D05 Lezione di chitarra classica 03

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Paolo Previato
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Paolo Previato » mar 14 nov 2017, 08:34

Marco Leonardi ha scritto:
lun 13 nov 2017, 23:59
Ciao Paolo e Jesús,.......
:bravo:
Ma come fai a cambiare impostazione in così poco tempo? Indice di grande sicurezza e buona tecnica davvero complimenti. La parte melodica mi sembra che suoni meglio. Sulle terze sei padrone di entrambe le tecniche il che non guasta. E utile rimanere in posizione per poter suonare le scale per terze (pagine 144 145 del D05) con maggior sicurezza e fluidità.
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » mar 14 nov 2017, 19:54

Marco Leonardi ha scritto:
lun 13 nov 2017, 23:59
Paolo Previato ha scritto:
dom 12 nov 2017, 21:47
Nel complesso un buon lavoro.
La seconda parte quella melodica la leggerei con più calma rispettando il valore delle note. La prima frase alla battuta 26/27 presenta 8 crome che andrebbero suonate con più precisione. La risposta a questa frase è rappresentata dalle semicrome della battuta 27 che suoni con troppa velocità come fossero un abbellimento. Anche la battuta 28 che contiene la risposta alla frase precedente è troppo affrettata. Curerei un po' di più questa serie di frasi che si alternano fino alla battuta 41.
Ho notato inoltre che suoni le terze della battuta 6 con indice e medio spostando la mano velocemente in terza posizione per poi tornare indietro altrettanto velocemente. Io seguirei l'indicazione del Maestro che consiglia di rimanere fermo in prima posizione facendo uso di medio e mignolo.
:bye:
Jesús Morote ha scritto:
dom 12 nov 2017, 22:54
Molto bravo, Marco! Ha ragione Paolo che bisogna esser più regolare nella misura delle note. Ciò non voul dire che non bisogna anche essere molto libero nel fraseggio. Come domanda un Bolero.
Ciao Paolo e Jesús,
ci riprovo applicando i consigli che mi avete dato e cercando quindi di essere più quadrato nel tempo alle battute segnalate e seguire le indicazione del Maestro sulla diteggiatura. Per quest'ultima preferisco però utilizzare alla fine quella della mia precedente versione che mi permette di dare maggiore espressione sul questo brano che richiede un certo cuore latino/spagnolo. Lo spostamento rapido indice e medio permette un effetto glissato, mentre la diteggiatura consigliata secondo me è un pò troppo classica per questo brano che ha un cuore più popolare. Parere personalissimo chiaramente. Grazie ancora per i vs consigli !
Bravissimo Marco sei eccezionale, molto tecnico , veloce ed espressivo al punto giusto.Grande musicalita' e talento sullo strumento. Complimenti :bravo: :bravo: :bravo:


Ciao
Marco :bye:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » mar 14 nov 2017, 20:03

Cari amici accettate il mio sforzo ed impegno su questo brano a velocita' ridotta.Per ora e' meglio non andare piu' velocemente anche se la tentazione e' forte ma faccio ancora molti errori e non ho ancora i mezzi tecnici. Pian pianino crescero'. :bye: :bye:
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Marco Leonardi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Marco Leonardi » mar 14 nov 2017, 22:23

Angelo Scuderi ha scritto:
mar 14 nov 2017, 20:03
Cari amici accettate il mio sforzo ed impegno su questo brano a velocita' ridotta.Per ora e' meglio non andare piu' velocemente anche se la tentazione e' forte ma faccio ancora molti errori e non ho ancora i mezzi tecnici. Pian pianino crescero'. :bye: :bye:
E certo , caro Angelo, certo certo che accettiamo il tuo sforzo ed il tuo impegno. In certi passaggi sei assolutamente alla velocità giusta e comunque non è nella velocità che si deve focalizzare il tuo sforzo. Io penso che quando si esegue un brano questo ridiventi vivo. E tutti gli spartiti che abbiamo in casa sono come creature che attendono di vivere per noi. Anche il semplice sforzo di ricordare una melodia nella nostra mente, quando siamo senza strumento, difatto ricrea e fa ridiventare viva la melodia. L'esecuzione di un brano secondo me non è un processo in cui ricordiamo, ma un processo in cui richiamiamo le note e con esse riempiamo la nostra coscienza nel medesimo istante in cui eseguiamo. Come quando camminiamo, lo facciamo compiendo un passo alla volta, ma difatto non ci pensiamo e ogni passo è parte integrante di un percorso. Se ci concentriamo troppo sul singolo passo e in modo consapevole può essere che perdiamo l'idea del nostro cammino e diventiamo forse incapaci di camminare, o eseguiamo il cammino in modo non naturale. Il ricordo della musica nella nostra mente ha luogo solo nel presente. Non è un ricordo ma un fatto reale dove la musica vive quel momento assieme a noi. L'esecuzione di un brano e una esecuzione con il brano.
Quindi prova a non concentrarti troppo sul singolo passaggio che non ti viene ma "sposalo" nella sua imperfezione con il resto della partitura. Dai un senso alla partitura nella sua interezza non alla singola battuta che nella sua imperfezione si adeguerà in modo naturale se c'è da parte tua la necessaria dedizione verso la partitura nella sua totalità. Quindi il mio suggerimento è di non preoccuparti dei mezzi tecnici che arriveranno in modo del tutto inconsapevole come quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, o a camminare. Quando si era bimbi non ci siamo posti mai questo problema della mancanza dei mezzi tecnici, ma avevamo un chiaro obiettivo di partecipare alla vita nel camminare, nell'andare in bicicletta, nel nuotare, etc. Io penso che con il nostro strumento dobbiamo partecipare alla vita in modo analogo.

Ascolta qui Baden Powell che suona un pezzo lento (Valsa Sem Nome), senti come la musica letteralmente acquista vita propria, diventa di fatto essere vivente, e chi ascolta ha l'impressione che il tempo si sia fermato in un infinito presente. Il tempo presente si dilata e chi ascolta ha l'impressione che il suo corpo si fondi con lo spazio circostante.

[media]https://youtu.be/q-D9zyJXznI[/media]

Sono solo ascolti via internet...pensa come sarebbe pazzesco essere partecipi assieme all'artista, immersi nella stessa aria.
Questo per me è uno dei fari dove guardare per capire la direzione . Credo che la chitarra, la musica non abbia bisogno di virtuosi ma di musicisti che suonino con il cuore, allo stesso modo per cui il mondo non ha tanto bisogno di intelligenza ma di cuore, inoltre non sempre chi è intelligente è sapiente...tutto i tecnicismi della cosidetta tecnologia guarda dove hanno portato l'umanità. Il "datemi una leva e vi solleverò il mondo" per il momento ha solo creato false aspettative e disastri. Oggi dovrebbe essere "datemi un cuore e vi solleverò un animo", questo sarebbe già un grosso successo :bye:
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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » mer 15 nov 2017, 12:48

Marco Leonardi ha scritto:
mar 14 nov 2017, 22:23
Angelo Scuderi ha scritto:
mar 14 nov 2017, 20:03
Cari amici accettate il mio sforzo ed impegno su questo brano a velocita' ridotta.Per ora e' meglio non andare piu' velocemente anche se la tentazione e' forte ma faccio ancora molti errori e non ho ancora i mezzi tecnici. Pian pianino crescero'. :bye: :bye:
E certo , caro Angelo, certo certo che accettiamo il tuo sforzo ed il tuo impegno. In certi passaggi sei assolutamente alla velocità giusta e comunque non è nella velocità che si deve focalizzare il tuo sforzo. Io penso che quando si esegue un brano questo ridiventi vivo. E tutti gli spartiti che abbiamo in casa sono come creature che attendono di vivere per noi. Anche il semplice sforzo di ricordare una melodia nella nostra mente, quando siamo senza strumento, difatto ricrea e fa ridiventare viva la melodia. L'esecuzione di un brano secondo me non è un processo in cui ricordiamo, ma un processo in cui richiamiamo le note e con esse riempiamo la nostra coscienza nel medesimo istante in cui eseguiamo. Come quando camminiamo, lo facciamo compiendo un passo alla volta, ma difatto non ci pensiamo e ogni passo è parte integrante di un percorso. Se ci concentriamo troppo sul singolo passo e in modo consapevole può essere che perdiamo l'idea del nostro cammino e diventiamo forse incapaci di camminare, o eseguiamo il cammino in modo non naturale. Il ricordo della musica nella nostra mente ha luogo solo nel presente. Non è un ricordo ma un fatto reale dove la musica vive quel momento assieme a noi. L'esecuzione di un brano e una esecuzione con il brano.
Quindi prova a non concentrarti troppo sul singolo passaggio che non ti viene ma "sposalo" nella sua imperfezione con il resto della partitura. Dai un senso alla partitura nella sua interezza non alla singola battuta che nella sua imperfezione si adeguerà in modo naturale se c'è da parte tua la necessaria dedizione verso la partitura nella sua totalità. Quindi il mio suggerimento è di non preoccuparti dei mezzi tecnici che arriveranno in modo del tutto inconsapevole come quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, o a camminare. Quando si era bimbi non ci siamo posti mai questo problema della mancanza dei mezzi tecnici, ma avevamo un chiaro obiettivo di partecipare alla vita nel camminare, nell'andare in bicicletta, nel nuotare, etc. Io penso che con il nostro strumento dobbiamo partecipare alla vita in modo analogo.

Ascolta qui Baden Powell che suona un pezzo lento (Valsa Sem Nome), senti come la musica letteralmente acquista vita propria, diventa di fatto essere vivente, e chi ascolta ha l'impressione che il tempo si sia fermato in un infinito presente. Il tempo presente si dilata e chi ascolta ha l'impressione che il suo corpo si fondi con lo spazio circostante.



Sono solo ascolti via internet...pensa come sarebbe pazzesco essere partecipi assieme all'artista, immersi nella stessa aria.
Questo per me è uno dei fari dove guardare per capire la direzione . Credo che la chitarra, la musica non abbia bisogno di virtuosi ma di musicisti che suonino con il cuore, allo stesso modo per cui il mondo non ha tanto bisogno di intelligenza ma di cuore, inoltre non sempre chi è intelligente è sapiente...tutto i tecnicismi della cosidetta tecnologia guarda dove hanno portato l'umanità. Il "datemi una leva e vi solleverò il mondo" per il momento ha solo creato false aspettative e disastri. Oggi dovrebbe essere "datemi un cuore e vi solleverò un animo", questo sarebbe già un grosso successo :bye:
Grazie Marco, con questa musica mi hai commosso ed anche con le tue parole piene di sapienza. Sei una bella persona con un'anima sensibilissima.Faro' tesoro dei tuoi preziosi consigli e cerchero' di suonare con il cuore facendo scendere le note nel profondo dell'anima. Solo cosi' la musica ti trasporta in un'altra dimensione e chi ascolta prova un'emozione come di fronte ad un bel quadro o ad un bel paesaggio.Io penso che l'uomo di oggi abbia bisogno di riscoprire le emozioni piu' profonde dell'anima altrimenti ci si inaridisce e si diventa poveri umanamente e chiusi agli altri.Sono molto in sintonia con quello che pensi.Ti ringrazio ancora tanto per la tua grande umanita'.Un grande abbraccio :merci:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Bernardino Sciarretta » gio 16 nov 2017, 14:14

Grande Marco,

bellissimi concetti che condivido...pienamente... :okok:

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Angelo Scuderi
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » ven 17 nov 2017, 20:24

Cari amici ecco la mia registrazione di wascha mesa.Questa e' la mia massima velocita' e scusate gli errori.Cordiali saluti a tutti
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Jesús Morote » ven 17 nov 2017, 22:46

Il Bolero di "El postillón de La Rioja".

[media]https://youtu.be/H2Ff7KMuQXM[/media]

Ho utilizzato corde di budello e seta, Aquila "Gut & Silk" 900.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Leonardo Porzio » sab 18 nov 2017, 09:46

Un saluto a tutti.
Sulle esecuzioni di Paolo e Marco non ho nulla da eccepire. Suonate bene come al solito :bravo:
Angelo, come esecuzione direi che ci siamo. Secondo me dovresti rallentare ancora un po' di più e curare meglio alcuni passaggi :bravo:
Jesus, la tua velocità nel Postillon ti porta ad alcune imperfezioni, ma che cadono in secondo piano rispetto ad una esecuzione buona :bravo:
Io purtroppo sono in alto mare col Postillon, non riesco bene a decifrarlo e mi sa che andrò per le lunghe.

:bye:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » sab 18 nov 2017, 19:55

Leonardo Porzio ha scritto:
sab 18 nov 2017, 09:46
Un saluto a tutti.
Sulle esecuzioni di Paolo e Marco non ho nulla da eccepire. Suonate bene come al solito :bravo:
Angelo, come esecuzione direi che ci siamo. Secondo me dovresti rallentare ancora un po' di più e curare meglio alcuni passaggi :bravo:
Jesus, la tua velocità nel Postillon ti porta ad alcune imperfezioni, ma che cadono in secondo piano rispetto ad una esecuzione buona :bravo:
Io purtroppo sono in alto mare col Postillon, non riesco bene a decifrarlo e mi sa che andrò per le lunghe.

:bye:
Grazie cerchero' di studiare ancora per migliorare.Un cordiale saluto

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » sab 18 nov 2017, 20:11

Jesús Morote ha scritto:
ven 17 nov 2017, 22:46
Il Bolero di "El postillón de La Rioja".


Ho utilizzato corde di budello e seta, Aquila "Gut & Silk" 900.
Bravo jesus manca solo ancora un po'di fluidita' che si acquisisce con lo studio ed il tempo e' troppo poco perche' secondo me ci vuole molto piu' tempo per potere eseguire questo pezzo come si deve.Purtroppo in qualcosa siamo imperfetti.Ma questo sforzo di registrarsi e' veramente utile perche' ti fa superare parecchie difficolta'.Bravo comunque :bye: :bye:

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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Paolo Previato » sab 18 nov 2017, 20:31

Angelo Scuderi ha scritto:
ven 17 nov 2017, 20:24
Cari amici ecco la mia registrazione di wascha mesa.Questa e' la mia massima velocita' e scusate gli errori.Cordiali saluti a tutti
Angelo le note ci sono vedrai che continuando a suonarlo migliorerà.
Comunque a parte qualche piccolo stop direi che ci siamo. :bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Paolo Previato » sab 18 nov 2017, 21:02

Jesús Morote ha scritto:
ven 17 nov 2017, 22:46
Il Bolero di "El postillón de La Rioja"

Ho utilizzato corde di budello e seta, Aquila "Gut & Silk" 900.
Buona interpretazione :bravo:
Il brano è complesso e articolato e suonarlo senza errori come fai tu è un gran risultato.
:bye:
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Paolo Previato » dom 19 nov 2017, 08:33

El postillon dela rioja
[media]https://youtu.be/syDbkbQEKjs[/media]
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.
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Re: D05 Lezione di chitarra classica 03

Messaggio da Angelo Scuderi » dom 19 nov 2017, 10:36

Paolo Previato ha scritto:
sab 18 nov 2017, 20:31
Angelo Scuderi ha scritto:
ven 17 nov 2017, 20:24
Cari amici ecco la mia registrazione di wascha mesa.Questa e' la mia massima velocita' e scusate gli errori.Cordiali saluti a tutti
Angelo le note ci sono vedrai che continuando a suonarlo migliorerà.
Comunque a parte qualche piccolo stop direi che ci siamo. :bye:
Grazie Paolo continuero' a studiare con pazienza ed attenzione.Pian pianino andiamo avanti :merci: :bye:

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