D05 Lezione di chitarra classica 02

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StefanoMenichetti
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da StefanoMenichetti » ven 20 ott 2017, 12:45

Paolo Barbagli ha scritto:
dom 15 ott 2017, 22:44
Campion
:bravo: Paolo il tuo Prelude ha veramente molto sentimento :casque: molto bello :okok:

Stefano

Paolo Previato
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Paolo Previato » ven 20 ott 2017, 15:27

StefanoMenichetti ha scritto:
ven 20 ott 2017, 12:43
Paolo Previato ha scritto:
gio 19 ott 2017, 16:21
Ciao a tutti
Ecco i miei brani di questa lezione.


:bye:
Ottimo lavoro Paolo :casque: :bravo:

Stefano
:merci:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Paolo Barbagli
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Paolo Barbagli » ven 20 ott 2017, 17:56

StefanoMenichetti ha scritto:
ven 20 ott 2017, 12:45
Paolo Barbagli ha scritto:
dom 15 ott 2017, 22:44
Campion
:bravo: Paolo il tuo Prelude ha veramente molto sentimento :casque: molto bello :okok:

Stefano
Grazie
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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 20 ott 2017, 18:58

Jesús Morote ha scritto:
mar 17 ott 2017, 21:09
Andiamo con le mucche di Narváez:



Ancora un po' di lavoro per automatizzare più i movimenti. Ma volevo postare già questa versione, e postare un'altra con capotasto nel tasto V (accordatura di quinta in Re).
:bravo: :bye: :bye:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 20 ott 2017, 18:59

Paolo Previato ha scritto:
gio 19 ott 2017, 16:21
Ciao a tutti
Ecco i miei brani di questa lezione.



:bye:
Bravissimo complimenti :bye: :bye:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 20 ott 2017, 19:00

Paolo Barbagli ha scritto:
gio 19 ott 2017, 22:49
Sor
:bravo: :bye: :bye:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 20 ott 2017, 19:07

Marco Leonardi ha scritto:
mar 10 ott 2017, 21:37
Ecco Luys de Narváez che noterete ho suonato in accordatura standard.
Come al solito qualche impiccio quì e là. Non è facile entrare nel momento storico, comunque la Tesi di Jesús sicuramente mi ha aiutato un pò.


Ciao :bye:
Marco
Bravissimo Marco :okok: :okok: :bye:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Marco Leonardi » ven 20 ott 2017, 23:12

Sor Lezione XVIII OP. 6: sicuramente una composizione che alle prime lettura pare essere solo didattica, ma poi studiando il brano diventa un brano che può benissimo stare in un repertorio...praticamente come quasi tutte le composizioni didattiche, ricche di fecondità melodica e di architetture sonore, di questo grandissimo autore catalano.

No sono certo esente da errori e delle volte certo dovrei prestare allo strumento tanta attenzione quanto ne presto alla musica e allo spartito. La musicalità del pezzo può crearmi problemi e mi tiranneggia sempre durante l'apprendimento. Non so se capita anche a voi ma io mi ritrovo sempre sopraffatto dall'emozione che mi trasmette il timbro dello strumento, e più scopro il brano studiandolo più ne sono sopraffatto musicalmente, e solo molto raramente sono in grado di concretizzare razionalmente un risultato musicalmente accettabile. Secondo voi quanto tempo ci vuole perchè un pezzo come questo si integri nella vostra natura, fluendo quindi con il giusto ritmo e respiro ? Un mese ? Un anno ? Questi due tre brani che studiamo solo per un mese, quanto effettivamente ci hanno permeato lo spirito fino in fondo ? Quanto ce li siamo effettivamente gustati e quanto invece li abbiamo "rapidamente violentati e dimenticati" ? Non li trovate tutti splendidi come i fiori in un prato ? Delle volte ci si dovrebbe limitare solo a guardarli e lasciarli nel loro eterno e sperduto prato assolato.
Non mi prendete sul serio, ho solo avuto una settimana pesante e ho bisogno di defaticare lo spirito :D

Ciao Marco

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Giuseppe Gasparini » sab 21 ott 2017, 09:55

Ciao Marco,complimenti per questo sor :bravo: hai introdotto un buon argomento :ouioui: qual'è il percorso e quanto tempo ci vuole(quanta tecnica)per un buon risultato? :casque: :bye:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Paolo Previato » sab 21 ott 2017, 09:59

Marco Leonardi ha scritto:
ven 20 ott 2017, 23:12
Sor Lezione XVIII OP. 6
Ciao Marco
Il brano è interpretato molto bene e con molto sentimento. Anche il tocco è molto curato. Però non mi convince il ritmo e devo riascoltare con calma ma non sento la pausa tra la semiminima e la minima tra le quali c'è un quarto. Molto bello il tuo pensiero sull'aspetto del rapporto tra noi e i brani che studiamo. Alcuni studi di Sor crescono dentro di noi col tempo e man mano che cresciamo tecnicamente e musicalmente riusciamo ad interpretarli meglio e ad entrare dentro la struttura del brano con più consapevolezza. Per esempio gli studi op. 35 nr 17 e nr 22 di Sor li suono con regolarità da circa due anni e ogni volta è un piacere farlo anche perché rispetto ai primi tempi che li provavo non c'è più la grande difficoltà che si incontra all'inizio dello studio. Ci vogliono mesi e a volte anni prima di sentire veramente propri questi brani. Naturalmente è impossibile tenerli tutti nel proprio repertorio ma conviene studiare con regolarità quelli che ci piacciono di più come nel mio caso quelli di Sor che ho citato. Alcuni studi come i 20 di Sor-Segovia conviene conoscerli bene perché sono della massima importanza. Gli altri brani si dimenticheranno facilmente ma nel breve periodo che li studiamo ci lasciano qualcosa di utile come per esempio un problema tecnico difficile che finalmente abbiamo risolto. :bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Paolo Barbagli » sab 21 ott 2017, 10:55

Marco Leonardi ha scritto:
ven 20 ott 2017, 23:12
Sor Lezione XVIII OP. 6: sicuramente una composizione che alle prime lettura pare essere solo didattica, ma poi studiando il brano diventa un brano che può benissimo stare in un repertorio...praticamente come quasi tutte le composizioni didattiche, ricche di fecondità melodica e di architetture sonore, di questo grandissimo autore catalano.

No sono certo esente da errori e delle volte certo dovrei prestare allo strumento tanta attenzione quanto ne presto alla musica e allo spartito. La musicalità del pezzo può crearmi problemi e mi tiranneggia sempre durante l'apprendimento. Non so se capita anche a voi ma io mi ritrovo sempre sopraffatto dall'emozione che mi trasmette il timbro dello strumento, e più scopro il brano studiandolo più ne sono sopraffatto musicalmente, e solo molto raramente sono in grado di concretizzare razionalmente un risultato musicalmente accettabile. Secondo voi quanto tempo ci vuole perchè un pezzo come questo si integri nella vostra natura, fluendo quindi con il giusto ritmo e respiro ? Un mese ? Un anno ? Questi due tre brani che studiamo solo per un mese, quanto effettivamente ci hanno permeato lo spirito fino in fondo ? Quanto ce li siamo effettivamente gustati e quanto invece li abbiamo "rapidamente violentati e dimenticati" ? Non li trovate tutti splendidi come i fiori in un prato ? Delle volte ci si dovrebbe limitare solo a guardarli e lasciarli nel loro eterno e sperduto prato assolato.
Non mi prendete sul serio, ho solo avuto una settimana pesante e ho bisogno di defaticare lo spirito :D

Ciao Marco
Nonostante le tue considerazioni, trovo il risultato eccellente sotto tutti i punti di vista: voto 9,5
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Jesús Morote » sab 21 ott 2017, 11:09

Marco Leonardi ha scritto:
ven 20 ott 2017, 23:12
Sor Lezione XVIII OP. 6: sicuramente una composizione che alle prime lettura pare essere solo didattica, ma poi studiando il brano diventa un brano che può benissimo stare in un repertorio...praticamente come quasi tutte le composizioni didattiche, ricche di fecondità melodica e di architetture sonore, di questo grandissimo autore catalano.

No sono certo esente da errori e delle volte certo dovrei prestare allo strumento tanta attenzione quanto ne presto alla musica e allo spartito. La musicalità del pezzo può crearmi problemi e mi tiranneggia sempre durante l'apprendimento. Non so se capita anche a voi ma io mi ritrovo sempre sopraffatto dall'emozione che mi trasmette il timbro dello strumento, e più scopro il brano studiandolo più ne sono sopraffatto musicalmente, e solo molto raramente sono in grado di concretizzare razionalmente un risultato musicalmente accettabile. Secondo voi quanto tempo ci vuole perchè un pezzo come questo si integri nella vostra natura, fluendo quindi con il giusto ritmo e respiro ? Un mese ? Un anno ? Questi due tre brani che studiamo solo per un mese, quanto effettivamente ci hanno permeato lo spirito fino in fondo ? Quanto ce li siamo effettivamente gustati e quanto invece li abbiamo "rapidamente violentati e dimenticati" ? Non li trovate tutti splendidi come i fiori in un prato ? Delle volte ci si dovrebbe limitare solo a guardarli e lasciarli nel loro eterno e sperduto prato assolato.
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Ciao Marco
Molto :bravo: Marco.

Ho osservato tuttavia che stai mettendo i dita della mano sinistra successivamente e non contemporaneamente, come prescritto da Sor. Certo, questo non a nessun effetto nella audizione, ma così non si estrae tutto il profitto didattico della lezione. Puoi soluzionare questo con facilità postando un audio e non un video :lol: :lol: :lol:

Su gli aspetti musicali del brano, concordo con te, Marco, che è un brano più complesso del che sembra a prima vista. Sono ancora nella fase di preparazione di questo brano, analizzando il ritmo e l'armonia. Farò commenti nel suo momento.

Per ora solo ti dirò: se qualcuno ascolta la tua registrazione, senza conoscere lo spartito, in quale ritmo credi che pensarebbe che è scritto da Sor? Non direi che suona a un 2/4, con il primo tempo nella semiminima finale dell'arpeggio? Ma nello spartito è un 4/4 con accento nella minima del basso, comminciando nella seconda semiminima. Questo ritmo marcato da Sor non è evidenziato nella tua interpretazione.

:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Jesús Morote » sab 21 ott 2017, 11:28

Nello spartito della Lezione XVIII opus 60 di Sor nel D05 c'è ancora una altra discrepanza con lo spartito originale. Battura 15 (secondo la numerazione Delcamp), 5ª nota, nello spartito D05 è un La, ma nell'originale è un Sol.

Paolo Previato: cosa scrive Chiesa?

Personalmente penso che è un Sol per due ragioni.

Prima: che è piú interesante armonicamente qui un'accordo di 9ª diminuita (Fa#-La-Do-Sol) che uno di triada semplice (Fa#-La Do).

Seconda: il Sol permette tenere un effetto di pedale del Sol nella sequenza delle battute 14-15-16 (numerazione Delcamp) ed è più grande l'effetto di contrasto dell'accordo finale della battuta 16 (La minore) dove il Sol si torna un La, dopo 4 pertinaci Sol.

:discussion:
Allievo D05

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Paolo Previato » sab 21 ott 2017, 12:35

Jesús Morote ha scritto:
sab 21 ott 2017, 11:28
Nello spartito della Lezione XVIII opus 60 di Sor nel D05 c'è ancora una altra discrepanza con lo spartito originale.
Immagine

C'è un la. Tu vedi questo come un accordo di fa# diminuito che non fa parte della tonalità di do maggiore. Io lo vedo come un accordo di la minore con la sesta giusta che è il sesto grado della scala con la sesta alterata. Mi sembra che con il la suoni bene.

Faccio una modifica perchè rileggiendo mi sembra di non essermi spiegato bene.
Considero qull'accordo un la minore perchè c'è la tonica la e il terzo grado minore do. Quindi è un accordo di la minore anche se non è presente il quinto grado (mi) che comunque si può omettere senza alterare il senso armonico dell'accordo stesso. Perchè troviamo il fa# e non il fa naturale come prevede l'armonizzazione della scala maggiore cioè la do mi fa dove il fa è il sesto grado della scala (di la minore intendo) e l'accordo sarebbe di sesta? Secondo me vedendo la linea melodica delle note acute troviamo la bella melodia sol fa# fa mi mi re si si do. Quindi quel fa# ci vuole perchè la melodia lo richiede e allora l'accordo corrispondente sarà la do fa# cioè l'accordo di la minore sesta dove però la sesta (fa#) non è quella della scala cioè una sesta minore ma è una sesta maggiore. Nell'armonizzazione della scala maggiore l'accordo minore con la sesta maggiore è caratteristica del secondo grado cioè del modo dorico (re minore se siamo in tonalità di do maggiore) mentre il la minore è il sesto grado (modo eolio) che prevede la sesta minore. Ecco perchè ho detto che la sesta del la minore è alterata. Nel finale della melodia (mi re si si do) troviamo la bella squenza di accordi la minore - re minore - sol 7 - do maggiore cioè la famosa cadenza formata dai gradi VI II V I cioè il famoso giro di DO . Magari ho detto un sacco di belinate come diciamo a Genova ma se volte ne possiamo parlare.
:bye:
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 02

Messaggio da Giuseppe Gasparini » sab 21 ott 2017, 15:20

Segovia con Sor,nelle sue trascrizioni,trasforma sia il tempo che l'armonia :D che problema c'è con le trascrizioni Delcamp
? :D

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