esiste, nulla più.

SandroII
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da SandroII » mar 27 feb 2018, 23:19

Il problema è... e se non riuscissi a renderla un lavoro? Nonostante le voci che girano nella mia regione, sulla necessità di nuovi insegnanti per i conservatori, ho letto di molti laureati/diplomati in chitarra classica che non son riusciti nemmeno a trovarlo il posto per insegnare... non gradirei molto l'idea di diventare un impiegato qualsiasi dopo essermi fatto il c..o suonando, a quel punto meglio andare all'università.
Almeno trovare un occupazione in campo musicale con uno stipendio decente, anche se fossi costretto a trasferirmi all'estero, sarebbe il minimo...
Motivo per cui stavo valutando anche l'opzione di fare la specializzazione all'estero dopo il triennio accademico...
Però se non è sufficiente nemmeno questo...

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Giorgio Signorile
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Giorgio Signorile » mer 28 feb 2018, 10:25

Il futuro della chitarra classica è nelle mani di chi la sta studiando. E' vero che l'ambiente è un pò stantio :shock: ma ci sono sempre spazi per chi ha da proporre qualcosa di originale e sa proporlo con sincerità, voglia di comunicare e grinta. Con i se... e i ma... non si va da nessuna parte Sandro, e piangersi addosso serve a poco se non a condividere il "dolore" e il sogno di abitare in Norvegia :mrgreen: Però credimi, innanzitutto fatti il c..o studiando, cerca un ambito musicale espressivo che ami particolarmente e lì concentra la tua attenzione futura, non pensare più in termini di "suono tutto il repertorio", studia poi con qualche nome importante tanto per conoscere l'ambiente dall'interno..e sii sempre te stesso nelle scelte interpretative, pur studiando e conoscendo le prassi esecutive tradizionali. Per quanto riguarda l'insegnamento...purtroppo il nostro sistema educativo musicale parla solo in termini di concertismo, nessuno ti insegna ad insegnare, lì devi pensarci autonomamente facendo errori e imparando dagli stessi. poi io sono ottimista, davvero, ma lo sono perchè peggio di così per un Paese che dovrebbe vivere solo di arte e cultura non penso si possa fare...quindi bisogna cogliere il momento e seminare; stanno nascendo un sacco di nuove possibilità lavorative nella didattica, presto le medie a ind musicale si allargheranno come numero, anche le elementari (parlo con vecchia nomenclatura..) dovranno aprire "corsi" musicali più seri di quelli odierni, i licei musicali sono una realtà, le istituzioni comunali e private abbondano..insomma secondo me c'è la possibilità di lavorare nel nostro ambiente, più che in altri più tradizionali..però non farti troppe domande e vai
p.s. ma quanti anni hai? cioè se ne hai 20 e devi ancora iniziare il percorso ehm... :bye: :bye:

Livio82
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Livio82 » mer 28 feb 2018, 13:28

Si, effettivamente c'è gente in giro che ha 20 anni dirige già un' orchestra sinfonica, ne conosco un paio :D Se ti va male e sei bravissimo puoi sempre fare il musicista professionista di strada, a Praga sulla piazza dell'orologio il comune ti da un' ora stabilita al giorno, puoi tirare su 250 euro al giorno, ma devi essere veramente bravo e devi superare la grande concorrenza. Questi sono gli aspetti magici della musica, uno può riinventarsi e non disperarsi mai, non ne vale la pena, costruisci il tuo sogno con grande studio e dedizione, vedrai che potrai vivere di questo o in una stanza chiusa con le lezioni private, o nei teatri come concertista, o in sale di registrazione e in gruppi musicali se scegli altre strade, o come insegnante in conservatorio, istituti privati scuole di musica o sotto il cielo come artista di strada e perchè no fare un po di tutto!! Le vie sono molteplici, se sei giovane il mondo musicale ti aspetta, prima o poi dovrà finire questo momento di anti cultura che avvolge il nostro meraviglioso paese.
P.S. Se fallisce la Gibson mi chiedo: tra qualche hanno quanto sarà valutata la mia Gibson ES 175 D del 1963?

alessandro lienzo

Re: Futuro della chitarra

Messaggio da alessandro lienzo » mer 28 feb 2018, 15:12

Livio82 ha scritto:
mer 28 feb 2018, 13:28
Si, effettivamente c'è gente in giro che ha 20 anni dirige già un' orchestra sinfonica, ne conosco un paio :D Se ti va male e sei bravissimo puoi sempre fare il musicista professionista di strada, a Praga sulla piazza dell'orologio il comune ti da un' ora stabilita al giorno, puoi tirare su 250 euro al giorno, ma devi essere veramente bravo e devi superare la grande concorrenza. Questi sono gli aspetti magici della musica, uno può riinventarsi e non disperarsi mai, non ne vale la pena, costruisci il tuo sogno con grande studio e dedizione, vedrai che potrai vivere di questo o in una stanza chiusa con le lezioni private, o nei teatri come concertista, o in sale di registrazione e in gruppi musicali se scegli altre strade, o come insegnante in conservatorio, istituti privati scuole di musica o sotto il cielo come artista di strada e perchè no fare un po di tutto!! Le vie sono molteplici, se sei giovane il mondo musicale ti aspetta, prima o poi dovrà finire questo momento di anti cultura che avvolge il nostro meraviglioso paese.
P.S. Se fallisce la Gibson mi chiedo: tra qualche hanno quanto sarà valutata la mia Gibson ES 175 D del 1963?
Poco, è tutta compensato hahaha

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Davide Pirillo
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Davide Pirillo » mer 28 feb 2018, 17:35

Livio ........ in previsione della funesta profezia ....... Nel dubbio marchiala in punti strategici, anche all'interno con segni convenzionali e fagli un numero di fotografie utili ad identificarla in futuro, dopo di che spedisciti al tuo indirizzo una raccomandata A.R. "alla francese", cioè priva di busta ....il foglio scritto e firmato con le foto composte sul testo, e la descrizione delle marcature viene ripiegato a formare la busta e la spedisci ...... una copia a te stesso, .... l'altra a me e ti mando il mio indirizzo in privato ...... dopo di che tu sei tutelato .... per quel che mi riguarda sarà mia premura recuperare la tua Gibson sul black market e fare un affarone consapevole che le l'hanno "ciofolata" e rimuoverò con cura o li renderò illeggibili i segni che avrai fatto ........ con buona pace del compensato :lol: :lol: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :bye:

p.s. .... dimenticavo .... e poi ... scordatela :okok:
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Balaju
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Balaju » mer 28 feb 2018, 17:36

Anche se non mi sono mai interessato di strumenti elettrici, spero proprio che la Gibson non fallisca!
Se però accadesse secondo me il motivo è un altro. Oggi nessun giovane è più interessato a suonare veramente come accadeva in passato.
A 12 anni, quando iniziai a suonare la chitarra, anche tutti i miei amici ci provarono. Le ragazze no, pensavano ad altro, ma noi maschietti avevamo tutti uno strumento in casa. Compravamo in edicola l'Annuario di Suono per scegliere il miglior Hi-Fi da acquistare non appena le nostre finanze ce lo avessero consentito, in modo da avere il miglior registratore a cassette per duplicare gli LP. Assistevamo al concerto acustico di Edoardo Bennato e il giorno dopo eravamo già alla ricerca delle Eko Ranger a 12 corde, dell'armonica e del kazoo (con tanto di trespolo da attaccare al collo). I più anglofoni, quelli che ascoltavano Genesis, Pink Floyd, Kiss e ACDC, puntavano alle elettriche. Però Gibson e Fender costavano uno stonfo! E allora vai con i cloni nostrani della Eko! (che a guardarli adesso non sono neanche così male, visto che le cineserie ancora non c'erano e chi non si accontentava, come minimo si prendeva la nipponica Squier, anche questa da rivalutare assai).

Analoga crisi ce l'hanno attualmente le corali. Fin dal 1990 ho collaborato suonando con varie corali, e l'ultima volta sono rimasto deluso dalla scarsa preparazione di una di queste con la quale con il mio gruppo avevamo inciso un CD. Lo stesso direttore si è sentito in dovere di giustificarsi dicendo che: "...Sai com'è, un tempo cantare in un coro era una maniera di socializzare. Ci sono coristi che si sono conosciuti in questo coro e si sono sposati; altri sono arrivati anche a separarsi [lui]. Con il coro facevamo molti viaggi, visitavamo posti sempre nuovi cantando qua e là. Oggi si socializza su Facebook, si guardano film in streaming, si ascolta la musica liquida scaricata in mp3, si assiste ai concerti surfando su Youtube. C'è così tanta offerta di musica, video e amicizie virtuali che sono pochi quelli che, dopo cena, sentono il bisogno di alzarsi dal divano per venire a fare le prove con il coro".

Credo proprio le cose stiano così.
La Gibson sta per fallire perché non ci sono più "ragazzi che [...] amano i Beatles e i Rolling Stones"
Balaju

Livio82
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Livio82 » mer 28 feb 2018, 21:48

alessandro lienzo ha scritto:
mer 28 feb 2018, 15:12
Livio82 ha scritto:
mer 28 feb 2018, 13:28
Si, effettivamente c'è gente in giro che ha 20 anni dirige già un' orchestra sinfonica, ne conosco un paio :D Se ti va male e sei bravissimo puoi sempre fare il musicista professionista di strada, a Praga sulla piazza dell'orologio il comune ti da un' ora stabilita al giorno, puoi tirare su 250 euro al giorno, ma devi essere veramente bravo e devi superare la grande concorrenza. Questi sono gli aspetti magici della musica, uno può riinventarsi e non disperarsi mai, non ne vale la pena, costruisci il tuo sogno con grande studio e dedizione, vedrai che potrai vivere di questo o in una stanza chiusa con le lezioni private, o nei teatri come concertista, o in sale di registrazione e in gruppi musicali se scegli altre strade, o come insegnante in conservatorio, istituti privati scuole di musica o sotto il cielo come artista di strada e perchè no fare un po di tutto!! Le vie sono molteplici, se sei giovane il mondo musicale ti aspetta, prima o poi dovrà finire questo momento di anti cultura che avvolge il nostro meraviglioso paese.
P.S. Se fallisce la Gibson mi chiedo: tra qualche hanno quanto sarà valutata la mia Gibson ES 175 D del 1963?
Poco, è tutta compensato hahaha
Sarà pure compensato, ma l' ha suonata gente come J.Page e J.Pass, ha un suono fantastico caldo come poche, sembra fatta per il Jazz.
Per le chitarre elettriche e semiacustiche molte volte è più appropriato un buon laminato o compensato che il massello.
Ora vale dai 3 ai 4 mila euro a seconda dell'anno, se la Gibson fallisce e spero che non fallisca la valutazione salirà! Questa vale 7.500 euro alla faccia del compensato ma soprattutto del massello :D

https://www.mercatinomusicale.com/mm/a_ ... 53003.html
Ultima modifica di Livio82 il gio 01 mar 2018, 16:44, modificato 1 volta in totale.

Livio82
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Re: Futuro della chitarra

Messaggio da Livio82 » mer 28 feb 2018, 22:03

Balaju ha scritto:
mer 28 feb 2018, 17:36
Anche se non mi sono mai interessato di strumenti elettrici, spero proprio che la Gibson non fallisca!
Se però accadesse secondo me il motivo è un altro. Oggi nessun giovane è più interessato a suonare veramente come accadeva in passato.
A 12 anni, quando iniziai a suonare la chitarra, anche tutti i miei amici ci provarono. Le ragazze no, pensavano ad altro, ma noi maschietti avevamo tutti uno strumento in casa. Compravamo in edicola l'Annuario di Suono per scegliere il miglior Hi-Fi da acquistare non appena le nostre finanze ce lo avessero consentito, in modo da avere il miglior registratore a cassette per duplicare gli LP. Assistevamo al concerto acustico di Edoardo Bennato e il giorno dopo eravamo già alla ricerca delle Eko Ranger a 12 corde, dell'armonica e del kazoo (con tanto di trespolo da attaccare al collo). I più anglofoni, quelli che ascoltavano Genesis, Pink Floyd, Kiss e ACDC, puntavano alle elettriche. Però Gibson e Fender costavano uno stonfo! E allora vai con i cloni nostrani della Eko! (che a guardarli adesso non sono neanche così male, visto che le cineserie ancora non c'erano e chi non si accontentava, come minimo si prendeva la nipponica Squier, anche questa da rivalutare assai).

Analoga crisi ce l'hanno attualmente le corali. Fin dal 1990 ho collaborato suonando con varie corali, e l'ultima volta sono rimasto deluso dalla scarsa preparazione di una di queste con la quale con il mio gruppo avevamo inciso un CD. Lo stesso direttore si è sentito in dovere di giustificarsi dicendo che: "...Sai com'è, un tempo cantare in un coro era una maniera di socializzare. Ci sono coristi che si sono conosciuti in questo coro e si sono sposati; altri sono arrivati anche a separarsi [lui]. Con il coro facevamo molti viaggi, visitavamo posti sempre nuovi cantando qua e là. Oggi si socializza su Facebook, si guardano film in streaming, si ascolta la musica liquida scaricata in mp3, si assiste ai concerti surfando su Youtube. C'è così tanta offerta di musica, video e amicizie virtuali che sono pochi quelli che, dopo cena, sentono il bisogno di alzarsi dal divano per venire a fare le prove con il coro".

https://www.mercatinomusicale.com/mm/a_ ... 53003.html
Credo proprio le cose stiano così.
La Gibson sta per fallire perché non ci sono più "ragazzi che [...] amano i Beatles e i Rolling Stones"
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Forse la Gibson fallisce perchè ci sono troppi chitarristi classici e pochi chitarristi elettrici. :D

alessandro lienzo

Re: Futuro della chitarra

Messaggio da alessandro lienzo » gio 01 mar 2018, 00:55

Livio ovviamente scherzavio, mi piacerebbe averne una! Anche se per quella cifra me la farei costruire da un liutaio su mie specifiche.

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