Giuliani, Mauro - op.107 Variazioni - D08 Video

(1760-1850, Carulli, Sor, Giuliani, Carcassi). In questa sezione si possono postare esclusivamente opere di dominio pubblico (leggere il regolamento del forum). Le registrazioni di opere protette da diritti d'autore saranno soppresse senza preavviso.
GiulioTampalini

Giuliani, Mauro - op.107 Variazioni - D08 Video

Messaggio da GiulioTampalini » ven 09 feb 2007, 00:01

Segnalo la presenza su internet di alcuni video tratti dai miei concerti che comprendono autori contemporanei e del passato.

Per trovare i video basta digitare la parola "Tampalini" nel campo di ricera di youtube.com

Qui segnalo il video:

Mauro Giuliani: Variazioni op. 107 su un tema di Haendel

[media]https://youtu.be/29UjQpkc65A[/media]

Resto a disposizione per ogni scambio di opinioni sui video e sugli autori.

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » ven 09 feb 2007, 00:27

Maestro Tampalini.....giù il cappello. Ha un tocco da sogno....

Una sola cosa se mi posso permettere. Ho l'impressione che ci siano troppi rall. nella sua esecuzione. Domanda: ci sta con Giuliani? Avevo un po' di tempo fa anch'io l'abitudine farli e mi è stato detto che la musica di quel tempo va fatta piuttosto squadrata a metronomo. Mi piacerebbe avere il suo parere.

Grazie e ancora complimenti.

Ora mi vado a sentire gli altri brani

magic guitar

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Massimo Di Coste
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Messaggio da Massimo Di Coste » ven 09 feb 2007, 07:25

Interpretazione superba, mi ha emozionato ascoltarla Maestro!

Massimo.
Signore dammi il sole nelle fredde giornate d'inverno, l'ombra nei caldi giorni d'estate, e una chitarra.....
(preghiera andalusa)

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » ven 09 feb 2007, 11:49

Massimo Di Coste ha scritto:Interpretazione superba, mi ha emozionato ascoltarla Maestro!

Massimo.
Grazie mille, Massimo, gentilissimo. :D

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » ven 09 feb 2007, 11:50

Magic Guitar ha scritto:Maestro Tampalini.....giù il cappello. Ha un tocco da sogno....

Una sola cosa se mi posso permettere. Ho l'impressione che ci siano troppi rall. nella sua esecuzione. Domanda: ci sta con Giuliani? Avevo un po' di tempo fa anch'io l'abitudine farli e mi è stato detto che la musica di quel tempo va fatta piuttosto squadrata a metronomo. Mi piacerebbe avere il suo parere.

Grazie e ancora complimenti.

Ora mi vado a sentire gli altri brani

magic guitar
Grazie mille Magic Guitar, troppo gentile. :D

Allora, riguardo all'esecuzione del video direi innanzitutto che come tutte le versioni dal vivo è un po' estremizzata, ben spiegata, diciamo un po' "telefonata". Tenendo conto anche dell'acustica riverberata si rischiava inoltre di passare da una variazione all'altra senza che neanche si capisse.

Per quanto riguarda comunque lo stile esecutivo di Giuliani, si aprono (come sempre) varie possibilità. Da un lato c'è sicuramente il rigore della forma e in questo caso si tratta di un tema con variazioni, in cui è importante far avvertire la differenza tra una variazione e l'altra seppure in un contesto omogeneo. Dall'altro non si può dimenticare in Giuliani la molla ispiratrice che anima ogni elemento musicale: la cantabilità operistica, i modelli strumentali (archi in primo luogo e fiati) che si sentono continuamente qua e là inseriti nella stretta e graziosa veste chitarristica.

La cantabilità è fatta di dolcezza, suono tondo, dinamica e naturalmente respiri, indugi, ammiccamenti, in una parola di teatralità. Senza teatralità non c'è opera e non ci sono neanche lieder nè cantanti. Nelle variazioni più lente si avverte molto questa cantabilità, la terza variazione possiede in più un carattere capriccioso, accentuato dai continui spostamenti di accento che producono un aggraziato effetto di "moto teatrale", così come la penultima variazione ha il tono patetico e dolente di un'aria settecentesca.

A tutto questo rispondono variazioni ritmiche dal tratto vivo e brillante, che contengono altre imitazioni di modelli strumentali extra-chitarristici. La quarta variazione sfrutta la tecnica dello staccato d'arco del violino, con i leggeri balzelli dell'archetto sulle corde e da qui l'esecuzione chitarristica leggerissima ma sempre ricca di mordente, mentre l'ultima variazione è portata ad una velocità estrema per creare la sensazione di virtuosismo e trionfo di un gran finale rossiniano.

Ho la sensazione che se Mauro Giuliani fece impazzire mezza Europa con una piccola chitarra e con la sua arte, credo che facesse qualcosa in più che suonare a tempo la sua musica.. :D

La mia è un'idea, una proposta, ovviamente, e ascolto con piacere anche esecuzioni di Williams e Romero come avevo già detto, che nella loro "quadratura" rimangono saldamente legate alla chitarra e forse sono belle proprio per questo.

Ecco, quello che io cerco di fare è, su questa musica, di staccarmi dallo strumento e proiettarmi su un palcoscenico d'opera, in una sezione d'archi, in una fila di legni, e così via. Non mi va di starmene lì impalato, con sei corde e un (bellissimo) pezzo di legno, quando lo spettacolo è lì dentro che aspetta solo di uscire... E se serve qualche respiro in più, non mi tiro indietro. :D

ambe

Messaggio da ambe » ven 09 feb 2007, 12:10

Complimenti Maestro, sono stato proprio rapito...

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » ven 09 feb 2007, 14:51

Maestro Tampalini

La ringrazio per la chiara spiegazione nonchè disponibilità. Allora ne approfitto per andare avanti ponendoLe un ulteriore quesito.

La visione diciamo "lirica" delle opere di Giuliani la vedo anch'io. Recentemente mi sono lanciato nello studio della Rossiniana 1° parte op. 119 ed il mio primo istinto è stato quello di renderla molto lirica. Ho pensato che questa è un'opera dove l'autore ha attinto dalle opere liriche di Rossini dove il canto abbonda di Rall e All. Un valido Maestro, tra l'altro presente nel forum invece mi ha richiamato ad una visione più rigorosa del brano. Per esempio il 1° tema con le sue due variazioni, tratte dall'Otello (se non ricordo male), tendevo a farle più cantate mentre il consiglio che mi è stato dato è stato quello di cercare, nella musica dell'800, di essere più quadrati e meno liberi agli All e Rall. Mi sono fatto un po' violenza seguendo il consiglio del valido Maestro, ma ora mi trovo di fronte ad una visione opposta alla precdente.

Mi farà cosa grata se vorrà spiegarmi la questione ringraziandoLa, fin d'ora per la Sua disponibilità.

E ancora complimenti per la magia espressa nelle Sue esecuzioni.

Cordialmente

Magic guitar

P.s. Per rendere l'idea di ciò che dicevo sulla Rossiniana, ho postato un po' di tempo fa, una mia interpretazione, ancora in embrione e quindi infarcita di diverse incertezze che sono state già messe a posto in gran parte.

Potrà sentire che cosa intendevo per interpretazione "lirica". Se avrà la pazienza e la bontà di ascoltarla, senza far molto caso agli errori, mi farà molto piacere avere un Suo parere in merito. Grazie

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » sab 10 feb 2007, 19:19

Caro Magic Guitar,

ho ascoltato con piacere la sua esecuzione della Rossiniana n. 1 e devo dire che è apprezzabile in molte cose. E' una versione abbastanza infarcita di errori e di imprecisioni di lettura a cui ho cercato di non prestare molta attenzione, ma non importa.

Se dovessi fare un'osservazione ad un allievo che mi porta un'esecuzione come la sua, gli direi di cercare in primo luogo di ripulire al massimo l'esecuzione, quindi gli errori, le sporcature, le imprecisioni.
Questa Rossiniana, come le altre, è ricca di punti difficili innanzitutto sotto il profilo tecnico: scale e scalette, arpeggi in terzine ne quartine da curare con regolarità, melodia da mettere in evidenza sul tessuto tecnico che la sostiene, ritmo da proporre sempre con chiarezza.
Quelli che Lei definisce "libertà" possono sembrare più imprecisioni ritmiche che scelte personali.

Ad un primo livello di lettura, ma questo vale per Lei come per me quando mi pongo di fronte ad un brano, cerco di compiere un'esecuzione pulita, limpida sotto l'aspetto tecnico, ritmico, del suono.
Non mi lascio andare a nessuna "libertà" se prima non riesco a restituire la versione scritta con chiarezza. Avendo ben presente il ritmo e gli andamenti melodici e armonici, potrò aggiungere una lettura agogica e dinamica alla prima versione.

Ma il piacere dove rimane se non mi lascio un po' andare, anche sbagliando, mi chiederà Lei e chiedo anch'io?

Io sono soprattutto un istintivo, cosa posso dirle... 8)

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » sab 10 feb 2007, 20:22

Quanto al rigore rispetto alla libertà nell'interpretare Giuliani, direi che è necessario seguire una certa morbidezza, fantasia, idee e modelli extra chitarristici, piuttosto che irrigidire le esecuzioni in atteggiamenti troppo inamidati. Non penso che l'esecuzione strettamente a tempo restituisca in maniera fedele l'idea originale dello stile di esecuzione, anzi.

La libertà delle idee e dell'interpretazione deve seguire comunque la parte scritta, senza stravolgere il ritmo segnato, ma cercando di seguire attentamente i rapporti di quiete-tensione a livello melodico e armonico (e quindi emotivo) della musica scritta.

Poi, via con la libertà! :D

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » dom 11 feb 2007, 00:29

Maestro Tampalini un grazie di cuore per i suoi commenti e suggerimenti.

Che la mia esecuzione fosse infarcita di errori di esecuzione e di lettura ne sono pienamente cosciente e infatti sto lavorando in questo senso per dare pulizia al brano innanzitutto. Proprio oggi, per esempio, ho dedicato l'intera serata a rivedere tutta la parte iniziale fino al primo tema. E' un lavoro lungo ma la passione non manca e ci arriverò, grazie anche ai suoi consigli.

Ho preso nota su tutto quello che ha esposto nei suoi due interventi e ancora grazie

magic guitar

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » dom 11 feb 2007, 02:44

Magic Guitar ha scritto:Maestro Tampalini un grazie di cuore per i suoi commenti e suggerimenti.

Che la mia esecuzione fosse infarcita di errori di esecuzione e di lettura ne sono pienamente cosciente e infatti sto lavorando in questo senso per dare pulizia al brano innanzitutto. Proprio oggi, per esempio, ho dedicato l'intera serata a rivedere tutta la parte iniziale fino al primo tema. E' un lavoro lungo ma la passione non manca e ci arriverò, grazie anche ai suoi consigli.

Ho preso nota su tutto quello che ha esposto nei suoi due interventi e ancora grazie

magic guitar
Caro Magic Guitar,

Lei è sempre gentilissimo, vorrei solo dirle che le mie opinioni vanno comunque al di là della sua esecuzione che mi è parsa molto piacevole e piena di intenzione. La sua passione traspare fortemente dalle note e questa mi sembra il primo risultato.

Il punto riguarda soprattutto il confronto che Lei ha giustamente suggerito tra osservazione delle regole e libertà di ispirazione nell'interpretazione della musica di Giuliani.

Guardare al modello operistico significa puntare ad una ideale libertà "sotto controllo" che coniughi prassi esecutiva orchestrale (con tutta la chiarezza ritmica e di pronuncia di un'orchestra, che si prende momenti di respiro, trattenuti, rallentandi ecc.. solo in certi punti ma per il resto procede lineare e compatta) e grande mobilità espressiva della melodia del canto, senza mai perdere il filo solido dell'orchestra che la sostiene.

Che si debba sentire l'opera palpitare chiaramente nell'esecuzione delle Rossiniane, con tutta la varietà di sonorità, atteggiamenti, espressioni, accenti e dinamiche del potentissimo spettacolo orginario penso sia un obiettivo che ogni chitarrista persegua nell'affronatre questi brani.

Con lo scopo di arrivare allo stupore di chi non crede alle sue orecchie e addirittura non rimpiange la versione originaria.

Ma sì, proviamoci.. :D

GiulioTampalini

Messaggio da GiulioTampalini » dom 11 feb 2007, 02:49

ambe ha scritto:Complimenti Maestro, sono stato proprio rapito...
Grazie ambe, sono contento che ti sia piaciuto.

Karter

Messaggio da Karter » dom 11 feb 2007, 10:05

Complimenti maestro, ho ascoltato con piacere questa sua interpretazione che ho trovato stupenda. A parte l'acustica che sinceramente non aiutava, mi ha affascinato "la forza del suo gesto tecnico", mai fine a se stessa.
Grande energia che si sposa con grande musicalità.
Ancora di più questo mi è apparso nella sua interpretazione degli studi di Villa-Lobos.
Non so come faccia a mantere una tensione e concentrazione così alta per tutto il tempo. :shock:
Veramente complimenti.

velabianca

Messaggio da velabianca » dom 11 feb 2007, 18:12

Ciao Giulio,
Nel farti i complimenti per la bellissima interpretazione di Giuliani (ma anche per tutti gli altri tuoi video su Youtube), vorrei sottolineare la gentilezza con cui rispondi sempre a tutti, che si abbina ottimamente alla raffinata personalità con cui suoni.
Nella semplice eleganza del modo di porsi, si cela sempre un'anima gentile e forte.


Velabianca

Magic Guitar

Messaggio da Magic Guitar » dom 11 feb 2007, 18:39

Caro Maestro Tampalini

ho letto attentamente i suoi interventi e ne ho fatto tesoro. Credo di avere le idee più chiare ora. La ringrazio per le gentili parole sulla mia esecuzione che comunque sono il primo a dire che è parecchio indietro, nè poteva essere diversamente dato che era appena sviscerata. Come dice, è infarcita di errori grossolani di lettura, indecisioni, errori di esecuzione... ne sono pienamente cosciente e lo ero anche prima. Lo spirito che mi anima nel postare le mie interpretazione è per avere un "feed back" nella fase iniziale dello studio di un brano in modo che le correzione vengano apportate subito e non dopo che queste sono state "digerite". Non ho il tempo e la possibilità di avvalermi di un maestro... Ho smesso di prendere lezioni ben 37 anni fa e da allora sono sempre andato avanti da solo, e quindi, specie in certi tipi di brani i dubbi ed i quesiti mi vengono e cerco in qualche modo di avere delle risposte valide come la Sua.

Molti in questo forum, probabilmente a ragione, mi suggeriscono di suonare brani più semplici che farei una miglior figura. Non m'interessa avere i consensi da una pur valida platea come questa. Quello che mi interessa è mettermi in gioco continuamente, affrontare sfide che sembrano impossibili in partenza. Nel recente passato, dopo aver appeso la chitarra al chiodo per 13 anni, l'ho ripresa in mano e dopo 14 mesi ho messo in piedi un concerto in una chiesa suonando, tra l'altro, il concerto op. 70 di Giuliani. Solo un pazzo poteva pensare di farcela... io ce l'ho fatta ... certo l'esecuzione non era a livello di professionista, ma i consensi sono stati unanimi e, fra i presenti c'erano anche alcuni del forum. Questa è la soddisfazione che vado cercando nel suonare: poter dimostrare a me stesso che le cose in apparenza difficili si riescono a fare. Molti non concorderanno ma io sono fatto così....

Concludo prendendo l'impegno di ripostare la Rossiniana, quando sarà a posto, non so quando, ma arriverà il giorno che lo sarà. In queste cose sono testardo.

La ringrazio per la Sua cortesia, gentilezza e disponibilità.

magic guitar

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