L'italiano nella comunicazione di massa

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Davide Pirillo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Davide Pirillo » lun 23 ott 2017, 16:56

Io credo che la maggior parte degli italiani a sentire espressioni che contengono "act" e "job" viaggiano immediatamente con la fantasia nel web XXX che ...... in un certo senso è quello che in realtà in concreto significano queste espressioni :mrgreen: :mrgreen:
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Lucio M.
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Lucio M. » mer 25 ott 2017, 16:11

luigib952 ha scritto:
lun 23 ott 2017, 15:02
Come è stato già detto, una cosa è la conoscenza di lingue straniere, principalmente l'inglese ma presto anche il cinese (temo), al fine di comunicare, conoscere altre culture ed accedere a fonti di informazioni irreperibili nel nostro idioma, altra cosa è imbarbarire il nostro linguaggio con termini di altre lingue (sostanzialmente l'inglese) o peggio con "italianizzazioni" di termini di altre lingue di cui si potrebbe francamente fare a meno.
Altro apetto altamente deleterio è poi secondo me l'italianizzazione dei nomi geografici o di persone. Ancora adesso, dopo molti anni, a volte sono in difficoltà con mia moglie, di nazionalità finlandese ma che parla un ottimo italiano, quando io nomino dei luoghi secondo l'accezione italiana o lei secondo l'accezione originaria. Come Roma deve essere Roma e non Rome, così Descartes deve essere Descartes e non Cartesio. Occhio poi al solito a non idealizzare altri paesi. Gli spagnoli, ad esempio, non si fanno scrupolo di pronunciare e talvolta scrivere i termini stranieri secondo le regole spagnole. Onestamente ho impiegato molto a capire che "el uasap" era Whatsapp, un poco meno per capire che parlando del "feisbu" si intendeva Facebook.
Gli Spagnoli, e anche i Francesi, pronunciano e talvolta scrivono ii termini stranieri secondo le regole della loro lingua, perché così vogliono le regole della loro grammatica.
Molti non lo sanno, ma anche nell'italiano i termini stranieri vanno adattati il più possibile alla fonologia e alla morfologia dell'italiano, e si possono pronunciare come sono scritti; oppure si possono pronunciare per metà come sono scritti, secondo il nostro innato buon senso; con particolare attenzione alle vocali 'e' ed 'i'.

luigib952
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da luigib952 » mer 25 ott 2017, 18:22

Probabilmente hai ragione, ci saranno pure delle regole di grammatica che prescrivono quando dici. Posso solo aggiungere che sono regole da abolire, regole che avrebbero potuto andare bene in tempi di autarchia o quando le possibilità di convivere o interfacciarsi con persone di altre lingue e culture erano praticamente inesistenti. Oggi, IMO, le parole vanno pronunciate e scritte come prescrive la lingua da cui originariamente provengono.
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Lucio M.
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Lucio M. » gio 26 ott 2017, 08:48

In italiano e nelle altre lingue neolatine, certi usi linguistici (poi diventati regole), come la pronuncia all'italiana o alla spagnola, di termini stranieri, non sono stati imposti d'alto, ma sono nati dal buon senso popolare, dall'amore per il bello, e dall'attenzione a scansare il ridicolo, e altre cose. E fra le altre cose c'è il tradizionale servilismo propriamente italiano (cioè non spagnolo, né francese) verso tutto ciò che è straniero.
Evidentemente in Spagna il senso del ridicolo è più sviluppato che da noi, perché non credo ci siano giornalisti, nonché gente comune, che Trump lo pronuncino Ciamp (invece che Tramp); russiagate lo pronuncino rasciagheit (andrebbe detto russiagheit), o party lo pronuncino pàati. Agli appassionati di lingua italiana quelle pronunce danno fastidio come una ditata nell'occhio.
Insomma, non è possibile abolire d'autorità una regola, è sempre il popolo, generalmente, che decide se adottare qualunque cambiamento.

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Gabriele Gobbo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Gabriele Gobbo » gio 26 ott 2017, 12:21

Posso capire Tramp, al posto della pronuncia in angloamericano, ma di Russia gate e di party possiamo pur fare felicemente a meno, chiamandoli festa e scandalo russo, o come meglio ci pare ma usando la nostra lingua, giusto per evitare il ridicolo per davvero, no?
quanto poi al servilismo verso ciò che è straniero, esso a volte rasenta il patetico, specialmente per quanto riguarda le nostre istituzioni: come si può chiamare "governatore" il presidente di una giunta regionale, ignorando che il governatorato da noi non esiste affatto, oppure chiamare premier il presidente del consiglio dei ministri, fingendo di ignorare che tale carica (il premier) non ha nessuna attinenza con il nostro ordinamento?
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Lucio M.
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Lucio M. » gio 26 ott 2017, 18:43

Sono d'accordo in tutto, ma visti i tempi, mi tocca preferire il male minore.

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alberto57
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da alberto57 » mer 01 nov 2017, 23:54

Gabriele Gobbo ha scritto:
gio 26 ott 2017, 12:21
Posso capire Tramp, al posto della pronuncia in angloamericano, ma di Russia gate e di party possiamo pur fare felicemente a meno, chiamandoli festa e scandalo russo, o come meglio ci pare ma usando la nostra lingua, giusto per evitare il ridicolo per davvero, no?
quanto poi al servilismo verso ciò che è straniero, esso a volte rasenta il patetico, specialmente per quanto riguarda le nostre istituzioni: come si può chiamare "governatore" il presidente di una giunta regionale, ignorando che il governatorato da noi non esiste affatto, oppure chiamare premier il presidente del consiglio dei ministri, fingendo di ignorare che tale carica (il premier) non ha nessuna attinenza con il nostro ordinamento?
Concordo: poiche' non si puo' chiamare "Primo ministro" il Presidente del Consiglio, lo si chiama "premier" attuando cosi' un piccolo " colpo di stato" linguistico...
"come va?"
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Lucio M. » sab 30 dic 2017, 20:48

Un tipo del tg1 in un commento per l'arresto di Vincent Asaro, citando Martin Scorsese, lo ha chiamato, se non udito male, Scorsisi. Oramai manca davvero poco al vinai, vaidai, vaisai, al posto di veni, vidi, vici.

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Gabriele Gobbo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Gabriele Gobbo » sab 30 dic 2017, 22:35

Lucio M. ha scritto:
sab 30 dic 2017, 20:48
Un tipo del tg1 in un commento per l'arresto di Vincent Asaro, citando Martin Scorsese, lo ha chiamato, se non udito male, Scorsisi. Oramai manca davvero poco al vinai, vaidai, vaisai, al posto di veni, vidi, vici.
Vero è.. chiddu siculo è... no scorsisi ma Scursisi lo doveva chiamari, miii che gnuranti
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Fran Cesco » ven 12 gen 2018, 04:46

Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 30 dic 2017, 22:35

Vero è.. chiddu siculo è... no scorsisi ma Scursisi lo doveva chiamari, miii che gnuranti
E con questo hai brillantemente introdotto la questione della salvaguardia dei dialetti....

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Gabriele Gobbo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Gabriele Gobbo » ven 12 gen 2018, 08:31

Scherzi a parte, sarebbe davvero molto più bello e utile riuscire a recuperare e conservare i nostri dialetti, piuttosto che fare scempio della lingua italiana infarcendola di inutili quanto brutti inglesismi. Come ho già detto, penso che l'inglese vada conosciuto, per tante buone ragioni, ma quando si parla o si scrive in italiano, credo che sarebbe molto meglio lasciarlo dov'è.
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da giuseppe improta » ven 12 gen 2018, 10:20

Gabriele Gobbo ha scritto:
ven 12 gen 2018, 08:31
Scherzi a parte, sarebbe davvero molto più bello e utile riuscire a recuperare e conservare i nostri dialetti, piuttosto che fare scempio della lingua italiana infarcendola di inutili quanto brutti inglesismi. Come ho già detto, penso che l'inglese vada conosciuto, per tante buone ragioni, ma quando si parla o si scrive in italiano, credo che sarebbe molto meglio lasciarlo dov'è.
Sono solo parzialmente d'accordo. Alzi la mano chi non è mai andato al "bar" a prendere un caffè , chi non ha mai preso un "autobus" oppure un "pullman" , chi non ha mai indossato un "pullover" ! :D
Sono termini talmente radicati nella nostra lingua parlata e scritta che risulterebbe difficile sostituire con termini italiani , anche se esiste "caffè " per indicare il locale, "maglia" per indicare il pullover ...e per il bus, che cosa dovremmo usare? "Torpedone di città " ? "Corriera cittadina" ? Sarebbero termini un po' ridicoli , non trovi ?

E come la mettiamo con i francesismi ? Chi non ha mai mangiato dei profiteroles , oppure dei bignè ala crema ? :lol:
E che fine facciamo fare allo "chef" del ristorante ? Al "fast food" ? E a tanti altri inglesismi o francesismi che usiamo spesso, senza neanche rendercene conto ? :? :roll:

Piuttosto , visto che siamo italiani e ci teniamo alla nostra lingua, cerchiamo di curarla un po' di più. Troppo spesso ho visto in giro errori di grammatica , per non parlare di sintassi ! Troppo spesso ho letto "stà" con l'accento , oppure " fà " , o anche "pò " anziché < po' > , per non parlare della punteggiatura, a volte inesistente o messa a sproposito...Non bisogna essere scrittori o italianisti per scrivere decentemente , rispettando almeno alcune semplici regole grammaticali !

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Gabriele Gobbo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Gabriele Gobbo » ven 12 gen 2018, 11:15

Sono quasi d’accordo con te, Giuseppe. Il termine “bar”, tuttavia, appare di etimo incerto, ed è in uso da oltre un secolo, quindi definirlo termine straniero, mi sembra un poco una forzatura, ma a parte questo: credo sia normale che alcuni nomi propri di cibi e bevande si mantengano inalterati indipendentemente da quale sia il contesto linguistico. Quindi bene profiteroles, champagne, bignè eccetera. Quanto a “chef”, va ricordato come sino a buona parte del secolo passato, il concetto stesso di alta cucina faceva certamente pensare alla tradizione francese, più che a quella nostrana (ingiustamente, ma tant’è) e da qui l’utilizzo di chef, anziché cuoco, aveva e forse ha ancora un connotato professionalmente positivo. Tutto questo per dire che i termini stranieri possono ben essere utilizzati, ma solo se vi è una ragione plausibile per farlo. Troppo spesso non è così e questo appare molte volte di cattivo gusto davvero, persino ridicolo, in certi casi. Naturalmente qui si entra nel territorio delle valutazioni soggettive. Mi concederai che la parsimonia, in ogni caso, non sarà mai fuori luogo.
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giuseppe improta
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da giuseppe improta » ven 12 gen 2018, 12:00

Sì, l’etimologia di “bar” è incerta , è interessante leggere le spiegazioni di Wikipedia e dell’enciclopedia Treccani, che ho cercato “on Line” da “smartphone “ , non essendo ora davanti al “ computer “ ...😃
Tre inglesismi in una breve frase...più il bruttissimo nome “Wikipedia “..😆
Alla fine, accordiamoci sulla parsimonia...!
A proposito, l’accordatura della chitarra è migliorata cambiando le corde.

Have a nice weekend !

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Gabriele Gobbo
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Re: L'italiano nella comunicazione di massa

Messaggio da Gabriele Gobbo » ven 12 gen 2018, 12:27

Si, anch'io l'ho cercata in quel modo, l'etimologia di "bar", che mi incuriosiva. I tuoi inglesismi sono più che giustificati, e Wikipedia è davvero brutto, ma si chiama così...

Mi fa piacere che la tua chitarra non abbia problemi :okok: :bye:
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